Ordinamento Militare: Cos’é e a Cosa Serve?

22 agosto 2013 inviato da Staff
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Ordinamento Militare: Cos’é e a Cosa Serve? 4.00/5 (80.00%) 1 Vota questo articolo

Ordine Militare: Con decreto legislativo 66/2010 il 9 ottobre del 2010 entrava in vigore il “codice dell’ordinamento militare: 1085 norme con lo scopo di semplificare con l’integrazione in un unico testo una serie di norme e regolamenti che disciplinano appunto l’ordinamento militare e che per anni si sono susseguite e accumulate senza un ordine preciso.

 

In Cosa Consiste Davvero il Codice Dell’Ordinamento militare?

 

ordinamento militare L’ordinamento Militare non è una vera e propria legge ma  un codice che di fatto riassetta “la disciplina vigente relativa alle Forze armate, attraverso l’individuazione della struttura e delle funzioni proprie dell’Amministrazione della difesa ripercorrendo l’organizzazione di questa, sia a livello centrale, che a livello operativo, con l’analisi della suddivisione delle Forze armate e i compiti a queste assegnati. …A tali fini è stato necessario assemblare numerose fonti normative, a volte anche molto risalenti, coordinandole tra loro, ed adeguandole allo status quo, in modo da ottenere un quadro normativo organico e coerente dello strumento militare, finalmente collocato in un unico testo”.

Di fatto con l’introduzione dell’ordinamento militare sono state abrogate migliaia di articoli e regole che da sempre hanno cercato di dare un’organizzazione al mondo militare; in particolare con l’ordinamento militare si è disciplinato:

1)    il Consiglio Supremo di Difesa

2)    l’amministrazione della difesa (Ministro, ministero, area tecnico operativa, area tecnico amministrativa, area tecnico industriale e Giustizia militare);

3)    le Forze armate

Con Decreto legislativo 500 del 2012 poi il parlamento ha provveduto poi a rettificare alcune norme previste nell’ordinamento militare. Tali modifiche si sono svolte su 3 fronti:

  • eliminare imperfezioni del testo
  • completare il riassetto delle fonti previgenti;
  • recepire il cosiddetto jus superveniens, riferito a disposizioni di rango primario introdotte nell’ordinamento militare successivamente all’approvazione definitiva del Codice (12 marzo 2010).

Ordinamento Militare: Questioni Ancora Aperte

Tra gli oltre 1000 articoli previsti dall’ ordinamento militare ce ne sono due in particolare che hanno suscitato polemiche e critiche: il primo è il numero 297 che abolisce il Decreto Legislativo 14.2.1948 n. 43 che prevedeva il carcere da 1 a 10 anni  per “chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici” e si organizzano per compiere” azioni di violenza o minaccia”.

Direttamente collegato a questo, c’è l’articolo 1472 che recita “  militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare, di servizio o collegati al servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione”.

 La forte polemica che questo articolo, e in generale il labile rapporto politica/militari, ha creato molti malumori all’interno del mondo militare dopo la divulgazione dell ‘ordinamento militare prima di tutto perché gli stessi militari si sentono dipendenti statalidi serie B. Non sono anch’essi prima che militari, uomini e donne, quindi liberi cittadini con pari diritti e doveri dei fratelli senza divisa? Su questo punto le istituzioni e i vertici delle forze armate e i militari stessi non hanno ancora trovato una posizione univoca neanche all’interno dell’ ordinamento militare.

Proprio dall’ambito militare arriva il grido dall’allarme su quanto sia pericoloso allontanare la divisa dalla realtà civile: “il tentativo di isolare il cittadino militare dal resto della società, perciò, appare una strada molto pericolosa, che lede proprio quella posizione di apoliticità delle FF.AA. e delle Forze di polizia militarmente organizzate, posta a presidio delle istituzioni democratiche”.

 

Fonte: ficiesse / grnet / militari.info / senato / nsd

 

 

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”Dobbiamo saper cogliere le opportunità che ci offre la legge per la revisione dello strumento militare recentemente approvata dal parlamento e ci aspettiamo un sostegno politico per mantenere le forze armate efficienti, altrimenti l’Italia perde il suo ruolo fondamentale”. Nella sostanza e nella filosifa guida, il cambio ai vertici dello stato maggiore non ha modificato lo spirito d’azione.

 

L’Amm. Binelli abbraccia appieno la filosofia del predecessore e delle istituzioni

L’avvicendarsi quindi dell’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli nel ruolo di nuovo capo di stato maggiore al posto del generale Biagio Abrate, la cui cerimonia si è svolta presso la caserma Gandin, sede del comando di brigata e del primo reggimento Granatieri di Sardegna a Roma, non ha di fatto visto alcun cambiamento di tendenza rispetto alla riforma dello strumento militareapprovata dal parlamento e fortemente criticata da più parti.

Il neo eletto ammiraglio ha poi sottolineato nel suo discorso di insedimaneto l’assoluta necessità di “rendere sostenibile il sistema di sicurezza e difesa, assicurandone capacità coerenti con gli interessi e il ruolo della nazione, anche nel contesto delle Alleanze e delle organizzazioni internazionali cui aderisce”.

Dichiarazioni in linea con quelle del segretario generale della Nato Anderd Fogh Rasmussen che a Bruxelles, durante una conferenza stampa, nella quale dopo aver ribadito la non interferenza dell’associazione internazionale nelle politiche interne dei singoli paesi membri ha precisato che “dà per garantito che gli alleati prendano decisioni che assicurino all’Alleanza nel suo insieme la capacità necessaria per affrontare le sfide di oggi (…) Certo, investire nella difesa non risolve i nostri problemi economici, ma se tagliamo troppo e per troppo tempo rischiamo di rendere l’attuale situazione economica anche peggiore di come è adesso. Ma la nostra prosperità dipende dalla nostra sicurezza”.

Il Ministro Di Paola presente al passaggio di consegna non ha mancato di ricordare come lo strumento di riforma militare sia un passo obbligato che non può conoscere tentennamenti nel suo percorso, percorso che il nuovo Capo di Stato Maggiore dovrà affrontare e far rispettare senza indugio: “sarai il primo militare d’Italia, quello che dovrà fare sempre il primo passo perché gli altri lo seguano, quello che dovrà attuare con coraggio e senza tentennamenti o passi a ritroso la riforma dello strumento militare“, ha detto il ministro rivolgendosi proprio al nuovo capo di stato maggiore della Difesa.

Subito diverse le associazioni di categoria dei militari hanno replicato senza mezzi termini: “concordiamo, conoscendo testo e conseguenze della Revisione dello Strumento Militare, che la Riforma è, e sarà, un percorso impervio e non gradevole per migliaia di militari che dovrebbero affrontare, senza tutele e diritti, gravi problemi lavorativi, economici, sociali e familiari. NON concordiamo sul fatto che sia “indifferibile“ e soprattutto che NON si possano fare passi indietro”.

 

Fonti: grnet / militariassodipro / italnews

 

Valentina

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Marina Militare: il Capo di Stato avverte del rischio sull’operatività dell’istituzione 4.00/5 (80.00%) 1 Vota questo articolo

Sulla Spending Review, parla la Marina Militare.
Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, considera che è stato raggiunto il limite in quello che riguarda risorse e tagli. Sotto di questo livello, secondo l’ammiraglio, non è possibile scendere in quanto sarebbe rischioso per l’operatività della propria istituzione. “Noi auspichiamo fortemente che il ddl delega presentato dal ministro Di Paola sia approvato rapidamente dal Parlamento e diventi operativo per poter poi intervenire in maniera sistematica sull’organizzazione, su tutta la struttura dello strumento militare, per renderlo sostenibile”.
Il rappresentate della Marina lamenta che oggi lo strumento militare “non è più sostenibile” e in questo senso aggiunge che l’unica soluzione per migliorare “è ridurre le spese per il personale e di destinare quello che rimane all’addestramento e alla manutenzione dei mezzi in servizio. La spending review – osserva – è un anticipo della legge delega per quanto riguarda le forze armate, quindi non ci preoccupa più di tanto. Quello che ci preoccupa sono i tagli intervenuti dal 2004 in poi”, che hanno messo a rischio ”la capacità di gestione day by day, l’addestramento, la manutenzione dei mezzi e l’efficacia dei nostri sistemi”.

 

 
 

Marina Militare: Missioni Internazionali a Rischio

La capacità della Marina Militare Italiana di essere competitiva nelle operazioni internazionali potrebbe essere a rischio se continueranno le riduzioni di risorse. “La qualità delle forze armate va sostenuta e lo stiamo facendo con l’addestramento degli anni precedenti. Se non potremo continuare questo trend – avverte Binelli Mantelli – noi decadremo di qualità e questo ci porterà fuori dalle missioni internazionali, da qualunque contesto internazionale”.
Alcune delle missioni all’estero che impegnano i nostri marinai sono le attività antipirateria, il mantenimento degli ordini in Afghanistan o le attività di sorveglianza nel Mediterraneo per questioni d’immigrazione clandestina.
Le previsioni della Marina Militare sono quelle di un aumento di lavoro grazie ad una maggior presenza nell’area dell’Oceano Indiano. “Il libero uso del mare – rileva l’ammiraglio Binelli Mantelli – è anche un elemento fondamentale di sostegno all’economia”.

 
 

La polemica dei caccia F-35

Per quel che riguarda la polemica dei cacciabombardieri F-35, l’ammiraglio Binelli Mantelli considera che si tratta di un investimento giustificato in quanto i velivoli serviranno per interagire con altri alleati e aumentare la capacità militare dell’Italia.
“Con l’acquisizione di una componente di F-35 a decollo corto imbarcabile sulla portaerei Cavour, noi ci poniamo in una condizione di interazione e sinergia europea. Questa capacità è importante, è chiaro che gli aerei costano ma saranno il segno di uno sviluppo di capacità che si protrarrà per i prossimi 40-50 anni”, sottolinea inoltre l’ammiraglio Binelli Mantelli, riferendosi al programma di acquisizione di 15 caccia F-35.
In questo senso avverte che una mancanza di queste risorse implicherebbe l’esclusione dell’Italia per assenza di capacità operativa. “Una capacità costosa ma nell’impiego è più efficace ed economica di altre tipologie, bisogna spendere risorse e mantenersi aggiornati, proprio per essere interoperabili con i nostri alleati”, dichiara il rappresentante delle Forze Armate.
 
 

Caso Marò trattenuti in India

L’ammiraglio Binelli Mantelli si è anche pronunciato sulla vicenda dei due marò italiani trattenuti in India, in attesa di giudizio per l’accusa di avere ucciso due pescatori indiani il mese di febbraio scorso. Si è mostrato ottimista e considera che “li rivedremo a casa, non so esattamente quando. La dilazione nel giudizio da parte di Delhi è un segno che interpreto in maniera parzialmente positiva”.
Inoltre, avverte che in questo caso, un atteggiamento negativo da parte dell’India potrebbe implicare delle conseguenze molto negative per quel che riguarda le missioni militari all’estero. “I militari devono essere tutelati dalle leggi e dal fatto che sono organi dello Stato mandati in missione per operare. Quindi i rischi che si corrono vanno gestiti dallo Stato di bandiera”.
Il rappresentante della Marina Militare lamenta le accuse di alcuni cittadini riguardo i marò: “Non sono d’accordo quando sento dire che ci siamo dimenticati dei Marò perché devo dire che non solo la Marina e la Difesa, ma tutto il governo è fortemente impegnato su questo problema. Credo che ci sia tutta una serie di interventi che sono stati messi in atto, in aderenza al diritto internazionale e alla convivenza pacifica tra le nazioni. E’ chiaro che non si può andare oltre certi livelli, spero che l’India sia consapevole di questo”.
 
 
Fonte: Adnkronos

 

Modifiche al codice dell’ordinamento militare

12 settembre 2012 inviato da Staff
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La camera dei Deputati ha pubblica lo Schema di decreto legislativo recante ulteriori modifiche ed integrazioni al codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. (Parere ai sensi dell’articolo 14, commi 18 e 22, della legge 28 novembre 2005, n. 246) – (Trasmesso alla Presidenza del Senato il 5 settembre 2012).
Alcune delle modifiche più significative riguardano i seguenti articoli:
- All’articolo 724, il comma 6 è sostituito dal seguente: “Gli ufficiali della Marina Militare in servizio permanente effettivo, all’atto dell’ammissione ai corsi di pilotaggio aeroeo contraggono il vincolo ad una ferma volontaria di 14 anni; mentre che gli ufficiali che non portano a termine il corso sono prosciolti dalla predetta ferma, salvo l’obbligo di completare la ferma precedentemente contratta. Gli ufficiali del ruolo naviganti speciale dell’Aeronautica Militare, ma anche gli ufficiali piloti dei ruoli speciali del Corpo di Stato maggiore della Marina e del Corpo delle capitanerie di porto nominati sottotenenti a seguito dell’apposito concorso sono vincolati ad una ferma di 14 anni dall’inizio del previsto corso finalizzato al conseguimento del brevetto di pilota o navigatore militare che assorbe la ferma precedentemente contratta.

 

- All’articolo 761, il comma 2 è abrogato

 
- All’articolo 783, il comma 3 è sostituito dal seguente: “Agli ammessi ai corsi per allievo carabinieri si applicano le norme per le scuole allievi carabinieri, approvate con determinazione del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri”

 
- All’articolo 833, dopo il comma 1, è inserito il seguente: “Gli ufficiali fino al grado di tenente colonnello appartenenti ai ruoli normali dell’Arma dei trasporti e dei materiali e del Corpo di commissariato dell’Esercito possono transitare, a domanda, nei rispettivi ruoli speciali dell’Arma dei trasporti e dei materiali e del Corpo di commissariato, nel numero e con le modalità stabilite con decreto ministeriale”

 
Riguardo il transito dal ruolo normale al ruolo speciale degli ufficiali con grado fino a tenente colonnello delle Armi dell’Aeronautica Militare (art.833):

 
- Gli ufficiali fino al grado di tenente colonnello possono transitare, a domanda, dal ruolo normale al ruolo speciale delle Armi dell’Aeronautica Militare
- Gli ufficiali transitati ai sensi del presente articolo mantengono il grado, la posizione di stato, l’anzianità di grado e sono iscritti in ruolo secondo le modalità di cui all’articolo 797, commi 2 e 3.
- Si accede al servizio permanente a seguito di: superamento di apposito concorso e successiva nomina diretta; superamento di apposito corso di formazione iniziale e successiva nomina nel grado; ammissione, al termine di un prestabilito periodo di ferma volontaria; immissione ai sensi dell’articolo 705 del presente codice.

 

Qui troverai il decreto completo

 

 

Pensioni Militari: Regolamento Requisiti Acesso

11 settembre 2012 inviato da Staff
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Regolamento di armonizzazione dei requisiti per l’accesso al trattamento pensionistico del personale militare.

Fonte: forzearmate.org

 

 

Marina Militare: pericolo acqua!?!?

3 settembre 2012 inviato da Staff
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Foto: NSD

Pericolo sulle unità navali della Marina Militare?

Il problema: possibile presenza di sostanze contaminanti e cancerogene nell’acqua potabile destinata al consumo umano nelle navi della Marina.
Per il momento è soltanto un’ipotesi, segnalata dal deputato radicale Maurizio Turco, che però mette in allerta il personale.
Il deputato Turco, ha chiesto in una nota al ministro di difesa sullo stato degli impianti di potabilizzazione sulla regolarità dei controlli delle acque.  
In questo senso, ricorda che ”non è solo l’amianto a rappresentare un concreto pericolo per il personale militare imbarcato sulle unità navali della Marina militare – spiega in una nota – ma anche l’acqua utilizzata nelle cucine di bordo per scopi alimentari”.
La domanda è: come funzionano gli impianti di potabilizzazione a bordo delle navi della nostra Marina Militare?
Bisogna ricordare che ci sono molte unità navali di ultima generazione (Portaerei Cavour, Nave Caio Duilio, Nave Andrea Doria). Ma anche le Fremm (Fregate Europee Multi Missione), si trovano in fase avanzata di allestimento presso il Comando Marinalles di La Spezia e presto saranno in mano dei nostri marinai. Ma sono sicure? È possibile bere tranquillamente acqua a bordo?
Un pericolo in più per i nostri marinai.
Il deputato Turco conclude la nota con la richiesta di un controllo di urgenza “su tutte le unità navali attualmente in dotazione alla Forza armata e, se necessario, il loro ricovero negli arsenali per le operazioni di bonifica”.
Fonti: Difesa // ANSA

 

 

 

 

 

 

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foto: unione sarda

Un soldato italiano è morto ieri in un incidente avvenuto a Kosovo. Si tratta di Michele Padula, di 26 anni e originario di Montemesola, Taranto. Il militare apparteneva alla Kfor, la Forza Nato in Kosovo.

L’incidente è avvenuto nella base italiana di stanza a Novo Selo, fra i villaggi di Zupc e Caber, non lontano da Kosovska Mitrovica. All’interno del campo è stato sentito un colpo d’arma da fuoco, e il soldato è stato trovato morto, con il suo fucile vicino. Secondo le prime ricostruzioni, dal fucile sarebbe partito accidentalmente un colpo mentre il militare era impegnato nella pulizia della sua arma.

Il militare è stato trovato morto all’interno della base di Novo Selo. Accanto è stata ritrovata la sua arma da fuoco d’ordinanza, potrebbe essersi trattato di un incidente durante la manutenzione dell’arma ma non è escluso che possa essersi trattato di un suicidio. Sull’episodio infatti sono comunque in corso indagini da parte dei responsabili militari.

Missione militare Kosovo

Secondo ha pubblicato Il Sole 24 ore, circa 550 militari italiani sono attualmente impegnati nell’operazione Nato Kfor in Kosovo, cui partecipano attualmente 31 Paesi, con un impegno complessivo di forze che oggi ammonta a circa 5.500 unità. Il contingente nazionale è schierato a Pristina, Belo Polje, Decane e Dakovica.

L’Italia, insieme alla Solvenie a l’Austria, guida il Multinational Battle Group West, strutturato su base 17 Reggimento Artiglieria Controaerei «sforzesca» di Sabaudia (Lt), il cui comando si trova a «Villaggio Italia», base italiana, a Belo Polje (Pec).

All’Aeronautica Militare invece è stata affidata la realizzazione e la gestione tecnico-operativa di una struttura aeroportuale all’interno dell’area di responsabilità del contingente nazionale nella zona di Dakovica.

Pilota Militare_Esercito Italiano

5 giugno 2012 inviato da Staff
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Soldati di Aviazione dell’Esercito Italiano (Fonte: Ministero Difesa)

 

 

 

 

 

 

2 Giugno: via la ‘Spending Review’

31 maggio 2012 inviato da Staff
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Tutti pronti per la giornata dei Militari: la Parata Militare del 2 giugno, considerata uno degli eventi principali della Festa della Repubblica. Secondo ha informato la Difesa, sfileranno circa 2500 militari, oltre a circa 700 unità di altre amministrazioni. Il risparmio previsto oscilla dal milione e mezzo al milione e 900 mila euro, rispetto all’edizione 2011; e tra oltre 600 mila e 900 mila euro, rispetto all’edizione 2010.

 

Quest’anno, La Parata Militare, assumerà una nuova perspettiva in quanto è previsto l’inizio dell’applicazione delle riforme previste dal governo tecnico di Mario Monti. Il Ministero della Difesa pubblica nel proprio sito che questa festività “richiama l’impegno di uomini e donne con le stellette. Un impegno che non ha confini, come dimostrato dalla mobilitazione per l’emergenza neve e per le operazioni di pace svolte nel mondo, su mandato parlamentare. Forse uno dei biglietti da visita più apprezzati del Paese. Uno dei simboli del  Made in Italy”. Al centro, quest’anno, la componente umana delle Forze Armate, “elemento chiave dello strumento militare”.

 

 

 

Difesa: riforma dello strumento militare

11 aprile 2012 inviato da Staff
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Riforma dello strumento militare, parla il Ministro Di Paola:

 

 

Per saperne di più: mobilità dei militari