Ritiro Afghanistan: costi

5 settembre 2012 posted by Staff
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Foto: tg24

Il ritiro dall’Afghanistan è iniziato poche settimane fa. Il contingente italiano presente nel territorio afghano passerà dai 4.200 ai 3.500 militari in questi mesi ed è previsto un’ulteriore riduzione in primavera, con il ritiro di altri 500 soldati.

 

Ma quanto costa tornare a casa? Quanto abbiamo guadagnato? Aveva davvero senso la nostra missione in Afghanistan?

 

Il ritiro dell’Afghanistan ha un costo considerevole, forse costa di più che rimanere. I costi logistici del ripatriamento delle truppe è elevato: non solo tornano i soldati ma anche mezzi, armi e munizioni che saranno riportati in Italia in treno, attraverso la Russia, e a bordo di velivoli cargo.

 

Il Governo Italiano non ha collegato cifre al ritiro dall’Afghanistan ma, secondo il quotidiano Libero.it, i nostri alleati hanno realizzato alcune stime numeriche: Parigi valuta che portare a casa un container da Kabul costerà tra i 5 mila e i 58 mila euro e il ritiro non ridurrà quest’anno i costi delle operazioni all’estero pari a 500 milioni di euro.

 

 

Ritiro truppe Afghanistan: Cosa succedere con le basi italiane?

 

È prevista la demolizione di alcune basi e le altre, saranno cedute ai regolari afghani. Questo potrebbe implicare la caduta di queste basi nelle mani dei talebani?

Per il momento, i soldati italiani hanno abbandonato la zona del Gulistan, dove in due anni non sono stati capaci di fare fuori i talebani. L’altro avamposto nel Gulistan, “Snow”, è stato demolito nei giorni scorsi per non lasciarlo in mano ai talebani. I quali lo avevano varie volte attaccato. Infatti, è proprio in questo punto dove è stato ucciso il 31 dicembre 2010 il caporal maggiore Matteo Miotto.

Nel settore di Bala Murghab, al nord del paese, il ritiro è previsto ora, a settembre. È da luglio che gli italiani stanno cedendo gli avamposti alle forze afghane.

Questa è una delle zone più problematiche dell’Afghanistan: negli ultimi quattro anni sono morti 4 militari italiani e decine sono rimasti feriti.

La domanda principale ora è: ce la faranno i pochi soldati e agenti afghani a mantenere il controllo delle sedi rilasciate da 450 truppe scelte italiane e 160 americani? Si tratta davvero di una transizione, come dice la Nato, è di una ritirata in tutta regola?

 

Fonti: Libero.it

 

 

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