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360 milioni. Questa è la cifra che il governo italiano ha riservato a finanziare l’uscita dell’Esercito Italiano di Afghanistan, nel triennio 2015-2017. Il proprio ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha riconosciuto che si tratta di una somma elevata ma “considerevolmente inferiore” rispetto al budget necessario per mantenere i 4.000 soldati italiani nel territorio afghano. Queste erano le dichiarazioni effettuate dal ministro alle conferenze della Nato a Chicago.

 
In questo summit, i 28 rappresentanti della Nato hanno disegnato il percorso per uscire dallo scenario afghano in modo graduale e responsabile. Questo significa che in tutto momento, l’Afghanistan sarà sostenuto da truppe di addestramento e aiutato finanziariamente.  E’ in questo scenario che l’Italia – ha puntualizzato Terzi – ha assicurato che per il processo di transizione lanciato due anni fa al vertice di Lisbona applicherà ”il principio di solidarietà interno alla Nato”.In altre parole: ‘‘siamo entrati insieme nel teatro operativo e insieme ne usciremo”.

 
Inoltre, Terzi ha sottolineato la necessità che da parte afghana si mostri rispetto per lo stato di diritto e per i principi fondamentali della libertà e della democrazia, nonché per la condizione femminile. La difesa di questi valori è stata infatti, secondo il ministro, a coinvolgere la comunità internazionale.

 

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