Si salvi chi può!!

28 dicembre 2011 posted by Staff
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In Italia, il debito pubblico supera ampiamente il PIL (Prodotto interno Lordo) annuale; la crisi economica ha quindi trovato un terreno fertile in cui insinuarsi.
Anche se non è vero che l’Italia è un paese troppo grande per fallire, non è ancora perduta, ma dovrà stare in riga e sottostare ai voleri provenienti dall’ europa.

La crisi ha portato alla sostituzione del governo Berlusconi con la compagnia tecnica guidata dal professore  Mario Monti.

A capo del Ministero della Difesa è stato chiamato l’Ammiraglio Giampaolo Di Paola, proveniente dal Comitato Militare della NATO, che come sottosegretari ha designato Gianluigi Magri e Filippo Milone.

Ministerio della Difesa

Nel suo intervento introduttivo il Ministro Di Paola ha, in particolare, sottolineato le difficoltà in cui si trova la finanza pubblica; tagli e dismissioni dovranno portare al ridimensionamento degli organici e del patrimonio immobiliare della Difesa.
Il Ministro ha ammesso liberamente che “l’attuale strumento militare non è più sostenibile e che per ridurlo si lavorerà principalmente sul rapporto tra gli ingressi e le uscite delle Forze Armate”. E’ quindi probabile che aumenteranno gli incentivi per chi desidera abbandonare il servizio militare, non provvedendo poi con nuovi reclutamenti.
Il modello “190.000”, a favore del reclutamento professionale, è di fatti ormai diventato insostenibile.
Nel passato, c’era la tendenza a salvaguardare gli interessi del sistema militare concentrandosi principalmente sul personale, qualche volta sull’investimento, ma mai sull’esercizio. Si continuava così, ad arruolare soldati verso l’attuazione del modello 190.000.

Oggi, il peso della spesa per il personale è arrivato a superare il 70% e come conferma il Generale Biagio Abrate, capo di Stato Maggiore della Difesa, è necessaria una completa revisione di suddetto modello: “Ci sarà una forte riduzione del numero di ufficiali generali, oggi ben 425.  Poi vanno ridotti i ranghi degli ufficiali e dei marescialli”.

Ci si aspetta, quindi, dal nuovo Ministro una riforma pensionistica e fiscale nell’ambito della Difesa, con la riallocazione (vista l’impossibilità dei prepensionamenti) del personale in esubero ad altre amministrazioni dello stato.

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