Riforma Militare: Ancora Troppi Dubbi

7 gennaio 2013 posted by Staff
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Riforma Militare: “Solo una Difesa riformata, coerente con le risorse disponibili potrà garantire al Paese la disponibilità di uno strumento militare efficiente e funzionale alla valorizzazione del personale in termini di formazione, addestramento, operatività ai massimi livelli di sicurezza e, più in generale, della sua condizione militare. L’obiettivo della riforma militare è quello di disporre, anche in futuro, di Forze armate pienamente integrate nei sistemi dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica, consentendo all’Italia di continuare a ricoprire un ruolo attivo, credibile e responsabile sulla scena internazionale”.

riforma militareÈ con queste parole che il Ministro di Paola festeggia arrivo del nuovo anno e della sua riforma militare. Ma una riforma militare approvata così è davvero un passo da fare?

 

Riforma Militare: riassunto

 

Pensiamoci un momento: in 60 anni di repubblica in Italia è la prima volta che accade che un parlamento agonizzante attribuisca a un governo tecnico dimissionario la delega per riformare uno dei settori nevralgici del nostro paese.

 

 

Cosa prevede la riforma militare?

Ricordiamo in sintesi cosa prevede questa riforma dello strumento militare nell’ottica dell’ottimizzazione delle risorse umane ed economiche:

  • Spostare risorse dalle spese per il personale all’investimento, eliminando di fatto numerosi posti di lavoro
  • Utilizzare parte delle risorse risparmiate per l’acquisto di armamenti, come i tanti discussi F 35 a cui non si rinuncia in ogni caso, in virtù di un impegno internazionale discutibile
  • nessuna cancellazione degli sprechi e dei privilegi della casta militare
  • un aumento di fatto della spesa pubblica
  • il pagamento dell’intervento dei militari per i comuni alluvionati o colpiti da una catastrofe naturale

Ma la domanda sorge lecita e non solo nelle associazioni di categoria, già fortemente schierate contro la riforma militare, seppure propositive e pronte a fornire soluzioni alternative al tavolo del dibattito – qualora ce ne sia ancora uno – perché non aspettare la nomina del nuovo ministro e dare così spazio anche a tutti coloro che hanno avanzato obiezioni a quanto previsto del testo della riforma militare? Come biasimare allora chi dall’altare dei siti internet di categoria condanna a chiare lettere l’operato del Ministro con parole dure?

“L’austero ministro Di Paola, tecnico e impassibile tagliatore di posti di lavoro nella Difesa (…) faceva approvare in fretta e furia la riforma militare, con il taglio di 40 mila posti di lavoro militari nella difesa e tutte le conseguenze penalizzanti (…) con il consenso di partiti insensibili e disinteressati al comparto difesa lasciato in balia dei tagli”.

E alla luce di quanto appena detto, come non riflettere poi su quanto pubblicato sul sito Usb Difesa: “la designazione dei nuovi vertici militari di Stato Maggiore Difesa, Stato Maggiore Aeronautica e Stato Maggiore Marina, su proposta dello stesso ministro, ha molto a che fare con la garanzia e la fedeltà di gestire la riorganizzazione, contenuta nei decreti legislativi attuativi della legge delega sulla riduzione e riforma militare, secondo i dettami del suo animatore”.

 

Fonte: Grnet.it / Militariassodipro / Difesa.usb.it

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