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Fonte: ANSA/ MARIA GRAZIA COGGIOLA

Rinviato di nuovo il processo contro i nostri marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. In realtà, non sorprende questa decisione del tribunale indiano: tra le indagini, le diverse incoerenze, le ferie dei giudici e altre circostanze strane, il caso è stato rinviato una volta dietro l’altra.
Infatti, Latorre e Girone, sono trattenuti dal 15 febbraio scorso, e da giugno, in libertà sotto cauzione.

 

Fate un po’ i conti? Non ci sono prove sulla loro colpevolezza, ma non è stato provato neanche che siano stati loro a sparare i colpi che avrebbero ucciso due pescatori indiani in acque internazionali vicino allo stato del Kerala, in India.

 
Il prossimo appuntamento è stato fissato per l’8 novembre, secondo l’agenzia Ansa. Dopo aver ascoltato brevemente gli avvocati delle parti, il giudice P.D. Rajan ha convenuto che nell’imminenza di una sentenza della Corte Suprema di New Delhi sul fondo della questione, il dibattimento a Kollam non può cominciare.
Le ultime notizia su questa vicenda sono dal 4 settembre scorso quando i giudici della seconda sezione del massimo organo giudiziario di New Delhi, hanno ufficialmente chiuso il processo annunciando il suo passaggio a sentenza. Questa, però, non è stata ancora emessa perché nel frattempo il giudice Kabir ha assunto la responsabilità di presidente della Corte Suprema indiana, secondo le stesse fonti.

 
Uno dei principali punti di dibattito nel caso dei due militari italiani è l’applicazione della legge internazionale o l’applicazione di quella indiana. La difesa legale dei due marò ha presentato finora due ricorsi per reclamare infatti l’applicazione della giurisprudenza internazionale, in quanto il reato è stato commesso oltre il limite delle acque territoriali indiane e mentre i militari erano in servizio a bordo di una petroliera italiana.

 

Fonti: ANSA / La Repubblica

 

 

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