Tassazione Pensioni di Guerra: NO dei militari

22 ottobre 2012 posted by Staff
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Una delle misure che comprende la Spending Review, per quel che riguarda i militari e le Forze Armate, è la tassazione su determinati redditi come assegni, pensioni di guerra, ecc…. Emanuela Piantadosi, presidente dell’Associazione di Volontariato Onlus Vittimedel Dovere ha emesso un comunicato per denunciare tali misure.

In primo luogo, l’associazione sottolinea che il Ministero ha accolto il proprio appello per l’eliminazione nel testo definitivo del Disegno di legge di stabilità, attualmente all’esame del Parlamento, della tassabilità Irpef delle pensioni e delle indennità di invalidità, prevista in una delle prime bozze.

Ma l’art. 12, comma 17 sopprimi il riconoscimento dell’esenzione dall’IRPEF delle pensioni di guerra e degli altri redditi indicati nell’articolo 34, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, in capo ai soggetti titolari di reddito complessivo superiore a euro 15.000.

 

Pensioni di Guerra e Tassi

Questa imposizione interesserà le pensioni di guerra, comunque denominate, le relative indennità accessorie, gli assegni connessi alle pensioni privilegiate ordinarie, le pensioni connesse alle decorazioni dell’ordine militare d’Italia e i soprassoldi connessi alle medaglie al valor militare.

 

Questa tassazione riguarda:

- le pensioni privilegiate ordinarie tabellari dei militari di leva,

- le pensioni tabellari spettanti per menomazioni subite durante il servizio di leva prestato in qualità di allievo ufficiale e/o di ufficiale di complemento nonché di sottufficiali e

- le pensioni tabellari corrisposte ai Carabinieri ausiliari (militari di leva presso l’Arma dei Carabinieri) e a coloro che assolvono il servizio di leva nella Polizia di Stato, nel corpo della Guardia di Finanza, nel corpo dei Vigili del Fuoco e ai militari volontari

 

Pensioni di Guerra: Riconoscimento al valore

In questo senso, l’associazione ricorda che questa tipologia di risarcimenti non costituiscono reddito e, pertanto, non devono essere considerate ai fini fiscali, e “in nessun caso possono essere computate, a carico dei soggetti che le percepiscono e del loro nucleo familiare, nel reddito richiesto per la corresponsione di altri trattamenti pensionistici, per la concessione di esoneri ovvero di benefici economici e assistenziali”.  

La natura di questi risarcimenti non è sostituire o integrare un reddito. Si tratta di un segno di solidarietà, secondo l’associazione, “nei confronti di coloro che, a causa della guerra, abbiano subito menomazioni nell’integrità fisica o la perdita di un congiunto e per espressa previsione normativa sono escluse da tassazione le indennità liquidate a titolo di invalidità permanente o per morte, anche se elargite in sostituzione e per la perdita di redditi”.

Il riconoscimento al valore non dovrebbe essere computato in termini di soldi, cassa o risparmi. Giusto?

 

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