Pensioni Militari: ancora in Bilico

5 novembre 2012 posted by Staff
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Pensioni Militari

Il 21 settembre scorso si è svolto un importante incontro voluto dal presidente del consiglio Mario Monti, con tutti i ministri coinvolti nello scottante tema della riforma delle pensioni militari del comparto sicurezza, insieme a tutte le associazioni di categoria del settore.

 

pensioni militari

Il Corriere della Sera

Da questo incontro invece che uscirne con un progetto preciso sui singoli provvedimenti in linea con il Decreto Salva Italia e in considerazione delle esigenze del settore sulle pensioni militari, l’unico risultato è stato una sorta di riassunto su quanto già stabilito in precedente e per il quale era stato fortemente richiesto l’incontro. La conseguenza di questo flop sulle pensioni militari è culminata nella manifestazione di piazza dello scorso 23 ottobre.
A fronte di questa mobilitazione è arrivato puntuale il nuovo impegno del governo a confrontarsi sul tema di pensioni militari.

 

A seguito della clamorosa retromarcia governativa in tema di trattamento di fine servizio, le associazioni di categoria sono fiduciose in una nuova presa di coscienza delle istituzioni circa, in particolare due punti focali, in tema di pensioni militari del comparto sicurezza, ovvero:
1. Modifica dell’età anagrafica di riferimento per le pensioni anticipate previste dall’art.4, comma 1 del regolamento: da 58 a 56 anni fino al 31.12.2018 e da 59 a 57 anni a decorrere dal 01.01.2019.
2. Abbassamento dell’età anagrafica da 58 a 55 anni (lettera a), da 58 a 56 anni (lettera b) e da 59 a 57 anni (lettera c), sempre in riferimento all’art. 4 comma 2 in tema di pensione anticipata per quote, nel quale va rivisitato anche il requisito contributivo .
Al momento la situazione comunque non è di stallo: il governo in attesa del vaglio definitivo del senato al decreto sta apportando modifiche non ancora ufficiali e non è chiaro in quale direzione. Di fatto allo stato attuale delle cose, dal primo gennaio 2013 il decreto trova attuazione con l’innalzamento dei requisiti per l’accesso alle varie forme di pensioni militari.
La verità che emerge da questo disegno è che le trattative sbandierate a più riprese dal governo con i sindacati di categoria sono state fallimentari e a dirlo è proprio un segretario del sindacato autonomo SAP, Nicola Tanzi: “Ci hanno deluso perché non solo manca ancora la previdenza integrativa, ma non si rendono conto che così avranno presto una polizia geriatrica”.

 

 

Pensioni Militari: Poliziotti e Soldati Anziani

 

Sommando questa misura al blocco del turn-over, che fa entrare un giovane ogni cinque agenti che se ne vanno, tra poco ci saranno 22mila poliziotti e 22mila carabinieri in meno. Il Viminale sarà costretto a chiudere commissariati. I carabinieri rinunceranno a molte stazioni. I cittadini si accorgeranno presto di quale sarà l’effetto sulla sicurezza .
Detto in altri termini per i dipendenti del comparto sicurezza, se il senato approverà il decreto così come è adesso, restano validi i 5 anni di contributi figurativi; per i militari rimane valida la cosiddetta “ausiliaria” così come per gli agenti di polizia rimane valido il “moltiplicatore” di 5 anni. Non verrà poi applicato il meccanismo dell’aspettativa di vita che sposterà in modo progressivo sempre più in alto l’asta dell’età.

 

Fonte: Il Nuovo Giornale dei Militari

 

 

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