Afghanistan: Che senso ha restare fino al 2014?

30 ottobre 2012 posted by Staff
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E’ arrivato il momento di tornare a casa. In Afghanistan abbiamo perso 52 soldati dal 2004, anno d’inizio dell’operazione Isaf, e non abbiamo ancora capito cosa ci facciamo lì quando la nostra presenza, secondo ha detto recentemente il presidente afghano Hamid Karzai, non è neanche tanto gradita. Ora basta.

Il ritiro ufficiale delle truppe della Nato, della quale fanno parte anche i soldati italiani, è fissato entro la fine del 2014. Una decisione che ha il supporto della maggior parte dei paesi interessati ma, in una riunione tra il presidente Karzai e il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, il 18 ottobre scorso, il rappresentante afghano ha detto che “sarebbe contento” se il ritiro avvenisse anche prima. Questo conferma sicuramente il fatto che la presenza militare degli alleati non sia considerata tanto popolare a Kabul.

In questo senso, Karzai ha dichiarato i propri dubbi rispetto alla protezione dei militari stranieri che, dopo il 2014, resteranno a Kabul. Infatti ha segnalato che questi militari, anche se sono li per continuare ad addestrare le truppe e assistere le forze afghane, potrebbero non godere dell’immunità penale garantita finora alle forze di Isaf. Il presidente afghano che “il popolo potrebbe impedire al governo di concedere l’immunità soprattutto se la guerra e l’insicurezza continueranno in Afghanistan, le frontiere non saranno protette e si pretende di porre la questione dell’immunità al di sopra di tutto”.

 

Immunità dei soldati della Nato

Si tratta d’immunità giudiziaria, prioritaria per l’Alleanza Atlantica, per la quale ogni reato compiuto da militari stranieri deve essere giudicato dal paese di nazionalità dei soldati e non dalla giustizia del paese dove sono impegnati.

 

Situazione a Kabul

Negli ultimi mesi, la situazione a Kabul è peggiorata e la sicurezza non è garantita per nessuno: abbiamo assistito ad episodi nei quali soldati statunitensi “impazziscono” e uccidono civili inermi per difendere i quali sono stati inviati in Afghanistan; militari afghani che sparano e uccidono i soldati di Isaf che li stanno addestrando; soldati che bruciano copie del Coran provocando manifestazioni violente in tutto il paese.  Che senso ha restare ancora?

 

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Non è la prima volta che il presidente afghano parla in questi termini sulla presenza di militari stranieri nel suo territorio in quanto la considera interferenza occidentale. Per me, queste parole e questo atteggiamento dicono tutto. Non siamo i benvenuti e, anche se è vero che ad oggi non esistono reparti afghani considerati in gradi di combattere, contro i talebani, senza il supporto delle truppe della Nato non è possibile che l’Esercito Italiano continui a lottare in questa missione.

Molti soldati afghani, dopo essere stati addestrati dai militari della Nato smettono l’uniforme: alcuni trovano lavoro in società private di sicurezza ma altri vanno dall’altra parte, ovvero finiscono per rinforzare le milizie degli insorti…..

Buffo, vero?

Noi li addestriamo e poi loro combattono contro di noi…..

 

Fonti: Il Sole 24 ore / Analisi Difesa / Ministero Difesa

 

 

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