Riforma forze armate: obiettivi

7 maggio 2012 posted by Staff
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Dopo gli esodati, nel mirino del governo  sono caduti i militari, attualmente inquadrati nelle varie forze (esercito, marina, aeronautica).

Il governo tecnico di Mario Monti ha, infatti, intenzione di mandare a casa 40mila militari ; una dismissione graduale del personale che , da qui al 2024, dovrebbe fare scendere l’organico delle attuali forze armate da 190 a 150 mila militari.

In media saranno, quindi, circa 3.300 le stellette lasciate  a casa ogni anno, producendo un risparmio annuale di circa 2,2 miliardi di euro.

I costi del personale militare è però molto differenziato a seconda dell’età e del grado di servizio; per risparmiare sarà, quindi, necessario essere selettivi nella scelta degli “esodati”.

L’obiettivo finale che si vuole raggiungere è quello di 115.330 militari in servizio permanente (più di 35mila meno di oggi) e 34.700 in posizione di ferma (circa 4 mila meno di oggi); obiettivo raggiungibile riducendo drasticamente il reclutamento e dando ad alcuni la possibilità della pensione anticipata.

Un po’ in contrasto con la riforma delle pensioni fatta da Elsa Fornero nel decreto salva-Italia dello scorso 6 dicembre, che vale per tutti, ma non per i militari che al momento possono ancora essere baby-pensionati.

Analoga cura dimagrante è prevista anche per il personale civile in forza al ministero della Difesa, che  secondo i  Giampaolo Di Paola, “entro l’anno prossimo  scenderà a 29.525 unità e in un decennio dovrà attestarsi sulle 20 mila unità, con un esodo di circa 10 mila dipendenti”.

Peccato che tutti questi risparmi ricadranno come sempre sulle spalle dei cittadini: la sicurezza delle città diminuirà quando, invece, si potrebbe ricavare molto più denaro rinunciando ad alcune missioni estere che ormai non hanno più senso.

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