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Giulio Terzi-adnkronos

 

I rappresentanti legali dei due marò italiani arrestati in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, hanno presentato un nuovo ricorso per sollecitare la libertà dietro cauzione. Questa richiesta è stata fatta ieri, dopo due negative dal tribunale indiano.

 
Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, definisce ”inaccettabile” la situazione dei marò italiani in India, durante un incontro con il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon. In una intervista alla Cnn ha poi ribadito, riferendosi al vertice di Bruxelles, che l’Europa è ”un grande progetto  e l’area euro è un risultato da cui ”non si torna indietro”. (Fonte ANSA)

 

 

 

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In questo momento mi viene da dire che le negoziazioni diplomatiche non servono a niente. Lo so, è un’affermazione troppo forte, non dovrei farla, ma l’impotenza davanti a situazioni che non capisco mi fa diventare cattiva. Vorrei comportarmi come fanno gli altri, quelli meno diplomatici, ma non posso e mi sembra che non possono neanche i nostri rappresentanti politici. E’ da due giorni che leggo parole, una volta dopo l’altra, e non riesco a capire: questo week end, il tribunale indiano ha respinto, nuovamente, la richiesta di libertà condizionata per i nostri marò, Massimiliano e Salvatore. Ancora!?!?

L’11 maggio ha detto no “per motivi tecnici” e ora dice no, per chissà che cosa.

Secondo l’agenzia ANSA, questa volta, il NO è stato giustificato con l’argomentazione che se essi “fossero rimessi in libertà e dovessero lasciare l’India, sarebbe difficile assicurare la loro presenza al momento del processo”. Certo e, dove si nascondono? Io non ci posso credere!!!!

I rappresentanti legali dei due fucilieri della Marina Militare hanno già annunciato la presentazione di un nuovo ricorso ed una nuova domanda sullo stesso argomento a partire da lunedì prossimo presso l’Alta Corte di Kochi, ma non so come mai non ho più fiducia.

Ricordo che non esiste neanche una prova per dimostrare la colpevolezza dei nostri soldati e, invece, sono in prigione da oltre tre mesi. Esattamente dal 19 febbraio scorso. Sembra che fra alcuni giorni saranno trasferiti dal carcere di Trivandrum ad una guest house, ma non liberi, sempre prigionieri e sempre lontano.

Le ultime novità sono le accuse della polizia: omicidio….la situazione è sempre più grave e qui sembra che nessuno ha voglia di fare niente.

Non so cosa dovrebbe fare il nostro governo e non so cosa farei io, ma penso che le cose non stanno andando bene. Considero che l’India, col fatto che ha in mano i nostri soldati, ha un atteggiamento prepotente e inflessibile, per cui secondo me, qualcosa bisogna fare. Forse non il governo italiano direttamente ma si la Unione Europea. (Foto: analisi difesa)

Voi cosa ne pensate?

 

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La Corte Suprema di New Delhi ha ammesso un ricorso per incostituzionalità nella detenzione dei due soldati italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, per uccidere presumibilmente due pescatori indiani il 15 febbraio scorso nello stato indiano del Kerala.

 
Con questa ammissione, il giudice prende in considerazione la richiesta del governo italiano di processare i due marò in Italia in quanto la vicenda è accaduta in acque internazionali. Il prossimo 8 maggio, il governo indiano dovrà comparire davanti al giudice, per giustificare l’arresto. Un soffio di speranza in una situazione piuttosto complicata, in quanto dal 15 febbraio scorso i due soldati italiani sono prigionieri e questa carcerazione è stata sempre dilazionata. Infatti, dal lunedì prossimo si prevede che il giudice istruttore di Kollam estenda di altre due settimane la carcerazione preventiva dei due marò. Sarà l’ultima volta perché il 14 maggio si esauriscono i tre mesi di fermo di polizia.

 
Secondo l’agenzia Ansa, gli avvocati dei due marò hanno accolto le ultime novità con soddisfazione. “Ci trovavamo davanti a tre possibilità: che i giudici respingessero ‘ad limina’ la richiesta; che dicessero che era legittima ma che bisognava comunque attendere la fine dell’iter dell’Alta Corte del Kerala; o ancora, come è successo, che riconoscessero che la sostanza del ricorso meritava un immediato esame”.

 
L’avvocato sostiene che il governo del Kerala non è competente nel caso della Lexie perché rientra nell’ambito del diritto internazionale e delle convenzioni dell’Onu. Il legale ha poi ricordato che il reato è avvenuto in acque internazionali e, per questo, processare i due soldati italiani è competenza delle autorità giuridiche italiane.

 

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