Marina Militare. Si Salpa!

4 luglio 2013 inviato da Staff
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Alzarsi, preparare la colazione, rifare le cabine letto e pulire le stoviglie. Poi tutti sul ponte per studiare il fitto programma della giornata all’insegna della vita di mare. Attività affascinanti che per questi ragazzi rappresentano una grande conquista d’indipendenza, la prima esperienza – per molti di loro – lontano dalle attenzioni della famiglia“.

 

Marina MIlitare Nave Italia

 

È con queste parole che lo stato maggiore della marina militare ha dato il via al progetto nave Italia. Un’iniziativa che ha raggiunto il suo terzo anno di vita e che vede la collaborazione dell’ospedale Bambino Gesù e della Fondazione Tender to Nave Italia Onlus (creata dallo Yacht Club Italiano e dalla Marina Militare). Il progetto iniziato nel 2010 ha trovato un forte sostegno in 33 Fondazioni di origine bancaria e ha ottenuto anche il coordinamento e il patrocinio dell’Acri, l’associazione che le rappresenta collettivamente.

 

 

 

Marina Militare In Prima Linea Per La Società

 

Nave Italia è infatti un brigantino goletta creato appositamente per formazione di persone con disagi fisici, psichici o sociali attraverso le cosiddette crociere della solidarietà. L’equipaggio della Nave Italia è composto da personale della marina militare poiché nave Italia è un brigantino militare a tutti gli effetti e per i militare rappresenta una vera e propria missione umanitaria.

 

Chi usufruisce di questo progetto educativo in ambito militare sono associazioni non profit, ONLUS, scuole, ospedali, servizi sociali, aziende pubbliche o private che si rendano promotori di iniziative concrete verso i propri assistiti e le loro famiglie, con lo scopo di migliorare la loro esistenza e i loro rapporti sociali.

 

Nave Italia. La Storia

 

Costruito nel 1993 rispettando fedelmente le fattezze di una nave del XIX secolo, dopo i primi 17 ragazzi dell’ospedale Meyer di Firenze affetti da diabete salpati da La spezia fino a Civitavecchia, ora è il turno di 15 ragazzi tra i 12 e i 16 anni affetti da epilessia, salpati con la più grande barca a vela al mondo lunga 61 metri e con 24 alloggi oltre all’equipaggio, una larghezza di 9,20 m con una velatura di 1300 mq. E una potenza di 480 Hp e un albero maestro di 44,60 m.

 

Ad accompagnarli in questa avventura tra gli altri anche Federico Vigevano, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù il quale ha colto l’occasione per ricordare come l’epilessia sia stata riconosciuta come malattia solamente agli inizi del 1900, mentre prima era considerata una patologia mentale, con inevitabili conseguenze di emarginazione sociale purtroppo presenti ancora oggi.

 

Ecco perché esperienza di vita collettiva e socializzazione come questa della Nave Italia sono utili per i ragazzi, per guadagnare fiducia in se stessi e per acquisire una minima indipendenza dalla propria famiglia, compiendo così un passo avanti verso l’età adulta.

 

In questi giorni di traversata i ragazzi vengono indirizzati verso progetti di ricerca, formazione e terapia. Lo scopo del progetto riguarda anche il personale addetto alla gestione dei ragazzi che sfrutta questa occasione unica come spunto di ulteriore formazione professionale.

 

 

fonte: grnet / naveitalia / ansa / ammiraglia88 /newsliguria

 

 

 

 

 

Soldati Italiani pronti per la missione Antartide

9 ottobre 2012 inviato da Staff
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L’Esercito Italiano sempre più specializzato: i soldati appartenenti all’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) ha concluso il corso di istruzione e formazione per affrontare cinque mesi in missione nell’Antartide che inizierà fra qualche giorno.

 

Foto: cybernaua.it

Il team responsabile della formazione è stato composto da quattro incursori del 9 reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin, di cui uno già impiegato in una precedente spedizione in Antartide. Il corso era riservato a 42 militari tra i quali erano presenti ricercatori, medici e tecnici.
La formazione consisteva in varie lezioni, teoriche e pratiche, per preparare i corsisti all’uso d’imbarcazioni a motore, alle manovre di accosto e di approdo, all’utilizzo dell’attrezzatura subacquea a tenuta stagna, alle procedure di sicurezza per il soccorso e recupero di un uomo in mare, alle tecniche di discesa e risalita dalle navi, all’impiego delle tende di sopravvivenza in dotazione alla spedizione, alle manovre di emergenza in ambiente artico e gestione di situazioni di crisi.

Missione Antartide Esercito Italiano

Il personale dell’Enea con una squadra di specialisti dell’Esercito Italiano svolgeranno durante cinque mesi una missione nell’area antartica. Viste le condizioni ambientali estreme dell’Antartide, la presenza del personale militare diventa imprescindibile, per le specifiche competenze tecniche e operative del personale militare, nell’ambito delle trasmissioni, della medicina, dell’utilizzo di mezzi per gli spostamenti su ghiaccio e neve, di macchine pesanti per movimento terra.

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Continua il trasferimento della sicurezza nel territorio afghano all’esercito locale da parte dei militari italiani.

 
La Task Force North (su base 8° Reggimento Bersaglieri) ha ceduto ad un’unità dell’Afghan National Army (ANA) la responsabilità della sicurezza nell’area nord (distretto di Murghab) del Regional Command West. Una zona nella quale l’esercito italiano ha operato durante sei mesi.
Il passaggio di responsabilità è avvenuto recentemente con l’uscita della Bandiera di Guerra del reggimento dalla Forward Operative Base (FOB) COLUMBUS. Tutto nel rispetto della time-line concordata con il governo afgano e gli alleati della NATO.

 

Missioni Militari: Afghanistan

 
Negli ultimi sei mesi, soldati dell’esercito italiano ha operato in questa zona respingendo gruppi di insorti e realizzando attività a favore della popolazione locale con l’unico obiettivo di migliorare le condizioni di vita. Ora, i bersaglieri dell’8 Reggimento si sono trasferiti a Camp Arena (Herat), in attesa del rientro in Patria che avverrà nei prossimi giorni.

Nelle settimane precedenti si era già proceduto alla cessione dei COP (Combat Out Post) ed allo smantellamento di quelli ritenuti non più necessari per il prosieguo delle operazioni. La cessione di un’intera area alle forze di sicurezza afgane, unitamente a quella del Gulistan avvenuta nel mese di luglio, rappresenta una conferma del rispetto dei tempi prefissati per la transizione e della acquisita capacità delle forze armate afgane di pianificare e condurre operazioni autonome per contrastare l’insorgenza.

 

 

 

 

 

Afghanistan: – 21% di civili uccisi nel 2012

31 maggio 2012 inviato da Staff
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Da gennaio ad aprile del 2012 si sono registrati un 21 % in meno di civili uccisi: in totale sono 579 le vittime e 1.219 i feriti, dei quali, la maggior parte sono stati uccisi dai talebani. È questo afferma l’Onu. Infatti, il 79 % dei civili morti, ha perso la vita in attentati terroristi mentre che solo il 9 % delle morti è attribuibile alle forze filo-governative o alle truppe del contingente Isaf della Nato .

L’Italia nella missione Isaf.

La International Security Assistance Force (ISAF) è una missione di supporto al governo dell’Afghanistan che opera sulla base di una risoluzione dell’ONU. Composta da oltre 58.000 militari provenienti da 40 nazioni diverse, è stata costituita il 20 dicembre 2001 con l’obiettivo di sorvegliare la capitale Kabul e la vicina base aerea di Bagram da Talebani.

L’Esercito Italiano partecipa in questa missione dal 2004 ed attualmente è responsabile della zona di Herat.

 

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