Protesta dei militari trascurata dai media

23 aprile 2012 posted by Staff
Vota Questo Articolo

Centinaia di militari e familiari di cittadini in uniformi continuano a richiedere il rispetto ai loro diritti, questa è l’unica conclusione possibile dopo la massiva partecipazione nelle proteste della settimana scorsa a Roma al grido, “non siamo cittadini di serie B”. Anche se la maggior parte dei mezzi di comunicazione pubblici hanno silenziato o trascurato la notizia, la realtà è che esiste un problema grave per quel che riguarda le garanzie dei militari, e i problemi vanno affrontati.

Questa è la valutazione dell’avvocato Giorgio Carta, ex carabiniere, specializzato in diritto militare e organizzatore della manifestazione: “come organizzatore sono soddisfatto della partecipazione alla manifestazione di Palazzo Spada. Come attivista dei diritti dei militari, invece, sono perplesso per aver constatato ancora una volta come i 500.000 cittadini in uniforme rischino la vita per difendere i diritti altrui e poi hanno paura di difendere i propri. È ora che si passi dal mugugno sterile che non porta a niente alla partecipazione attiva a fianco dei pochi coraggiosi che oggi si battono per i diritti dell’intera categoria. Non si può più aspettare di reagire solo quando un problema riguarda singolarmente una persona, bisogna acquisire uno spirito di gruppo per marciare compatti per il riconoscimento di una dignità sociale pari a quella degli altri cittadini.”

 

D’altra parte, il segretario generale del Coisp, Franco Maccari, parlava in questi termini: “Svolgere un lavoro difficile e rischioso, dedicare la propria esistenza al servizio degli altri e delle Istituzioni, avere proprio per questo una vita alquanto complicata e costringere i propri familiari ad enormi sacrifici… ed in cambio avere un trattamento penalizzante rispetto a tutti gli Appartenenti alle altre Amministrazioni. Incredibile ma vero. Accade in Italia, nel modernissimo ventunesimo secolo, quando ancora gli Appartenenti al Comparto Sicurezza devono subire intollerabili discriminazioni, contro le quali dobbiamo far sentire forte la nostra voce”.

 

Anche se molto triste, sembra infatti assurda la recente interpretazione della modifica della legge 104 del 1992, che sancisce il diritto di ogni lavoratore che assiste un congiunto handicappato in condizione di gravità di chiedere l’assegnazione alla sede più prossima al disabile; possibile per i normali cittadini, ma non per i militari, che a causa della specificità del servizio li vede esclusi da tale  diritti.

Quindi “o i legali che assistono militari e poliziotti sono un branco di incompetenti, oppure le posizioni dei giudici amministrativi sono sfacciatamente ‘appiattite’ sulle posizioni ministeriali, tanto da chiudere entrambi gli occhi di fronte alle ingiustizie più evidenti perpetrate dai vertici militari o dai funzionari ministeriali”.

Sarebbe bello chiedere, a tali giudici, cosa proverebbero  se avessero una figlia disabile e gli dicessero che non hanno diritto ad essere messi in condizione di prendersene cura a causa del suo ufficio?

 

Argomenti correlati:

- Avvocato Giorgio Carta: la vita dei cittadini in uniforme è piena di discriminazioni

Share and Enjoy


Leave a Reply