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Il Consiglio dei Ministri ha approvato l’invio di 15 militari italiani in Siria come osservatori. I soldati saranno disarmati perché l’obiettivo della missione, programmata dall’ONU, è il monitoraggio della cessazione della violenza armata. I primi cinque atterreranno in Siria la prossima settimana. Fra i loro compiti ci sono non solo il controllo dell’attuazione del piano di pace, ma soprattutto l’assistenza umanitaria ad una popolazione stremata da più di un anno di proteste e massacri.

 
Nel concreto, la missione rientra nell’ambito delle risoluzioni dell’ONU, per porre fine alla “crisi” siriana. Nella risoluzione 2043 si legge: “Condannando le dilaganti violazioni dei diritti umani per opera delle autorità siriane e gli abusi sulla popolazione perpetrati da gruppi armati” il Consiglio ha deciso “di stabilire per un periodo iniziale di novanta giorni una Missione di Supervisione delle Nazioni Unite in Siria (UNSMIS) sotto il comando di un Capo degli osservatori militari, con un dispiegamento iniziale di trecento osservatori militari disarmati e di un’adeguata componente civile come richiesto dalla Missione per consentirle di adempiere al proprio mandato”.
Il governo italiano ha approvato l’invio di militari italiani disarmati “perché così prevede il punto 5 della risoluzione che prevede il monitoraggio della cessazione della violenza armata in tutte le sue forme e della piena attuazione della proposta in sei punti dell’inviato speciale Kofi Annan”, secondo quanto informato dal governo in una nota.

 
Il segretario generale della ONU ha informato sulla presenza di 300 osservatori in questa missione che saranno inviati in Siria entro la fine di maggio. La speranza di Annan è che la presenza di questi osservatori possa davvero “fare la differenza” e avere un impatto decisivo sulla fine delle violenze. Inoltre, ha precisato sulla tragica situazione che attraversa il paese e ha segnalato che questa missione è necessaria per evitare che la Siria precipiti nella guerra civile.
Secondo il Centro di documentazione delle Violenze  il numero di vittime siriane è cresciuto considerevolmente negli ultimi giorni: solo nella mattina di ieri 6 morti e 24 nel giorno delle elezioni. (Foto: syrianfreepress)

 

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