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Vaccini Militari, il nemico a casa!

vaccini militari

Fonte: Informasalus.it

Archiviata l’indagine nei confronti del maresciallo dell’aeronautica Luigi Sanna, deferito dalla magistratura militare per il suo rifiuto di sottoscrivere il modulo di consenso informato per un ciclo di vaccini militari a cui avrebbe dovuto sottoporsi su ordine dei propri superiori prima di partire per una missione di carattere nazionale.
La grave offesa consisteva nell’aver preteso spiegazioni sull’efficacia, la sicurezza e sulla motivazione reale di questi vaccini militari plurimi e ravvicinati, nello specifico ben otto in 28 giorni.
L’accusa di disobbedienza aggravata e il rischio di dover scontare fino a un anno di reclusione sono finalmente archiviate anche se la soddisfazione nelle parole del suo avvocato Giorgio Carta non è piena: “siamo certamente soddisfatti del suo proscioglimento, ma sul piano generale, la giustizia militare ha evitato di prendere una posizione ufficiale sulla sussistenza di un obbligo dei militari di sottoporsi ai vaccini. Di conseguenza, la soluzione del problema è rinviata al prossimo caso il cui un militare si rifiuterà di sottoporsi ad una vaccinazione impostagli dai superiori.” L’avvocato poi promette che non si fermerà in questa battaglia “per l’applicazione anche ai militari dell’articolo 32 della Costituzione (…) anche perché il risalto mediatico dato alla vicenda dai media sta smuovendo le coscienze e sta facendo emergere un numero di militari ammalati di tumore ben maggiore di quello indicato dai dati ufficiali ”.

 

Vaccini Militari: altri casi

 

In effetti la vicenda del maresciallo Sanna non è certo l’unico caso: altri due militari prima di partire per l’Afghanistan si sono rifiutati di essere sottoposti a vaccini militari, nello specifico alle vaccinazioni N1H1 e sono stati anche loro sottoposti anche loro a procedimento disciplinare.
“Il protocollo è scientificamente inattaccabile; il problema è che non viene rispettato. Per praticità e velocità si fanno vaccinazioni a tappeto uguali per tutti, senza controllare se qualcuno l’ha già fatta, se qualcun’altro non è in perfette condizioni di salute o ha ricevuto altri vaccini militari pochi giorni prima. C’è superficialità, poca cura, non vengono considerate le conseguenze, spesso sono gli infermieri e non i medici a fare i vaccini militari ” così si espresse il Professore di oncologia Franco Nobile considerato fra i massimi luminari della materia.
Questa archiviazione è senza dubbio un passo avanti, ma è ancora troppo poco. Anche per coloro che ancora combattono nella malattia  che convivono nel lutto di un familiare perso in questa guerra contro un nemico non ancora ben identificato. La paura più grande è che il nemico contro cui combattere non siano i vaccini militari o uranio impoverito, ma lo stato, quello stato padre che per sete di guadagno e orgoglio, non ha ancora voluto piegare la testa neanche di fronte ai propri figli morti.

 

Fonte: Il nuovo giornale dei militari / Solleviamoci.wordpress.com

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