Trasferimento Carabinieri. Tipologie e Modalità

5 agosto 2013 inviato da Staff
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Quando si parla di trasferimento carabinieri e più in generale per tutte le forze armate,  si intende un vero e proprio cambio nel rapporto di lavoro

Prima della privatizzazione del rapporto di pubblico impiego civile, il trasferimento carabinieri era un atto disciplinato dell’apposito Testo Unico, d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, all’art. 32. Poi arriva la legge n. 241 del 1990 che detta i principi fondamentali in tema di trasferimento carabinieri e in generale delle forze militari.

 

trasferimento carabinieri

La legge 190 in realtà convive e trova i suoi limiti in vari regolamenti interni e circolari che esplicitano e dettano ulteriori criteri direttivi nella materia del trasferimento carabinieri, rendendo di fatto la questione differente dal resto dei dipendenti statali tenendo in considerazione la specificità di settore.

 

Trasferimento Carabinieri: Come Funziona

 

Il trasferimento carabinieri si concretizza come primo passo nella necessità primaria e non più derogabile dell’amministrazione o del soggetto attivo richiedente. I carabinieri che richiedono un trasferimento devono rispondere a requisiti precisi e ben determinati, in base alle necessità del ruolo di destinazione.

A questa analisi generale sul trasferimento carabinieri, facciamo seguire adesso un’analisi più dettagliata delle tre tipologie riconosciute di trasferimento carabinieri:

-      trasferimenti carabinieri a domanda, dove è il diretto interessato che muove la richiesta alla propria amministrazione, la quale nell’ottica dell’interesse pubblico, può decidere se accettarla oppure no.

-      trasferimenti carabinieri d’autorità si configurano quando la decisione arriva in modo perentorio dall’amministrazione, senza che i carabinieri possano in qualche modo. In questo caso i militari sulla base dell’art. 1 comma 1 della legge 100/1987 godranno di un trattamento economico superiore grazie all’indennità mensile di trasferimento.

-      trasferimenti carabinieri per servizio rappresentano la via di mezzo tra le altre due tipologie di trasferimenti appena descritti e implicano una sorta di collaborazione tra l’amministrazione e il richiedente circa l’attivazione del procedimento, ma la  decisione rimane pur sempre un atto amministrativo emanato dall’autorità competente.

Esattamente come per i provvedimenti civili, anche per il trasferimento carabinieri è necessario che venga esplicitata la motivazione dell’atto; la legge 241/1990 infatti è applicabile anche ai procedimenti amministrativi militari di trasferimento.

Riconoscere le motivazione del trasferimento carabinieri significa anche renderlo impugnabile di fronte all’autorità qualora si renda necessario e, dall’altra parte, anche l’amministrazione può tutelarsi.

 

Revoca Del Trasferimento Carabinieri

 

Direttamente collegato alla possibilità di impugnare i provvedimenti di trasferimento carabinieri, esiste la revoca del provvedimento stesso. In questo caso è il militare a chiedere all’amministrazione la revoca dell’atto di trasferimento, obbligandola di fatto a dar corso a un procedimento al contrario, nel quale vengono comparati gli interessi della cosa pubblica e di quella privata. Gli atti di revoca del trasferimento carabinieri rispondono agli stessi requisiti procedurali dei trasferimenti carabinieri “a domanda” e “d’autorità”, contenuti nei regolamenti ministeriali attuativi degli articoli 2 e 4 della legge n. 241/1990.

 

fonte: carabinieri / grnet / ogginotizie

 

Valentina Stipa

Trasferimenti Polizia. Ecco Le Regole

25 febbraio 2013 inviato da Staff
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Trasferimenti polizia vengono eseguiti sulla base di preminenti fini di pubblico interesse come riporta la circolare n. 333-A/9802.B.B.5.4 del Ministero dell’ Interno del 28 ottobre 1993 e ribadito poi dal primo comma dell’ art. 55 del D.P.R. 335/1982.

 

 

Requisiti Per Richiedere Trasferimenti Polizia

Proprio questo comma specifica cuna serie di criteri sulla base di quali devono svolgersi i trasferimenti polizia.
1. Questi possono avvenire solo se il soggetto richiedente ha maturato almeno 4 anni di servizio consecutivi nella stessa sede di lavoro. Se il trasferimento  viene richiesto da un dipendente di una delle sei nell’elenco di riconosciute dal Ministero come “disagiate” allora la tempistica di anzianità scende a due. A questa tempistica per i trasferimenti polizia fanno eccezione i periodi di aspettativa e quelli in posizioni di comando oppure fuori ruolo.
2. La possibilità di un ricongiungimento familiare, il numero dei componenti del nucleo e dei figli a carico incide sull’esito della domanda di trasferimenti polizia
3. La richiesta di trasferimenti polizia deve coincidere con la domanda avanzata dall’ufficio di destinazione per un posto vacante in quel ruolo e di quella figura professionale

 

Trasferimenti Polizia. Come Avanzare Domanda

Come per la maggior parte degli atti amministrativi che riguardano i corpi militari, anche per la domanda di trasferimenti polizia va seguito l’ordine gerarchico. La stessa va quindi inoltrata alla direzione centrale del personale che avrà il compito di verificare la disponibilità del ruolo nella sede di destinazione dei trasferimenti polizia.
Successivamente verrà predisposto il vero e proprio atto che concretizza i trasferimenti polizia, fatta eccezione per i casi di emergenza che richiedano un rinvio della formalizzazione della domanda.

 

 

 

Il Congedo straordinario per Trasferimenti Polizia

L’art. 15 del D.P.R. 395/1995 e l’ art. 19 comma 2 del D.P.R. 164/2002 introducono anche il congedo straordinario in tema di trasferimenti polizia; si tratta di un periodo di risposo atto a svolgere tutte le attività di ordine pratico legate alla concretizzazione dei trasferimenti polizia come il trasloco ad esempio e la collocazione della famiglia.
Durante il periodo di congedo straordinario per trasferimento di polizia non ci sono variazioni di tipo economico in ambito di retribuzione per il soggetto richiedente.
Il periodo previsto per il congedo straordinario concesso nel caso di trasferimenti polizia vari a a seconda della destinazione del trasferimento ovvero se la stessa si trova sul territorio nazionale oppure in territorio estero e varia anche in base agli anni di servizio del soggetto richiedenti i trasferimenti polizia. Tale periodo varia da 10 a 30 giorni.

 

 

Fonte: uilpolizia / militariforum / facebook

 

 

Marò arrestati in India: via del carcere

25 maggio 2012 inviato da Staff
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I nostri marò,  arrestati in India, hanno lasciato definitivamente il carcere di Trivandrum per essere trasferiti in una nuova struttura di Kochi. In questo momento dovrebbero essere in viaggio.

Infatti, il decreto per il trasferimento sarebbe già stato firmato da Oommen Chandy, il governatore dello stato del Kerala. Pertanto, oggi o domani, i soldati dovrebbero essere trasferiti. La nuova destinazione ha l’accettazione dalla delegazione italiana che si occupa della vicenda dei due soldati.

 

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, incarcerati in India dal 15 gennaio scorso per aver ucciso, presumibilmente, due pescatori indiani, sono trasferiti alla Borstal School. Si tratta di un ex carcere minorile nei pressi dell’aeroporto di Kochi, che assomiglia di più ad un regime di arresti domiciliari, che ad un carcere. L’ ex riformatorio è in disuso da 10 anni e ospitava delinquenti da 18 a 21 anni. Avranno a disposizione due stanze, una veranda, un cucinino, oltre ai servizi ed uno spazio aperto. Più una guest house che una galera in una condizione simile agli arresti domiciliari. Inoltre, i due marò avranno la possibilità di comunicare con i familiari al telefono, più facilmente di prima, e forse riusciranno ad ottenere il computer.

 

Secondo pubblica Il Giornale, il governo italiano ha chiesto più volte di non confonderli e mescolarli in carcere con i detenuti comuni. Il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura, ha dichiarato che “il trasferimento in un luogo più consono alla divisa che indossano lo abbiamo fortemente chiesto, ma lo commenteremo solo quando alle parole saranno seguiti i fatti. Abbiamo già vissuto momenti di speranza e di disillusione e lo stesso vale per i familiari dei marò”.

 

Latorre e Girone devono presentarsi oggi davanti il giudice che deve decidere sull’inizio e il luogo del processo giudiziario. Per la prima volta, il giudice avrà in mano le accuse della polizia indiana e, sempre secondo il Giornale, sentenzierà sicuramente altre due settimane di carcerazione preventiva per studiare a fondo i documenti con le accuse.

 

Sempre oggi, è prevista un’altra udienza per la terza richiesta di libertà condizionata dopo due risposte negative.

 

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Foto: Glieuros.eu

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone saranno trasferiti, fra 20 giorni ad una nuova struttura. In questo modo abbandoneranno il carcere di Trivandrum, nel quale sono prigionieri dal 19 febbraio scorso, per andare ad una guest house denominata Boston School e situata nella stessa città.
Le autorità dello Stato indiano del Kerala, nel quale sono prigionieri i due marò italiani, ha disposto il trasferimento allo scadere della settimana ordinata dalla Corte Suprema di New Delhi per, appunto, prendere una decisione al riguardo. Questa decisione avviene dopo un largo periodo e diverse riunioni in cui era presente una delegazione di parlamentari italiani.

 
D’altra parte,  è previsto che la polizia del Kerala che si occupa delle indagini nel caso dei marò, presenterà domani al magistrato istruttore le accuse a carico di Latorre e Girone, secondo il quotidiano The Times of India. Il giornale mantiene che la polizia trasmetterà circa 150 pagine con gli indizi a carico dei due militari italiani e la perizia balistica sulle armi sequestrate a bordo della petroliera Enrica Lexie.
Secondo ha pubblicato l’edizione on line della RAI, ”si prevede che il tribunale inizi il processo contro i due militari alla fine di maggio ”. Una fonte della polizia ha inoltre precisato che ”finora sono state formalizzate le accuse soltanto contro i due militari” lasciando intendere che in futuro potrebbero anche includere altre persone nell’atto di accusa.

 
In ogni caso, non è ancora chiaro il luogo nel quale saranno processati i due soldati. Infatti esiste una lotta fra l’Italia e l’India riguardo questo punto, in quanto tutti i due i paesi considerano che devono essere applicate le proprie leggi.

 

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