Tutto Quello Che Devi Sapere Su Avanzamento Primo Maresciallo 4.50/5 (90.00%) 10 Vota questo articolos

Avanzamento primo maresciallo. Per poter procedere nella propria carriera e procedere con l’avanzamento primo maresciallo è necessario partecipare a un concorso indetto con cadenza annuale.

L’avanzamento primo maresciallo indirizza il candidato a un ruolo che prevede una  preparazione altamente qualificata al fine di svolgere una professione in prima linea, stimolante e di responsabilità di comando.

In questo senso, se si estrapola dall’ambito militare, le caratteristiche che vengono richieste a coloro che perseguono l’avanzamento primo maresciallo, sono le medesime di un manager d’azienda.

 

avanzamento primo maresciallo

 

Il concorso per avanzamento primo maresciallo è a carattere interno ed è riservato ai Marescialli Capi che abbiano già maturato anzianità di servizio in questo ruolo per un numero di anni definiti sui bandi per avanzamento primo maresciallo. Questo genere di concorso interno si basa sia su prove d’esame che sulla valutazione di titoli di servizio

 

Requisiti Per Avanzamento Primo Maresciallo

 

La partecipazione al concorso per avanzamento primo maresciallo non implica l’aver svolto il servizio VFP1.  Più in particolare per poter accedere all’avanzamento primo maresciallo servono i seguenti requisiti:

-          essere in possesso del diploma di istruzione secondaria che permetta l’accesso all’università

-          non essere incorsi in sanzioni disciplinari più gravi della consegna

-          conoscenza della lingua inglese

-          essere idonei dal punto di vista fisico e psichico

Ogni bando di concorso per avanzamento primo maresciallo include anche il dettaglio dei requisiti di cui è necessario essere in possesso per poter partecipare.

 

Prove Del Concorso Per Avanzamento Primo Maresciallo

 

Come per la maggior parte dei bandi pubblici all’interno delle forze armate, anche l’avanzamento primo maresciallo prevede un concorso studiato su due prove. La prova scritta per avanzamento primo maresciallo consiste in un questionario a risposta multipla che ha lo scopo di mettere alla prova il livello di conoscenza della lingua italiana, dell’educazione civica, della matematica, della  storia e della geografia.

La prova scritta per avanzamento primo maresciallo include sempre anche argomenti di carattere attuale.

Al superamento di questa fase, segue l’accertamento della prestanza fisica con una serie di verifiche attitudinali e mediche atte a certificare l’idoneità del candidato per l’avanzamento primo maresciallo.

Una volta superate con successo tutte le prove del concorso per avanzamento primo maresciallo si viene inseriti in una graduatoria finale che dà accesso al corso formativo al termine del quale si darà concreto seguito all’avanzamento primo maresciallo.

 

 

fonte: esercito.difesa / nuoviconcorsi / forzearmate

Tagli All’esercito. Ecco Le Conseguenze

12 settembre 2013 inviato da Staff
Tagli All’esercito. Ecco Le Conseguenze 3.75/5 (75.00%) 8 Vota questo articolos

 

 

La situazione del nostro esercito, fiore all’occhiello del Belpaese, è a dir poco disastrosa e a dircelo è una voce autorevole proprio tra i militari, il sottosegretario alla difesa Gioacchino Alfano, alla quarta commissione del Senato della Repubblica per rispondere a una interrogazione parlamentare del Movimento 5 stelle.

 

tagli esercitoI numeri snocciolati senza tante riserve sono impressionanti: “1191 carri armati, di cui 605 Leopard (anche se per l’intera linea è stato disposto il fuori servizio), 389 Centauro e 197 Ariete (47 di questi mezzi saranno però dismessi entro il 2018; (…) è stato disposto il fuori servizio per tutti i 381 M113 e per un 6614G, mentre restano in servizio 553 VCC1, 1207 VCC2, 367 Puma, 198 Dardo e 119 Freccia)”.

 

Mezzi da rottamare o talmente datati da essere fuori uso. Tagli al personale. Chiusura caserme. Come si può pensare in queste condizioni di onorare a testa alta gli impegni internazionali o addirittura di prenderne di ulteriori? Lasciando i mezzi e parlando di risorse umane la situazione non si rischiara; la riduzione del personale del 20% è stata riconfermata anche dal Ministro della difesa Mario Mauro con un’affermazione politically correct: “la revisione dello strumento militare è un processo epocale di razionalizzazione delle Forze armate e deve fare i conti con le condizioni di finanza pubblica e di bilancio della Stato”.

 

no ai tagli esercitoDetto in altri termini: il sistema va rivoluzionato e come ogni rivoluzione lascia qualche inevitabile caduto sul campo; ma a fin di bene e solo a causa delle ristrettezze finanziarie. Anche sul problema delle caserme dismesse, il ministro risulta molto diplomatico, spiegando che lo stato non è affatto il proprietario, ma solo un gestore pro tempore di edifici non più idonei per gli scopi della difesa dei quali diventa automaticamente proprietario…una sorta di tutore.

 

Insomma pare che in fondo questi tagli siano inevitabili. A dispetto del riconoscimento della specificità del ruolo e della solitudine professionale nel quale il comparto sicurezza ha vissuto i suoi ultimi anni e ampiamente riconosciuto dal premier Letta nel suo discorso di insediamento, quando ancora si intravedeva un barlume di luce in fondo al tunnel.

 

 

Fonte: lastampa / analisidifesa / laprimapagina / lindro

La Siria Diverrà Una Questione Italiana?

5 settembre 2013 inviato da Staff
La Siria Diverrà Una Questione Italiana? 4.64/5 (92.73%) 11 Vota questo articolos

 

Le prossime ore saranno senza dubbio decisive rispetto al conflitto interno alla Siria che ha mandato al creatore qualcosa come 90 mila vittime negli ultimi due anni. Il mondo intero sta decidendo come e se agire per porre fine al massacro di civile e ristabilire la pace. O almeno questo dovrebbe essere l’intento.

 

Tutto ebbe inizio due anni fa con la popolazione siriana scesa in piazza per reclamare la fine della dittatura. Da allora si è arrivati all’embargo passando per migliaia di morti, fino all’indignazione mondiale per il presunto uso di armi chimiche.

 

Sira. La prossima destinazione del nostro esercito?

Sira. La prossima destinazione del nostro esercito?

L’Italia in questo contesto pare avere le idee chiarissime circa un eventuale coinvolgimento dell’esercito in una missione internazionale in Medio Oriente. Il ministro Bonino ha fermamente bocciato un’azione militare che non sia sotto l’egida delle Nazioni Unite, dunque senza una precisa delibera del consiglio di sicurezza dell’ONU.

 

A calcare ulteriormente la mano, neanche a dirlo, il Vaticano: “il conflitto in Siria contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali. L’alternativa non può essere che quella della ragionevolezza, delle iniziative basate sul dialogo e sul negoziato (…) Occorre imboccare senza indugio la via dell’incontro e del dialogo, che sono possibili sulla base del rispetto reciproco, dell’amore” come dichiarato da Mario Toso, del dicastero vaticano Giustizia e Pace.

 

 

La Siria è Già Da Tempo Una Questione Italiana

 

Questa ventata di pace del Governo Letta stride non poco con le condotte e gli interessi degli ultimi anni delle nostre istituzioni che dall’inizio di questo conflitto hanno venduto partite di armi leggere, più facili da piazzare e smerciare ma anche “le più pericolose tra le armi di distruzione di massa” come le ha definite Kofi Annan. Il tutto per un giro di denaro che dal 2009 ha fruttato qualcosa come 230 milioni di euro.

 

Appena l’ombra dello scandalo ha fatto capolino, la Finmeccanica si è affrettata a precisare che la commissione delle armi era antecedente allo scoppio delle violenze e anche dell’embargo. Affermazione che mirava semplicemente a non essere considerati responsabili dell’uso militare che Damasco ha fa e tuttora fa di quelle armi.

Tutte queste informazioni e molte altre di portata ben più ampia dell’Italia derivano a più livelli dalla vicenda Wikileaks, dunque da una fonte attendibile.

 

Ora alla luce di tutto questo, se si ripensa alla forte presa di posizione del governo Italia e alla quasi indignazione per la proposta di attacco americano senza l’egida delle nazioni unite, non viene un po’ da sorridere? E il sorriso non diventa un po’ amaro se si pensa che il mondo ha deciso di mobilitarsi dopo quasi centomila morti e solo però pare siano state usate armi chimiche? I morti sotto i bombardamenti o per mano di coltelli o armi leggere non meritavano attenzione? I morti di guerra sono morti di guerra e non fa differenza il modo.

 

Il pensiero che i nostri militari vengano coinvolti in un altro Kosovo non credo esalti nessuno. Stiamo faticando a uscire dal pantano dell’Afghanistan, non riusciamo a far tornare a casa due marò, siamo pieni di problemi interni con la recessione e la disoccupazione che galoppano…forse mandare i nostri militari a morire in Siria non sarebbe la scelta più oculata. Neanche sotto l’egida dell’Onu.

 

Fonte: ilfattoquotidiano / repubblica / gadlerner

Trasferimento Carabinieri. Tipologie e Modalità

5 agosto 2013 inviato da Staff
Trasferimento Carabinieri. Tipologie e Modalità 3.17/5 (63.33%) 12 Vota questo articolos

Quando si parla di trasferimento carabinieri e più in generale per tutte le forze armate,  si intende un vero e proprio cambio nel rapporto di lavoro

Prima della privatizzazione del rapporto di pubblico impiego civile, il trasferimento carabinieri era un atto disciplinato dell’apposito Testo Unico, d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, all’art. 32. Poi arriva la legge n. 241 del 1990 che detta i principi fondamentali in tema di trasferimento carabinieri e in generale delle forze militari.

 

trasferimento carabinieri

La legge 190 in realtà convive e trova i suoi limiti in vari regolamenti interni e circolari che esplicitano e dettano ulteriori criteri direttivi nella materia del trasferimento carabinieri, rendendo di fatto la questione differente dal resto dei dipendenti statali tenendo in considerazione la specificità di settore.

 

Trasferimento Carabinieri: Come Funziona

 

Il trasferimento carabinieri si concretizza come primo passo nella necessità primaria e non più derogabile dell’amministrazione o del soggetto attivo richiedente. I carabinieri che richiedono un trasferimento devono rispondere a requisiti precisi e ben determinati, in base alle necessità del ruolo di destinazione.

A questa analisi generale sul trasferimento carabinieri, facciamo seguire adesso un’analisi più dettagliata delle tre tipologie riconosciute di trasferimento carabinieri:

-      trasferimenti carabinieri a domanda, dove è il diretto interessato che muove la richiesta alla propria amministrazione, la quale nell’ottica dell’interesse pubblico, può decidere se accettarla oppure no.

-      trasferimenti carabinieri d’autorità si configurano quando la decisione arriva in modo perentorio dall’amministrazione, senza che i carabinieri possano in qualche modo. In questo caso i militari sulla base dell’art. 1 comma 1 della legge 100/1987 godranno di un trattamento economico superiore grazie all’indennità mensile di trasferimento.

-      trasferimenti carabinieri per servizio rappresentano la via di mezzo tra le altre due tipologie di trasferimenti appena descritti e implicano una sorta di collaborazione tra l’amministrazione e il richiedente circa l’attivazione del procedimento, ma la  decisione rimane pur sempre un atto amministrativo emanato dall’autorità competente.

Esattamente come per i provvedimenti civili, anche per il trasferimento carabinieri è necessario che venga esplicitata la motivazione dell’atto; la legge 241/1990 infatti è applicabile anche ai procedimenti amministrativi militari di trasferimento.

Riconoscere le motivazione del trasferimento carabinieri significa anche renderlo impugnabile di fronte all’autorità qualora si renda necessario e, dall’altra parte, anche l’amministrazione può tutelarsi.

 

Revoca Del Trasferimento Carabinieri

 

Direttamente collegato alla possibilità di impugnare i provvedimenti di trasferimento carabinieri, esiste la revoca del provvedimento stesso. In questo caso è il militare a chiedere all’amministrazione la revoca dell’atto di trasferimento, obbligandola di fatto a dar corso a un procedimento al contrario, nel quale vengono comparati gli interessi della cosa pubblica e di quella privata. Gli atti di revoca del trasferimento carabinieri rispondono agli stessi requisiti procedurali dei trasferimenti carabinieri “a domanda” e “d’autorità”, contenuti nei regolamenti ministeriali attuativi degli articoli 2 e 4 della legge n. 241/1990.

 

fonte: carabinieri / grnet / ogginotizie

 

Valentina Stipa

Anche L’aeronautica Suona Per Roma

11 luglio 2013 inviato da Staff
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Sarà un venerdì all’insegna della musica anche grazie alla banda dell’aeronautica militare. all’interno della XXV edizione dei Concerti per Roma Capitale promossi dal Centro Europeo per il Turismo, infatti, ci sarà spazio anche per gli strumenti dei militari del corpo aeronautico che si esibiranno venerdì 12 luglio alle ore 21 in Piazza Sant’Ignazio a Roma, uno dei luoghi certamente più belli della capitale.

 

banda aeronautica militare

 

L’evento concerti per Roma, ormai consolidato e apprezzato da tempo è un appuntamento che risveglia l’estate nella capitale, dando spazio alla musica classica eseguita dalle Bande delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine. uno spettacolo unico anche per i turisti che affollano Roma, oltre che per i suoi abitanti.

 

La banda dell’Aeronautica militare, composta da  102 orchestrali, un archivista, il Direttore e il vice Direttore come stabilito per legge dello stato,  nacque ufficialmente il 10 luglio del 1937 con il Regio Decreto del 19 novembre 1936 e il primo direttore fu il Maestro Alberto Di Miniello. Alla cerimonia d’inaugurazione della Banda partecipò un padrino d’eccezione: il compositore maestro Pietro Mascagni, che addirittura ne diresse nel primo concerto.

Forse anche grazie al fermento e all’importanza che  aveva l’arma azzurra in quegli anni difficile, la banda dell’aeronautica ebbe subito un gran successo e fu apprezzata anche dalle più alte autorità.

Dopo un periodo di sospensione delle attività a causa della guerra, nel 1944 fu ricostituita e riprese la sua normale attività concertistica fin dallo stesso anno.

 

Per questa edizione il Maestro Direttore della Banda dell’Aeronautica militare, Tenente Colonnello Patrizio Esposito ha studiato un calendario di eventi legato alla danza, senza dimenticarsi l’impronta innovativa senza però distaccarsi troppo dalla tradizione.

 

Nel dettaglio, il concerto inizierà all’insegna del moderno con l’autore inglese Hesketh, tra i più rappresentativi della nuova generazione a cui seguirà invece un omaggio a Cajkovskij, per non dimenticare la classicità con la famosissima suite tratta dal balletto “Lo Schiaccianoci”. A seguire il concerto continuerà con il “Bolero” di Ravel e si chiuderà con un omaggio alla cultura Yddish.

 

fonte: grnet / aeronautica.difesa

 

 

 

 

Niente Feste Per Nessuno. Almeno Nei Tagli, L’Uguaglianza C’è… 5.00/5 (100.00%) 1 Vota questo articolo

Alzabandiera, carica di cavalleria, onorificenze e medaglie rimandati a tempi migliori. Decisione senza dubbio coerente con il periodo storico e con i tagli e la crisi dilagante quella di cancellare la festa in programma il prossimo 16 maggio per la polizia e il prossimo 20 giugno per la guardia di finanza.

 

La cancellazione di queste cerimonie si muove nell’ottica di ”ridefinire le modalità di organizzazione delle feste delle singole forze armate, dei corpi militari e dei corpi non armati dello Stato” secondo quanto dichiarato dal neo primo ministro Letta a giustificazione della decisione presa. Il comunicato è stato recapitato ai ministri interessati ovvero dell’Interno, Angelino Alfano, della Giustizia, Annamaria Cancellieri, della Difesa, Mario Mauro, delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Nunzia De Girolamo, dell’Economia, Fabrizio Saccomanni.

 

no parate militari

 

I grandi sfarzi che accompagnano di solito questi appuntamenti ufficiali, per precisa volontà governativa, si limiteranno quindi a un  incontro del presidente della Repubblica con il capo dell’Istituzione interessata, accompagnato da una rappresentanza di allievi degli istituti di formazione; il tutto si svolgerà all’interno delle relative strutture e sarà aperto solo al personale addetto.

 

Due commemorazioni però si terranno comunque, seppure più contenute del previsto: quella della Repubblica del prossimo  2 giugno e quella delle forze armate il 4 novembre all’Altare della Patria.

 

Le Reazioni Alla Cancellazione Delle Commemorazioni

 

Ponderato il commento del leader dei funzionari di polizia Enzo Letizia alla cancellazione della festa del 16 Maggio: “la festa, anche fatta nella sobrietà che i tempi di crisi impongono è un momento di riflessione che in ogni caso onora chi tutela ogni giorno i cittadini, i loro diritti e la loro libertà. È un momento che conferma il patto stretto tra Stato, le sue istituzioni, le donne e gli uomini della Polizia di Stato uniti intorno a ideali di legalità, libertà ed ai valori della nostra democrazia”.

 

E in effetti clima a parte anche le forze armate hanno ben poco da festeggiare. Chissà che un taglio al superfluo non serva a evitare qualche taglio di personale… Tutto sommato sperarci non costa.

 

Eh già, perché anche i militari convivono ancora da diverso tempo ormai con questa spada di Damocle sulla testa, quella della revisione dello strumento militare. È proprio di questi giorni l’incontro tra il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e le Organizzazioni Sindacali del personale civile dell’Amministrazione Difesa, dove proprio per la situazione drammatica del nostro paese dal punto di vista sociale, è stato sottolineato come una coesione nazionale sia indispensabile per mantenere la tranquillità e la sicurezza nel paese. In questo senso il confronto pe r una revisione costruttiva dello strumento militare si auspica che diventi un mezzo per migliorare la condizione lavorativa delle forze armate.

 

 

Fonte: grnet / militariassodipro / ilnuovogiornaledeimilitari / repubblica /esercito.difesa

 

 

Nassirya. Una Strage Dal Colore Dell’Oro

6 maggio 2013 inviato da Staff
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Vanno risarcite le famiglie delle vittime della strage di Nassiriya. Questo l’imperativo con il quale la cassazione ha ribaltato al sentenza della corte militare d’appello di Roma che di fatto aveva assolto, perché il fatto non sussiste, il colonnello dei carabinieri Geogie Di Pauli, accusato di non aver preso le adeguate misure di sicurezza nella base militare dove il 12 novembre del 2003 vennero uccisi 19 italiani, di cui 12 militari dell’Arma, 5 dell’Esercito e 2 civili.

 

Nel documento si legge infatti che l’aver scelto di posizionare la riservetta delle munizioni all’interno della base Maestrale può aver aggravato l’esplosione. “Con la nostra battaglia, che è durata 10 anni, siamo riusciti anche a far togliere il segreto militare dai documenti. Dedico questa vittoria  alle famiglie delle vittime” commenta Francesca Conte, legale della maggior parte delle famiglie dei militari.

 

nassirya

 

10 Anni Di Processi

 

Per riassumere i fatti giudiziari, ricordiamo che le inchieste aperte su questa tragedia sono state due: la prima avviata dalle autorità militari per cercare di capire se fosse  stato fatto tutto il possibile per prevenire gli attacchi suicidi e l’altra aperta invece dalla procura di Roma per l’individuazione degli autori di questo martirio.

 

L’avvocato non manca di invocare un parallelismo che in molti hanno fatto: questa sentenza della cassazione infatti arriva poco dopo quella di Ustica, altro caso intrigato e oscuro della storia militare italiana. È un po’ come se lo stato avessevoluto, in un attimo di coscienza razionale,  rendere onore alle sue vittime, seppure dopo averle metaforicamente martoriate in attesa di una sentenza giusta.

 

Non si può non ricordare infatti che ai militari morti e feriti nell’attentato di del maledetto 12 novembre sono state intitolate vie, piazze e monumenti in tutta la penisola e sono stati anche insigniti della croce d’onore che i familiari delle vittime definirono “insufficiente e artificiosa”. Nessuna medaglia d’oro al valore però per nessuno di loro e questa scelta fu oggetto di polemica per lunghi mesi dopo l’accaduto.

 

Le famiglie delle vittime, parti civili in questo processo, erano già tali dei precedenti procedimenti giudiziari, conclusi a carico di due generali dell’Esercito, Vincenzo Lops e Bruno Stano. Entrambi furono assoluti ma la cassazione anche in quell’occasione dispose un processo civile attualmente ancora in corso per i risarcimenti ai parenti delle vittime a carico del Ministero della Difesa.

 

Risarcimenti. La Polemica Dilaga

 

Seppure non può essere bello affrontare una tragedia in termini economici, anche l’aspetto materiale in questa triste vicenda ha giocato un ruolo non di secondo piano.

 

Ai familiari delle vittime è stato riconosciuto un vitalizio mensile, in parte esentasse, che varia da 1700 euro a 4500. Ma alcune delle famiglie e dei sopravvissuti non si sono accontentati e hanno tentato, in qualche caso con esito positivo, di spremere le casse dello stato per quanto più si poteva. A denunciare questo è proprio uno di loro, uno dei sopravvissuti a quel maledetto 12 novembre:ho ricevuto una somma una tantum di 85.960 euro e il vitalizio. Altri, senza un graffio, hanno ottenuto il triplo con lo stress post traumatico e chiedono ancora soldi. Qualcuno ci marcia”. A parlare senza mezzi termini è il luogotenente in congedo Vittorio De Rasis.

Ed ecco che allora in questa ottica, la sentenza della cassazione che apre una nuova strada agli indennizzi, acquista tutta un’altra luce. Quella brillante dei soldi.

 

 

Fonte: ilgiornale / unita / rai / diritto24.ilsole24ore / gqitalia /santagatando

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Oggi il nostro esercito nazionale compie 152. Proprio  il 4 maggio, in questi giorni convulsi per l’italia, per la società, per la tensione alle stelle proprio delle forze armate, che mai come adesso devono garantire la nostra sicurezza e mai come adesso rischiano la loro incolumità.

 

L’esercito è il complesso delle forze armate di uno stato e nel caso nell’Italia è nato insieme alla nazione, nel lontano 1861 con la conversione dell’Armata Sarda per mano di Vittorio Emanuele II attraverso l’annuncio dell’allora Ministro della guerra Fanti che ”rende noto a tutte la Autorità, Corpi ed Uffici militari che d’ora in poi il Regio Esercito dovrà prendere il nome di Esercito Italiano, rimanendo abolita l’antica denominazione d’Armata Sarda”.

 

anniversario esercito

 

Tante Iniziative Per Festeggiare L’Esercito

 

Ogni regione in questi giorni omaggerà l’esercito nazionale e i suoi componenti perché è proprio in momenti difficili come questo che stiamo attraversando che si percepisce l’importanza del ruolo che svolgono i militari. L’esercito italiano, superate due guerre e decine di missioni estere cruciali, attraversati scandali che ancora lo lacerano all’interno, collaborando durante catastrofi naturali che hanno devastato molte parti d’Italia, ha comunque saputo rinnovarsi, acquisendo responsabilità e competenze e sapendosi adattare ai cambiamenti storico politici che si sono susseguiti in questo secolo e più di storia.

Da Torino a Bologna a Verona a Trento a Roma. Ogni città ha organizzato eventi di ogni tipo per celebrare questo anniversario. A riprova del fatto l’esercito è parte integrante della nostra società. Tra le iniziative più diffuse c’è l’apertura al pubblico delle caserme, un modo concreto per avvicinare i civili al mondo militare e togliere quel muro che spesso ci separa e ci fa sentire parti distinte di uno stesso schieramento.

 

Esercito Italiano. Da Subito Sinonimo Di Coesione

 

È stato l’Esercito a mettere insieme per primo persone di diverse regioni che nella maggior parte dei casi neanche conoscevano la lingua italiana. E tante insieme sono morte per dare libertà al nostro Paese” con queste parole il capo di Stato maggiore, generale di divisione Amedeo Sperotto a Verona, durante l’apertura di questa due giorni interamente dedicata all’esercito ha dato il via alle iniziative in programma per i prossimi giorni.

E proprio per non dimenticare nessuno e rendere davvero speciale questo giorno, l’esercito italiano con la collaborazione di alcuni artisti all’auditorium “Parco della Musica “ di Roma ha organizzato un concerto per contribuire alla raccolta fondi dell’associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Lo spettacolo è stato trasmesso in streaming sul sito intranet dell’Esercito così anche  i nostri 6000 uomini e donne impegnati in missioni internazionali hanno potuto per un attimo sentirsi di nuovo a casa.

 

 

Fonte: esercito.difesa / larena / primapaginanews / paolacasoli

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Inizialmente si chiamata armata dell’aria, contava solo 86 mezzi ed era sotto il controllo esclusivo dell’esercito. Nei primi anni del secolo scorso, le guerre nei cieli resero indispensabile la costruzione di nuovi aerei; destinataria della consegna fu l’officina Caproni che fabbrico oltre 12.000 velivoli, tra i quali anche i 7 che sotto la guida di gabrielle D’Annunzio, nel 1918, bombardarono Vienna, all’epoca captale dell’impero austro-ungarico.

 

 Armamenti aerei in Italia

L’importanza strategica degli armamenti aerei divenne tale che nel 1923, il 28 marzo, divenne indipendente dall’esercito e fu nominata Arma Azzurra fino a diventare Regia Aeronautica sotto l’egida di re Vittorio Emanuale III.

La data del 28 marzo è quindi di fondametale importanza per la storia dell’aeronautica militare italiana e proprio nel 2013 ricorre il 90 anniversario della sua nascita.

Per questa occasione molte sono le iniziative celebrative messe in piedi su più fronti, tra le quali l’allestimento di uno stand presso Piazza del Plebiscito a Napoli cura della Filatelia di Poste Italiane; Contemporaneamente si è svolta anche la cerimonia di giuramento e battesimo del corso “Pegaso V” dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, il tutto condito dalle magnifiche performance della Pattuglia Acrobatica Nazionale.

Tra le altre iniziative a ricordo della fondazione di questa forza armata come arma indipendente, è stato emesso un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “Le Istituzioni” stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A, il quale riproduce sullo sfondo blu cielo il logo dell’aeronautica militare accompagnata dalla scritta “Italia” e dal valore del sigillo.

Un articolo ilustrativo a firma del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Pasquale Preziosa, accompagna il francobollo che è già in vendita presso gli Uffici Postali, gli Sportelli Filatelici, gli “Spazio Filatelia” di Roma, Milano, Venezia, Napoli, Trieste, Torino, Genova e anche on line sul sito dele poste italiane.

La tiratura complessiva del francobollo è di 2.800.000, suddiviso in fogli da 70 pezzi il cui valore nominale è di 70 centesimi e il cui formato è di 36 x 31 millimetri.

Per i collezionisti filatelici va invece ricordato che è stato realizzato un solo francobollo con codice a barre per una tiratura di soli 40.000 esemplari.

 

Fonte: difesa / coseconleali

Il Comparto Sicurezza Si Ricuce Dopo i Tagli Del Governo Monti 4.67/5 (93.33%) 3 Vota questo articolos

Tra tagli, riforme e assestamenti, il comparto sicurezza è certamente quello che più di ogni altro ha subìto la forza del vortice del governo tecnico, orientato a far quadrare i conti a dispetto delle specificità dei singoli settori.

 

È proprio in questa ottica che con l’arrivo del nuovo anno il reparto pianificazione dello stato maggiore dell’esercito ha elaborato un documento riassuntivo rispetto ai dettagli del piano di revisione dello strumento militare terrestre, divulgato in special modo alle organizzazioni sindacali di categoria con il solo scopo di rendere partecipi i singoli componenti degli interventi e delle modifiche che verranno messe in campo con i nuovi tagli disposti dal governo attualmente dimissionario.

Cosa Cambia In Concreto Con I Tagli?

Considerando che entro il 2024 gli organici dovranno ridursi a 90, dai 107 effettivi di oggi, molti centri di selezione dei volontari chiuderanno i battenti, in particolare Bologna, Bari e Cagliari.

Il primo comando forze di difesa a Vittorio Veneto composto da 4 brigate nel centro nord, scenderà a 3. Le tre brigate Folgore, Friuli e Ariete passeranno sotto il comando della Divisione Mantova con sede a Firenze, dove oggi si trova il comando territoriale Toscana destinato a essere soppresso.

Chiuderanno anche il Quarto reggimento carri e il 34° Gruppo squadroni Toro (elicotteri) di Venaria Reale (Torino) elementi appartenenti al corpo di aviazione dell’esercito. Le forze speciali e le brigate paracadutisti e aeromobili Folgore e la Friuli verranno ridotte da 11 a 9 entro il 2018. In termini di formazione invece è stato istituito un unico ente di gestione e in ambito sanità verranno chiusi i comandi Nord e Sud e sei dipartimenti militari di medicina legale mentre verrà ridimensionato l’ospedale di Milano.

Anche la Marina Militare ha disposto un piano di ridistribuzione di risorse e organico in vista della riduzione di 3400 unità entro il 2016 e della radiazione di 18 navi entro i prossimi 4 anni.

Non ultima l’Aeronautica Militare che ha pubblicato sul proprio sito un piano di revisione che tenga conto della riduzione del personale fino alla soglia dei 34 mila entro il 2024.

Chiudiamo questo articolo con uno stralcio di intervista al direttore del Mensile RID (Rivista Italia Difesa) Pietro Batacchi che nel numero di gennaio ha dedicato ampio spazio all’analisi di un vero e proprio paradosso: “per effetto del decreto legge 95/2012 gli stanziamenti per l’investimento subiranno una decurtazione di 236,1 milioni che esula dai numeri citati finora. Quindi il bilancio della funzione difesa effettivo per il 2013 sarà di 800 milioni superiore al 2012. Purtroppo non si riesce a riequilibrare l’allocazione dei fondi tra il personale, l’esercizio (cioè la manutenzione, l’addestramento eccetera) e l’investimento. Nel 2013 al personale andrà il 67,20%, mentre per l’esercizio c’è un misero 9,24% e per l’investimento un 23,56%. La ripartizione ottimale sarebbe 50-25-25 ma siamo lontanissimi”.

E’ paradossale pensare a tutti questi complessi piani di revisione e riallineamento delle risorse, umane, logistiche e strumentali, di singoli settori del comparto difesa a fronte di discussi tagli legati a una febbre al risparmio che mal di sposa con quanto previsto del bilancio 2013 del Ministero della difesa ovvero una spesa maggiore di oltre un miliardo rispetto al passato 2012.

 

Fonte: ilsole24ore / forzearmate / lastampa / condividiquesto