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Il Governo deve pubblicare, entro questa settimana, le norme definite che regoleranno d’ora in poi il sistema previdenziale nel caso di appartenenti al comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico. Tutto punto che la situazione peggiorerà rispetto alle condizioni pensionistiche attuali, senza tenere in alcun conto la cosiddetta “specificità” (norma incompleta elevata al rango di legge dal precedente governo ma assolutamente priva di contenuto vincolante).

Uno dei punti conflittivi della nuova legge è l’eliminazione della pensione privilegiata e del moltiplicatore contributivo. La nuova proposta non include queste possibilità.

Pensioni Militari

In poche parole, la nuova norma sulle pensioni per cittadini in uniforme prevede una penalizzazione annua della pensione anticipata (accessibile finora per lavoratori con 40 anni di contributi) di chi non ha ancora compiuto i 58 anni, indipendentemente degli anni contributivi. In questo modo, il lavoratore è costretto a rinunciare al pensionamento.

Infatti, le nuove regole includono un innalzamento dell’anzianità lavorativa, in termini di contributi, fino a 42 anni e 7 mesi. Solo in questo caso sarà possibile accedere alla pensione anticipata che però non è garanzia di una pensione degna,  a causa delle contemporanee penalizzazioni.

A questo punto bisogna sottolineare il fatto che non è una questione soltanto di anni contributivi ma del tipo di lavoro. Infatti, un lavoratore di 58-60 anni, ad esempio, non ha le capacità fisiche e psicologiche di garantire un valido servizio ai cittadini. E’ ovvio, il lavoro di militare o di poliziotto non è uguale ad altri tipi di lavori non sottoposti a rischi e pericoli. Su questo siamo d’accordo immagino.

Ecco le misure predisposte dal governo (fonte grnet): BOZZA-REGOLAMENTO_PENSIONI-25-6-2012

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