Uranio Impoverito: Nuovi Casi in Italia

31 ottobre 2012 posted by Staff
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uranio impoveritoL’Associazione Vittime Uranio ha denunciato nuovi casi di morte, possibilmente, per contaminazione da uranio impoverito.  “Mio marito è morto lo scorso luglio a soli 50 anni di tumore al pancreas dopo 10 anni di missioni. Faceva il disinfettore”, scrive M.S, di  Cagliari, e vedova di un primo maresciallo dell’Esercito.

 

Uranio Impoverito: nuovi casi di militari malati

 

Si tratta di due soldati di Brescia e di Palermo. Nel blog ufficiale dell’associazione Vittime Uranio Impoverito si legge la denuncia di R.D., della provincia di Brescia, il quale lamenta che dopo di “aver prestato servizio nel 2003 presso il poligono militare di Perdasdefogu come ufficiale di complemento dell’Aeronautica militare. Nel 2004 mi sono congedato e nel 2009 mi è stata diagnosticata la sclerosi multipla”. Simile è il caso di G.F. di Palermo: nel 2001 è stato destinato durante 4 mesi a Kosovo per una missione e, anni dopo, nel 2009, gli è stato diagnosticato un tumore grave al testicolo. “Mi è stato anche asportato un rene. Ho presentato domanda per la causa di servizio, ma è stata rifiutata”.

 

Uranio Impoverito: il killer dei militari

 

I casi di malati per uranio impoverito, tra i soldati italiani, sono sempre di più. Il problema, come altre volte abbiamo denunciato, è la difficoltà di dimostrare  un collegamento tra le missioni di questi soldati e il tumore che solitamente viene scoperto anni dopo. Le vittime ora sono 3.671 approssimativamente, ma questa cifra, nonostante essere molto elevate, è riduttiva rispetto la realtà in quanto sono stati conteggiati solo i soldati in servizio.

Ma cosa succede con quelli che si sono ammalati anni dopo, o con i civili. Questi non esistono?

È la domanda che si pone il presidente dell’associazione Vittime Uranio, Falco Accame, da sempre in prima linea nel denunciare i rischi per la salute legati all’esposizione di proiettili all’uranio impoverito. Il problema principale, secondo il presidente, è il negazionismo delle istituzioni in merito all’uranio impoverito del tipo, “noi non usiamo proiettili con uranio impoverito”, “non è colpa nostra”, “chissà dove avrà preso la malattia”….

Non è questa sicuramente la reazione e l’attenzione di un’istituzione alla quale ammiri, alla quale hai giurato fedeltà e protezione. Molti militari italiani, con malattie collegate all’uranio impoverito si sono trovati con un Ministero della Difesa che si gira di schiena e non assume la propria responsabilità.

I nostri soldati, per molti anni, sono andati in missione a lavorare in contatto con nano particele o hanno usato proiettili fabbricati con uranio impoverito senza informazioni sui rischi o sulle misure antiinfortunistiche che dovevano usare.

Non è possibile continuare a dire “non sono stato io” davanti a questa realtà. Dov’è lo Stato Maggiore della Difesa quando c’è bisogno di lui?

 

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