Uranio Impoverito: Tutta Colpa della Paura

13 agosto 2012 posted by Staff
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foto: paperblog

“Il decesso può riconoscersi dipendente da fatti di servizio che risultano sussistere nello svolgimento degli incarichi assegnati, nelle condizioni estreme quali elevata tensione emotiva, continua e prolungata iper vigilanza in costante pericolo di vita nell’ambito di missioni svolte in teatro bellico, di assoluta eccezionalità e con altro rischio personale e collettivo (…) Considerato che il cumulo di tali circostanze è idoneo a compromettere le difese immunitarie, il cui deficit può favorire la crescita di una neoplasia allo stadio pre-clinico, è plausibile ritenere che il servizio abbia potuto svolgere un ruolo concausale efficiente e determinante nell’insorgenza e/o slatentizzazione del processo neoplastico”.

 

È con questa spiegazione che il ministero dell’economia ha deciso di concedere alle oltre 2000 vittime dell’uranio impoverito un indennizzo. Una spiegazione incontrovertibile, da accettare senza riserve se si vuole l’accesso all’indennizzo, ma con tanti tantissimi dubbi e perplessità. Come si può dire che il tumore è frutto di una paura legata alla situazione di guerra e di stress? E come la mettiamo con i civili o con i militari che si sono ammalati pur essendo fisicamente lontani dalle zone di servizio?

 

Provate a spiegarlo a Salvo Cannizzo che si tratta di un problema di stress e di paura, ex marò del Battaglione San Marco a Djakoviza per 17 anni fino al settembre 2011 , ora malato di tumore al cervello, con una prospettiva di vita di pochi mesi. “Eravamo in nove nella mia squadra e cinque di noi si sono ammalati di tumore in varie parti del corpo. Proprio per questo il ministero della Difesa dice che non c’è rapporto di causa-effetto (..) Uno dei miei fratelli del battaglione, un compagno di squadra, è già morto e tra tre mesi toccherà a me, poi a un altro, fin quando non moriremo tutti e lo stato avrà risparmiato miliardi: per loro i duemila soldati ammalatisi in Kosovo sono una piccola finanziaria.

 

Che questa relazione tumore/paura non abbia senso lo dimostra anche il fatto che la definizione di uranio impoverito come scoria nucleare tossica risale e decine di anni fa e non è mai stata messa in dubbio. In altre parole è un materiale tossico, si sa, è confermato. Ed è stato anche più volte scritto: Gli effetti a breve termine dell’assorbimento di dosi elevate possono condurre al decesso, mentre dosi meno massicce, a lungo termine, possono produrre alterazioni neoplastiche”.

 

E questo è tanto più vero quanto più sono stati presi provvedimenti precisi per limitare i contatti tra lui e l’uomo, con una serie di indicazioni per la protezione di coloro che operano in contesti contaminati.

 

Insomma in Italia siamo riusciti a trasformare una vergona istituzionale in un problema politico ed economico, annullando di fatto le responsabilità penali che comunque esistono in questa vicenda.

 

Forse l’unica vera spiegazione per questa bizzarra giustificazione al killer chiamato uranio impoverito è racchiusa proprio nell’ente che l’ha resa pubblica, il ministero dell’economia. Non c’è nulla di medico e scientifico in questa spiegazione. Ci sono conti, somme e soldi!!!!!

 

Fonti: EcPlanet, Nocensura eDocumento dell’Army Environmental Policy Institute (AEPI).

 

 

 

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