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Regolamento Pensioni. Mai Tanto Lontani Dalla Riforma 2.56/5 (51.11%) 9 Vota questo articolos

 

Il tema delle pensioni è uno di quelli più scottanti e che legislatura dopo legislatura, governo dopo governo, è stato cambiato radicalmente nei modi e nei termini in base alle categorie di lavoratori. Districarsi in questo labirinto di norme emanate e non tutte attuate sono davvero difficile.

Proveremo a farlo insieme in questo articolo.

regolamento pensioni militariIniziamo con il precisare che l’esercito, il comparto sicurezza e il soccorso pubblico non sono direttamente coinvolti dal decreto legge “salva Italia” n. 201 del 6 dicembre 2011. Tuttavia l’articolo 24 al comma 18 risulta uno dei più importanti perché implica il tenere conto delle singole peculiarità ed esigenze del personale di settori come Forze armate, Arma dei Carabinieri, Corpo della guardia di finanza, Forze di polizia a ordinamento civile – Polizia di Stato, Corpo forestale dello Stato e Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Purtroppo però, non essendo ancora stato adottato questo regolamento, per ciò che concerne le pensioni dell’esercito si continua ad applicare i requisiti tuttora in vigore. La mancata approvazione di questo decreto, slittata un numero indicibile di volte e per i più disparati motivi, secondo il segretario del Partito per la Tutela dei Diritti dei Militari e Forze di Polizia, Marco Comellini, sarebbe dovuto essere abbandonato per lasciare spazio a una nuova normativa. Questo in effetti si è realizzato con il governo Letta, che alla prospettiva di un bombardamento di ricorsi davanti al tribunale amministrativo ha preferito fare marcia indietro e ricominciare daccapo.

 

Quello Che Di Certo Esiste Sulle Pensioni Dei Militari

 

Non essendoci ancora alcuna riforma in procinto di essere approvata, per ciò che riguarda le pensioni del personale militare e delle forze armate, si continua a fare riferimento al sistema pensionistico relativo al 2004—007 che imponeva il limite di età anagrafica che poter accedere al regime previdenziale in 60 anni.

Tuttavia a partire dal 2018, l’accesso alla pensione di vecchiaia per sottufficiali, graduati e militari di truppa salirebbe fino al compimento del sessantaduesimo anno. Per la pensione di anzianità invece è necessario raggiungere il traguardo dei 42 anni e tre mesi di contributi.

Facendo un passo indietro e tornando a parlare dell’età pensionabile dei militari, le associazioni di categoria dl settore non ritengono sia logico né razionale adeguare l’età pensionabile del personale del comparto sicurezza con quella del resto del mondo del welfare: come si può mandare in piazza a fronteggiare ragazzini ventenni, dei militari di 50 o 60 anni? Sarebbe una decisione controproducente rispetto al servizio da svolgere e se ne pagherebbe in termini di incolumità dei soggetti.

Rimane poi ancora aperta la questione dell’ausiliaria, altro tema scottante su cui istituzioni e categorie faticano a trovare un punto d’incontro.

La verità è che se l’estate sta scorrendo bollente e afosa, l’autunno, con queste basi, non si preannuncia meno rovente.

 

 

fonte: businnessvox / ficiesse / ilnuovogiornaledeimilitari

 

 

 

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Cessazione Anticipata Dal servizio. Nonostante Le Riforme E’ Ancora Possibile 4.50/5 (90.00%) 4 Vota questo articolos

 

La revisione dello strumento militare è un obiettivo che va perseguito con forza per avere delle forze armate efficienti dove i militari e i civili che compongono il sistema della difesa, le famiglie, possano auspicare maggiore benessere e nello stesso tempio più` garanzie e più` sicurezze, meno precariato”. Questa la dichiarazione a caldo del Ministro Mauro sulla famigerata riforma dello strumento militare.
Se si considera i tagli al personale e agli istituti fisici, previsti in questa riforma e in parte già anche approvati e attuati, la dichiarazione del ministro suona quantomeno anomala.
Tuttavia vogliamo ricordare anche che esiste la possibilità di cessazione anticipata dal servizio per tutti i militari che lo vorranno e che avranno raggiunto i requisiti previsti per legge.

cessazione anticipata dal servizio

Dopo l’ultima riforma previdenziale in ordine di tempo infatti al posto dei vecchi trattamenti di anzianità è stata inserita la possibilità di pensione anticipata con ritiro dal servizio in gestione all’ente INPS.

 

 

Requisiti Di Accesso Alla Cessazione Anticipata Dal Servizio

 

Con 42 anni e 5 mesi di servizio per gli uomini e 41 e 5 mesi per le donne è possibile quindi andare in pensione anticipata cessando di fatto prima del tempo il proprio servizio per lo stato.
La sostituzione con questo assegno dei vecchi trattamenti di anzianità, se da una parte ha diminuito l’età anagrafica e di servizio richiesta come requisito minimo, ha stretto la morsa circa tutti gli altri requisiti, che peraltro si modificheranno nel corso del tempo avvenire.
Gli uomini potranno andare in pensione anticipata con 42 anni e 5 mesi di carriera alle spalle fino al 2014. Da lì in avanti si sale a 42 anni e 6 mesi. Stesso ragionamento vale per il personale delle forze armate femminile: fino al 2014 basteranno 41 anni e 5 mesi di servizio; da quella data in avanti serviranno 42 anni e 6 mesi di servizio.
Un altro aspetto che cambierà in futuro, esattamente tra 5 anni, riguarda l’età anagrafica: per cessare il servizio oltre ai requisiti retributivi sarà infatti necessario il compimento del 62 anno di età. Il militare che deciderà comunque di ritirarsi dal servizio potrà farlo, ma subirà una decurtazione dell’assegno di circa l’1% per ogni anno di età che manca al compimento del sessantunesimo e diventa del 2% se l’età di partenza è inferiore ai 60 anni.
Prima dell’attuazione di questi cambiamenti ci sarà un periodo di transizione che permetterà ai militari di accedere alla pensione anticipata senza penalizzazioni di carattere economico se si saranno raggiunti i requisiti contributivi – cioè i 41 anni e mezzo o i 42 anni e sei mesi – entro il 2017.
Va precisato che nei conteggi contributivi non vengono considerati i periodi coperti da cassa integrazione straordinaria o il riscatto dell’università.

 

 

Fonte: militareassodipro / panorama / forzearmate/ inps

Pensione Militare: Facciamo Un Po’ Di Ordine

4 febbraio 2013 inviato da Staff
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Pensione Militare: Facciamo Un Po’ Di Ordine 4.00/5 (80.00%) 1 Vota questo articolo

Pensione Militare: Se in una prima fase la pensione militare era rimasta indenne dalla tempesta Fornero e dal suo decreto di armonizzazione, con un regolarmente successivo anche questa è entrata nel vortice del ministro dimissionario.

 

Pensione Militare: Sindacati e istituzioni lontani da un accordo

 

pensione militare“Vengono gradualmente incrementati i requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia del personale militare delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, la Guardia di finanza, le Forze di polizia a ordinamento civile e i Vigili del fuoco nel rispetto delle peculiarità ed esigenze di queste categorie”. Così annunciava palazzo Chigi, l’arivo del regolamento per la pensione militare”.

Sull’altro fronte della pensione militare rispondono i sindacati di categoria che non sono affatto soddisfatti di questi cambiamenti sull’accesso alla pensione militare: “non solo manca ancora la previdenza integrativa, ma non si rendono conto che così avranno presto una polizia geriatrica (…) I cittadini si accorgeranno presto di quale sarà l’effetto sulla sicurezza”. A dirlo è Nicola Tanzi, segretario del sindacato autonomo di polizia Sap a seguito dell’inutile pressing esercitato dal Cocer e da tutti gli altri sindacati per evitare l’approvazione di questo regolamento che di fatto peggiora una situazione già tutt’altro che rosea in tema di pensione militare.

 

Cosa cambia di fatto per la pensione militare?

 

Con la riforma Fornero in tema di pensioni, per i militari si potrà accedere alla pensione anticipata con almeno 42 anni e 3 mesi di servizio (contro i 40 previsti prima necessari per la pensione di anzianità).

Per la pensione militare, in particolare per la categoria dell’esercito e della polizia di stato rimangono in variati i   cinque anni di contributi figurativi che concretamente trasformano i 35 anni di contributi effettivi se come fossero 40.

Non subisce modifiche neanche il sistema delle quote in tema di pensione militare secondo cui i militari possono ricevere l’assegno della pensione quando la somma dell’età anagrafica e dei contributi versati raggiunge una determinata soglia, che verrà fissata a 99 entro i prossimi 7 anni. Nel 2019, ad esempio potranno godere della pensione i militari che avranno compiuto 61 anni di età e avranno raggiunto 38 anni di contribuzione.

In tema di pensione militare rimane invariata anche la cosiddetta «ausiliaria» di cinque anni. Unica nota positiva del regolarmente di armonizzazione della pensione militare riguarda la non applicabilità del criterio sull’aspettativa di vita che avrebbe ulteriormente aumentato la soglia prevista per l’accesso alla pensione degli appartenenti al comparto sicurezza.

 

Come Fare Per Ottenere La Pensione Militare

 

I militari che vogliono presentare domanda per la propria pensione, come gli altri dipendenti pubblici, dovranno avanzare richiesta in via telematica accedendo al sito INPS tramite il PIN oppure chiamato in numero verde 803164. Nell’area del sito INPS riservata alle pensioni dei militari sono riportate tutte le modalità operative per procedere alla presentazione della domanda di accesso.

L’accesso in via telematica per la richiesta di pensione militare dallo scorso 11 gennaio è diventato l’unico percorso di accesso praticabile.

A fronte degli attacchi arrivati da più parti su questa riforma della pensione militare, il Ministro Fornero è stata decisa affermando “l’irrinunciabile esigenza di riforma e la necessità di salvaguardare le diverse peculiarità dei settori interessati”. I sindacati sono di ben altro avviso e lamentano ancora troppa confusione e poca chiarezza sulla pensione militare. E soprattutto lamentano un ristretto coinvolgimento delle associazioni di categoria nelle sedi decisionali per un argomenti così strategico e importante come quello della pensione militare.  Mancanza di fatto non negata dalle istituzioni, le quali però non promettono un futuro più attivo.

 

Fonte: lastampa / panorama / ilsole24ore  / termometropolitico

 

Valentina

Pensioni Militari: ancora in Bilico

5 novembre 2012 inviato da Staff
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Pensioni Militari

Il 21 settembre scorso si è svolto un importante incontro voluto dal presidente del consiglio Mario Monti, con tutti i ministri coinvolti nello scottante tema della riforma delle pensioni militari del comparto sicurezza, insieme a tutte le associazioni di categoria del settore.

 

pensioni militari

Il Corriere della Sera

Da questo incontro invece che uscirne con un progetto preciso sui singoli provvedimenti in linea con il Decreto Salva Italia e in considerazione delle esigenze del settore sulle pensioni militari, l’unico risultato è stato una sorta di riassunto su quanto già stabilito in precedente e per il quale era stato fortemente richiesto l’incontro. La conseguenza di questo flop sulle pensioni militari è culminata nella manifestazione di piazza dello scorso 23 ottobre.
A fronte di questa mobilitazione è arrivato puntuale il nuovo impegno del governo a confrontarsi sul tema di pensioni militari.

 

A seguito della clamorosa retromarcia governativa in tema di trattamento di fine servizio, le associazioni di categoria sono fiduciose in una nuova presa di coscienza delle istituzioni circa, in particolare due punti focali, in tema di pensioni militari del comparto sicurezza, ovvero:
1. Modifica dell’età anagrafica di riferimento per le pensioni anticipate previste dall’art.4, comma 1 del regolamento: da 58 a 56 anni fino al 31.12.2018 e da 59 a 57 anni a decorrere dal 01.01.2019.
2. Abbassamento dell’età anagrafica da 58 a 55 anni (lettera a), da 58 a 56 anni (lettera b) e da 59 a 57 anni (lettera c), sempre in riferimento all’art. 4 comma 2 in tema di pensione anticipata per quote, nel quale va rivisitato anche il requisito contributivo .
Al momento la situazione comunque non è di stallo: il governo in attesa del vaglio definitivo del senato al decreto sta apportando modifiche non ancora ufficiali e non è chiaro in quale direzione. Di fatto allo stato attuale delle cose, dal primo gennaio 2013 il decreto trova attuazione con l’innalzamento dei requisiti per l’accesso alle varie forme di pensioni militari.
La verità che emerge da questo disegno è che le trattative sbandierate a più riprese dal governo con i sindacati di categoria sono state fallimentari e a dirlo è proprio un segretario del sindacato autonomo SAP, Nicola Tanzi: “Ci hanno deluso perché non solo manca ancora la previdenza integrativa, ma non si rendono conto che così avranno presto una polizia geriatrica”.

 

 

Pensioni Militari: Poliziotti e Soldati Anziani

 

Sommando questa misura al blocco del turn-over, che fa entrare un giovane ogni cinque agenti che se ne vanno, tra poco ci saranno 22mila poliziotti e 22mila carabinieri in meno. Il Viminale sarà costretto a chiudere commissariati. I carabinieri rinunceranno a molte stazioni. I cittadini si accorgeranno presto di quale sarà l’effetto sulla sicurezza .
Detto in altri termini per i dipendenti del comparto sicurezza, se il senato approverà il decreto così come è adesso, restano validi i 5 anni di contributi figurativi; per i militari rimane valida la cosiddetta “ausiliaria” così come per gli agenti di polizia rimane valido il “moltiplicatore” di 5 anni. Non verrà poi applicato il meccanismo dell’aspettativa di vita che sposterà in modo progressivo sempre più in alto l’asta dell’età.

 

Fonte: Il Nuovo Giornale dei Militari

 

 

Protesta dei Militari: Il Governo Non Ascolta

24 ottobre 2012 inviato da Staff
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Ignorate le richieste degli operatori di sicurezza, soccorso pubblico e difesa che ieri si sono manifestati in tutta Italia per protestare contro le intenzioni del governo di modificare il sistema previdenziale che li riguarda. Nello specifico si tratta dell’aumento di un anno e tre mesi, a partire dal gennaio prossimo, dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia, che cresceranno ulteriormente ma con gradualità fino al 2018; requisiti più stretti per la pensione anticipata (cui si accederà con 42 anni e tre mesi sempre dal prossimo gennaio); la limitazione a 2 anni e mezzo degli anni figurativi (attualmente sono 5). La bozza sembra andare avanti, anche se non ha l’approvazione dalle parti sociali.

 

fonte: mondo panorama

E’ dall’inizio dell’anno che i sindacati e i rappresentanti dei cittadini in uniforme mostrano la loro NON conformità con queste misure, inoltre, sono state chieste varie riunioni con la ministra Elsa Fornero che non hanno mai ottenuto risposta.

 

Proteste dei Militari

L’argomento delle pensioni è sicuramente uno dei punti più conflittivi della riforma ma non è l’unico. Infatti, questi sono esattamente i motivi per i quali i militari si sono manifestati ieri:

- Innalzamento di età per accedere alla pensione che obbliga i militari a fronteggiare situazioni di pericolosa emergenza ben oltre i 62 anni di età.

- Blocco del Turn-over al 20 % per il triennio 2012-2014 e al 50% per l’anno 2015 con una riduzione degli organici di ben oltre 18.000 unità per le forze di polizia , circa 6.000 per la sola polizia di stato e altrettante per la polizia penitenziaria.

- Mancato stanziamento delle risorse necessarie per garantire la copertura al 100% dell’assegno una-tantum per gli anni 2012 e 2013;

- Blocco dei Contratti fino al 2014 e delle retribuzioni

- Soppressione delle Questure e delle Prefetture, conseguente alla soppressione delle province.

 

Legge Stabilità: Risparmio e Tempistica

 

La revisione dello strumento militare doveva essere applicata entro giugno, dopo invece il termine è stato dilazionato fino al 31 ottobre, soprattutto causa le resistenze dei protagonisti (oltre 500mila operatori, pari al 15% dell’intera Pubblica Amministrazione.). Il Governo intende con questo decreto, risparmiare  tra i 150 e i 300 milioni l’anno a partire dal 2018, anno in cui si verifica la convergenza dei requisiti.

 

Pensione Anticipata Militari

 

Al contrario di quello che succede con gli altri dipendenti pubblici, nel caso della difesa e la sicurezza è ancora prevista la possibilità di accedere alla pensione anticipata (con una penalizzazione sulla quota di trattamento retributiva) con un sistema di quote. In questo modo, si parte dai 58 anni e tre mesi con 37 anni di anzianità per il triennio 2013-2015, per salire a «quota 99» (59 anni e 40 di contributi per il biennio 2019-2021).

 

Fonte: Grnet.it / Reggio TV

 

 

 

Tassazione Pensioni di Guerra: NO dei militari

22 ottobre 2012 inviato da Staff
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Una delle misure che comprende la Spending Review, per quel che riguarda i militari e le Forze Armate, è la tassazione su determinati redditi come assegni, pensioni di guerra, ecc…. Emanuela Piantadosi, presidente dell’Associazione di Volontariato Onlus Vittimedel Dovere ha emesso un comunicato per denunciare tali misure.

In primo luogo, l’associazione sottolinea che il Ministero ha accolto il proprio appello per l’eliminazione nel testo definitivo del Disegno di legge di stabilità, attualmente all’esame del Parlamento, della tassabilità Irpef delle pensioni e delle indennità di invalidità, prevista in una delle prime bozze.

Ma l’art. 12, comma 17 sopprimi il riconoscimento dell’esenzione dall’IRPEF delle pensioni di guerra e degli altri redditi indicati nell’articolo 34, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, in capo ai soggetti titolari di reddito complessivo superiore a euro 15.000.

 

Pensioni di Guerra e Tassi

Questa imposizione interesserà le pensioni di guerra, comunque denominate, le relative indennità accessorie, gli assegni connessi alle pensioni privilegiate ordinarie, le pensioni connesse alle decorazioni dell’ordine militare d’Italia e i soprassoldi connessi alle medaglie al valor militare.

 

Questa tassazione riguarda:

- le pensioni privilegiate ordinarie tabellari dei militari di leva,

- le pensioni tabellari spettanti per menomazioni subite durante il servizio di leva prestato in qualità di allievo ufficiale e/o di ufficiale di complemento nonché di sottufficiali e

- le pensioni tabellari corrisposte ai Carabinieri ausiliari (militari di leva presso l’Arma dei Carabinieri) e a coloro che assolvono il servizio di leva nella Polizia di Stato, nel corpo della Guardia di Finanza, nel corpo dei Vigili del Fuoco e ai militari volontari

 

Pensioni di Guerra: Riconoscimento al valore

In questo senso, l’associazione ricorda che questa tipologia di risarcimenti non costituiscono reddito e, pertanto, non devono essere considerate ai fini fiscali, e “in nessun caso possono essere computate, a carico dei soggetti che le percepiscono e del loro nucleo familiare, nel reddito richiesto per la corresponsione di altri trattamenti pensionistici, per la concessione di esoneri ovvero di benefici economici e assistenziali”.  

La natura di questi risarcimenti non è sostituire o integrare un reddito. Si tratta di un segno di solidarietà, secondo l’associazione, “nei confronti di coloro che, a causa della guerra, abbiano subito menomazioni nell’integrità fisica o la perdita di un congiunto e per espressa previsione normativa sono escluse da tassazione le indennità liquidate a titolo di invalidità permanente o per morte, anche se elargite in sostituzione e per la perdita di redditi”.

Il riconoscimento al valore non dovrebbe essere computato in termini di soldi, cassa o risparmi. Giusto?

 

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La Legge di Stabilità non prevede soltanto tagli di personale e di risorse, per quel che riguarda le forze armate, ma con l’obiettivo di ritagliare la spesa pubblica include alcune misure fiscali. Parliamo d’Irpf.
Finora, le pensioni di guerra e d’invalidità non erano soggette all’imposta sul reddito delle persone fisiche ma, questo ora cambierà.
Dal 2013, è prevista l’assoggettabilità di tale prestazioni all’IRPF, contemperata da un limite reddituale. Ovvero, queste tipologie di pensioni, di guerra, privilegiate ordinarie, tabellari e d’invalidità, che spettano i militari, saranno esente soltanto se il soggetto titolare della prestazione avrà un reddito complessivo non superiore a 15mila euro. In caso contrario è previsto il pagamento della tassa.
E le persone con un reddito superiore a 15.000 euro?
Ci sono ancora molti dubbi su questo punto, in quanto per effetto dell’applicazione dell’IRPF, queste pensioni potrebbero scendere al di sotto di questo limite se non fossero previsti correttivi.

 

Pensione Sociale per Militari

 
La pensione sociale per militare continua esenta dall’IRPF per i militari che hanno maturato il diritto entro il 1995, nonché all’assegno sociale previsto dal 1° gennaio 1996, poiché deve essere tutelata l’esigenza di dare concreta attuazione ai principi costituzionali che fanno obbligo allo Stato di intervenire a protezione dei cittadini sprovvisti dei mezzi necessari per vivere e, quindi, in disagiate condizioni economiche.
Il motivo principale è che queste prestazioni sono assistenziali e, per tanto, non vincolate a requisiti assicurativi o contributivi.
Le novità per quel che riguarda la tassazione sono previste a decorrere dal 2013, avverranno dall’Inps, quale sostituto d’imposta che le eroga direttamente agli aventi diritto.
Fonte: Grnet

 

 

Pensioni: nuovo regolamento, bozza definitiva.

24 settembre 2012 inviato da Staff
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Schema di regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del personale comparto difesa-sicurezza e comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico. Una volta approvata la nuova normativa, le modifiche saranno applicate dall’1 gennaio 2013:
 
 

Pensioni di Vecchiaia Militari e Forze dell’Ordine: Modifiche

 
 
 
 
 

Pensioni Anticipate

Secondo le nuove regole, la pensione anticipata è consentita se risulta maturata un’anzianità contributiva minima di 42 anni e tre mesi. Sulla quota retributiva di trattamento relativa alle anzianità contributive previste antecedentemente è applicata una riduzione del 1% per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 58 anni fino al 31 dicembre 2018 e rispetto all’età di 59 anni a decorrere dal 1 gennaio 2019.
Per ottenerla, è necessario:

- 2013-2015: Minimo di 58 anni e tre mesi ed un requisito contributivo di almeno 37 anni
- 2016-2018: Minimo di 58 anni e tre mesi ed un requisito contributivo di almeno 39 anni.
- 2019-2020: Minimo di 59 anni con un requisito contributivo di almeno 40 anni
- 2021: servono gli stessi requisiti compresi nel punto precedente ma saranno applicati gli adeguamenti alla speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni.
 
 

Aumento del Periodo di Servizio

Dal 1 gennaio 2013 gli aumenti del periodo di servizio, anche se eccedenti i due anni e sei mesi, maturati entro il 31 dicembre 2012, sono riconosciuti utili a fini pensionistici e se eccedenti a due anni e sei mesi non sono ulteriormente aumentabili.

 

 

Fonte: Forzearmate.org

 

 

 

 

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Riscatto Militare: Riscatto della Leva Per la Propria Pensione 4.00/5 (80.00%) 1 Vota questo articolo

Chi ha ritardato il proprio inserimento nel panorama lavorativo per adempiere a quelli che un tempo erano obblighi militari subirà delle penalizzazioni in ambito pensionistico? La risposta è no.
Per evitare infatti che i cittadini che hanno svolto servizio militare o civile abbiano delle ripercussioni sulla propria pensione la legge italiana prevede l’introduzione di contributi figurativi che si sommano a quelli effettivi e reali per formare il monte necessario ai fini previdenziali.
La domanda di riscatto degli anni di servizio militare per scopi pensionistici può essere presentata all’ente previdenziale in qualunque momento poiché la stessa non è soggetta a prescrizione  e possono avanzarla tutti coloro che sono stati richiamati alle armi o all’addestramento militare.
Unico vincolo posto dall’INPS per l’ottenimento dei contributi figurativi consiste nell’obbligatorietà di copertura di contribuzione del periodo soggetto alla richiesta; per ottenere l’accredito quindi sarà necessaria la presenza di almeno un contributo obbligatorio versato anche successivo al servizio militare.

Riscatto Servizio Leva: Documenti

I documenti necessari per la presentazione della domanda di riscatto del periodo di leva sono:
-    copia integrale del foglio matricolare, per i soldati e sottufficiali
-    copia integrale dello stato di servizio, per gli ufficiali
-    copia autenticata del foglio matricolare o dello stato di servizio
-    eventuale dichiarazione sostitutiva di certificazione (cosiddetta autocertificazione). In questo ultimo caso sarà direttamente l‘ente previdenziale che richiederà la documentazione probatoria al Distretto o l’Ufficio militare indicato dal richiedente.
Una volta che è stato riconosciuto il diritto all’accredito va subito determinato se lo stesso debba essere impiegato per determinare l’importo di una quota pensione acarico dell’assicurazione generale.  In questo caso ad ogni settimana accreditata attraverso i contributi figurativi deve essere attribuita la retribuzione media settimanale calcolata sulla retribuzione effettivamente percepita .
L’accredito può essere richiesto anche sul sito www.inps.it alla voce servizi on line – per il cittadino -. Viene richiesto un codice PIN di identificazione, da richiedere al call center dell’ente previdenziale. Le domande vengono gestite direttamente a sistema, in via automatizzata.

 

 

Fonte: art. 8 della Legge 155/1981, Previsto da Circ. 222 C. e V del 25.7.1969

 

 

Militari: tagliate o non tagliate le pensioni?

28 agosto 2012 inviato da Staff
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Foto: Reuters

Futuro ancora incerto per l’applicazione delle modifiche sulle pensioni dei militari italiani, quelle che contiene il Decreto Salva Italia e che prevedono un innalzamento dell’età pensionistica nel caso di appartenenti alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine. Queste previsioni del governo sono state fortemente criticate da tutti i sindacati e rappresentanti dei comparti sicurezza e difesa.

Ma dopo……nulla!!!??? O si?

 

La prima scadenza per l’approvazione definitiva di queste misure era il 31 luglio, e quella, è andata. Ora è stata fissata a fine ottobre. Di sicuro non è stato tutto detto ma forse il governo, visto che tutti i partiti erano contro queste misure, ci ripensa un attimo. Infatti, è stata approvata recentemente una mozione al Senato che obbliga il governo a rispettare la “specificità” di questa categoria.

Come abbiamo sempre detto, non è lo stesso né paragonabile lavorare fino a 70 anni dietro ad una scrivania che facendo il militare o il poliziotto, questo è ovvio. L’approvazione di queste misure, non solo non è giusta per gli appartenenti a queste categoria ma è anche grave per quel che riguarda le garanzie di sicurezza per i cittadini.

Decreto Salva Italia

Nel decreto salva Italia era prevista l’armonizzazione del comparto sicurezza, 400mila persone, questo unito alla riforma Fornero che stabilisce per tutti l’innalzamento dell’età pensionabile e l’anticipo del passaggio dal più vantaggioso sistema retributivo a quello contributivo.

Per il momento le pensioni dei militari vengono regolate come prima, ma hanno una serie di meccanismi in grado di far salire l’assegno: lo scivolo automatico di 5 anni, ad esempio. Secondo ha pubblicato il Corriere della Sera, il governo con le nuove misure intende “alzare l’età pensionabile e smontare questi meccanismi che hanno una loro ragion d’essere, vista la delicatezza del settore”.

Sicuramente, ora che sono stati richiesti sacrifici a tutti i settori, e infatti tutti i settori sono scontenti, non è facile trovare una soluzione per non discriminare nessuno. Staremo a vedere.

Come staremo a vedere cosa succede con il taglio di 30mila unità previsto dal governo nei prossimi dieci anni.

Vinceremo tutte e due le partite?