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In questi giorni c’è stata la discussione della Commissione Difesa del Senato riguardo il provvedimento recante Delega al Governo per la revisione e riduzione delle risorse della Difesa. Il senatore VITA (PD) considerato “il carattere non riformatore del provvedimento, ritiene opportuno il giusto rilievo e la giusta dignità alla cultura di stampo pacifista, la quale, più che a mirare alla mera soppressione dello strumento, propone, riguardo ad esso, un differente approccio”.

Ecco il resoconto della seduta (fonte: il nuovo giornale dei militari)

 

  Il senatore VITA (PD) sottolinea innanzitutto l’esigenza di riflettere accuratamente sui contenuti del disegno di legge n. 3271, sollecitata da molte associazioni, ponendo altresì l’accento sull’opportunità di sanare possibili eccessi di delega.

 

            Per quanto attiene, quindi, alla materia degli investimenti, invita la Commissione a considerare innanzitutto il ruolo fondamentale di molte ricerche civili che possono avere sbocchi anche di tipo militare (esemplificativo sarebbe, al riguardo, il connubio tra la Difesa e le ricerche nel campo delle comunicazioni). Inoltre, mentre l’articolato prospetta in maniera dettagliata i tagli da effettuare sui lavoratori del comparto, sembra non considerare adeguatamente le problematiche inerenti alla questione degli armamenti, connotate da contratti obsoleti (che prescindono sia dall’evoluzione delle tecnologie, sia da quella, ancora più rapida, del contesto internazionale di riferimento), da consulenze inadeguate e da un non positivo intreccio tra affari ed industria militare, a cui si dovrebbe e potrebbe replicare con una significativa rivalutazione del controllo parlamentare.

 

            Considerato, quindi, il carattere non autenticamente riformatore del provvedimento, sarebbe opportuno, a suo avviso, conferire, nell’ambito dell’esame, il giusto rilievo e la giusta dignità anche alla cultura di stampo pacifista, la quale, più che a mirare alla mera soppressione dello strumento, propone, riguardo ad esso, un differente approccio.

 

           Il senatore CHITI (PD) osserva che i tempi attuali impongono, a prescindere dal punto di vista -di destra o di sinistra- dal quale si esamina la problematica, un sostanziale mutamento culturale nei confronti delle Forze armate, organismo ormai non più marginale né sostituibile nella società moderna.

 

            Ciò non solo perché sia cambiata la loro funzione, ma anche e soprattutto a seguito dei cambiamenti nella politica estera: la sicurezza, infatti, è oggi fenomeno internazionale legato sia all’insorgenza terroristica sia alla prorompente rilevanza delle questioni inerenti alla tutela dei diritti umani. Stanti queste premesse, quindi, avrebbe poco senso domandarsi ancora se lo strumento militare debba avere, o meno, un ruolo internazionale. Gli stessi quadri operanti nell’ambito dello strumento militare sono poi da considerarsi, a tutti gli effetti, parte della classe dirigente del Paese.

 

            Per quanto attiene alla questione delle risorse, osserva quindi che sarebbe riduttivo considerare i contenuti del disegno di legge n. 3271 esclusivamente da questa prospettiva. Molto più pregnante, invece, appare la tematica relativa alla considerazione di un quadro di riferimento europeo, senza il quale, ad oggi, appare difficile avere un approccio efficace alle problematiche di politica estera e delle Forze armate.

 

            Conclude auspicando una sollecita approvazione del provvedimento in Commissione (al fine di poter iniziare l’esame in Assemblea non oltre il mese di settembre), ed invitando altresì i commissari a riflettere su due importanti tematiche quali la possibilità che il testo possa configurare degli eccessi di delega e la necessità di prevedere un significativo ed efficace controllo parlamentare in relazione all’acquisizione dei sistemi d’arma.

 

           Poiché nessun altro chiede di intervenire, il presidente CARRARA dichiara chiusa la discussione generale.

 

           Interviene, sull’ordine dei lavori, il co-relatore ESPOSITO (PdL), auspicando che le obiettive esigenze di celerità dell’esame non pregiudichino tuttavia, nella determinazione del prossimo calendario dei lavori della Commissione, il diritto di replica dei relatori al termine della discussione generale.

 

         Su quanto osservato dal co-relatore Esposito ha luogo quindi un approfondito dibattito nel corso del quale intervengono, a più riprese, il PRESIDENTE, il senatore RAMPONI (PdL), il co-relatore SCANU (PD) ed i senatori TORRI (LNP) e CHITI (PD).

 

           Al termine, su proposta del PRESIDENTE, la Commissione delibera di fissare il termine per la presentazione di eventuali ordini del giorno ed emendamenti al disegno di legge n. 3271 (assunto a base per il prosieguo dei lavori nella seduta antimeridiana del 16 maggio), per martedì 10 luglio, alle ore 20.

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