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foto: mauro biani

Il nostro governo, sempre tanto sensibile, non solo prevede un taglio molto considerevoli per quel che riguarda le risorse del comparto difesa e sicurezza ma ha anche previsto un tagli di 11 milioni di euro per le vittime dell’uranio impoverito.

 

Nel testo si legge che “la dotazione del fondo destinata alle provvidenze alle vittime dell’uranio impoverito  è ridotta dell’importo di 10 milioni di euro per l’anno 2012”.

 

All’inizio, il fondo era superiore ai 21 milioni di euro, di cui 9 già erogati, su oltre 600 domande di risarcimento da parte dei familiari di militari e civili impegnati nelle missioni italiane ammalati o morti per gli effetti letali dell’uranio impoverito.

 

Questo dimostra la sensibilità di un governo che taglia e riduce, secondo me, senza nessun criterio.

 

Proprio in questi giorni, un ex appartenente al Battaglione San Marco della Marina Militare, costretto sulla sedia a rotelle a causa di un tumore al cervello per usare proiettili di uranio impoverito, si è incatenato davanti alla sede catanese dell’Ars. Salvo Cannizzo era in missione a Kosovo quando si è ammalato e ora, gli restano solamente 6 mesi di vita. Parliamone.

 

Assicura e denuncia non aver ricevuto nessun tipo di aiuto dalle istituzioni e dal mondo della politica. “Fino a qualche mese fa ricoprivo un incarico civile per il Ministero Della Difesa, dal quale oggi ricevo una pensione di 769 euro. Una miseria, poiché 350 sono destinati alla mia ex moglie e che con gli altri devo mantenere la mia nuova famiglia e pagarmi le cure”.

 

Sicuramente per Cannizzo i soldi non sono tutto e il problema è molto più grave ma non possiamo dimenticare, né noi né i nostri politici, che i militari malati sono tanti e che le storie sono reali, sono drammi e non numeri.

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