Le Bugie del Governo in Tempo di Tagli

18 ottobre 2012 posted by Staff
Vota Questo Articolo

La Commissione Difesa del Senato ha approvato, con modificazioni, il disegno di legge per la revisione dello strumento militare italiano. Ora il governo è obbligato ad applicare nuove misure organizzative e strutturali per quel che riguarda le risorse della Difesa (personale, mezzi e infrastrutture). Per fare questo ha 12 mesi dall’entrata in vigore della legge.
La Commissione giustifica l’approvazione per il fatto che “questo disegno di legge si muove in piena coerenza con la spending review, ed è un provvedimento necessario ed essenziale, una priorità per il paese, in grado di fornire operatività alle Forze Armate, e che ci mette nelle condizioni di avere uno strumento militare efficace anche in presenza dei tagli, o comunque di un ridimensionamento delle risorse dovute alla crisi economica che tutti conosciamo e stiamo vivendo”.

 

Il NO dei Militari

Opinione molto contraria quella che difendono i rappresentanti dei militari in Italia. Il Cocer Esercito infatti esprime una “totale non condivisione” con questo disegno di legge. Soprattutto si mostra in disaccordo con la norma che prevede misure di agevolazione per il reinserimento dei volontari congedati senza demerito (Volontari in ferma prefissata quadriennale).

“Essa appare fortemente iniqua sia per gli effetti disaggreganti che potrebbe generare sul personale in merito alla difesa e sicurezza di questo Paese sia sulla funzionalità e operatività della forza armata, fondata sulla irrinunciabile risorsa umana”.


Il Cocer considera che le previsioni del governo per quel che riguarda le revisioni dello strumento militare uccidono le aspettative di qualsiasi giovane con vocazione di militare o con la volontà di fare carriera in ambito militare ma non solo. “La previsione mortifica le aspettative di tanti giovani destinati ad accrescere le fila dei disoccupati, rendendoli appetibili alle organizzazioni criminali, considerato il grado della loro peculiare preparazione professionale”.
I militari chiedono nuove valutazioni riguardo questa bozza approvata ora dalla Commissione Difesa. Secondo loro, è necessario ”un ripensamento da parte dei gruppi politici che puntellano questo Governo affinché quanto proposto dal ministro venga respinto o in alternativa rivisitato ritenendo necessario procedere con coraggio, chiarezza e prudenza al cambiamento del modello di difesa di riferimento, impedendo così il ripetersi di atti che tendono esclusivamente a mettere in ginocchio la nostra forza armata”.

 

 

Costi, Spese e Tagli: le Bugie del Governo

Dicono che le riduzioni, in un momento come questo, sono necessarie. Infatti sono previsti tagli in tutti i settori economici e lavorativi in Italia, questo significa meno lavoro, stipendi più bassi, ecc….ma dicono che non è possibile fare diversamente. Ok, possiamo anche capire…..ma, quello che non possiamo capire è la scala di priorità del Ministero della Difesa. Se inoltre, veniamo a sapere che forse non è stata detta la verità, allora proprio NO.
Il segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, Claudio Debertolis, è stato intervistato dal magazine ‘Analisi Difesa’ e ha parlato di numeri molto diversi, riguardo gli F-35, di quelli che conosciamo. Questi aerei di combattimento potrebbero costare allo Stato Italiano quasi il doppio di quello che ci ha stato detto.

 
Il ministro della Difesa, il mese di febbraio scorso, ha parlato di una spesa di 62 milioni di euro nei primi F 35 A, vi ricordate?

 
Ora questa cifra è diventata 97 milioni di euro. Se aggiorniamo i prezzi e aggiungiamo tutte le altre voci di spesa, il costo di questi primi Joint Strike Fighter arriverà ad essere il doppio rispetto a quello annunciato dal ministro.
Il Governo è d’accordo a gridare le necessità di tagli, sacrifici e riduzioni dappertutto ma questi aerei di guerra chi li paga? Siamo davvero sicuri che siano una priorità per gli italiani e per la difesa italiana? Ne abbiamo davvero bisogno?
A voi la parola….

 

 

Fonte: Analisi Difesa / Osservatorio Iraq

 

 

Share and Enjoy


Leave a Reply