Moglie di un militare: “mi pongo il problema morale di sapere se mio marito è un peso sostenibile per lo Stato” 4.89/5 (97.78%) 9 Vota questo articolos

La moglie di un Primo Mar. Luogotenente, ha inviato una lettera al Ministro Di Paola al quale mostra la sua preoccupazione sulla situazione attuale degli appartenenti al mondo militare, inoltre si interroga su alcune “strategie” che ci porteranno fuori dalla crisi. La lettera è stata pubblicata da ForzeArmate.org, ai quali ringraziamo per la possibilità di poter pubblicarla anche su questo spazio riservato all’Esercito Italiano.

 

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Lettera al Ministro Di Paola

Sono la moglie di un Primo Maresciallo Luogotenente da poco 50 enne che da allegro bontempone di un tempo si sta trasformando in un sempre più triste e depresso individuo, un po’ pesante da sopportare.
Il tutto è iniziato da quando il Ministro della Difesa ha reso note le sue intenzioni di “salvare l’Italia” non combattendo il nemico sul Carso, ma più semplicemente riequilibrando il budget militare, facendo cadere la scure dei “tagli alla difesa” soprattutto sulla testa del personale più anziano per la maggior parte Sottufficiali.
Nessun altro Ministero mi risulta abbia sottoposto il proprio budget alla lente di ingrandimento dei media ed esposto il proprio personale al pubblico ludibrio, additandolo come responsabili della insostenibilità dell’attuale modello difesa. Nessuno ha pensato di sbandierare, ad esempio, le percentuali del Ministero della Salute per le spese del personale e per investimenti e dei miliardi che riesce a sperperare in lautissimi stipendi, producendo un efficienza tutta da discutere; oppure il Ministero della Pubblica Istruzione con oltre 1 milione di dipendenti ed un livello di istruzione prodotto che spesso viene messo in discussione. Neanche il Ministro dell’Interno ha mai dichiarato che ha troppo pagati e troppo vecchi poliziotti e carabinieri e che mandandone a casa un po’, con i risparmi riuscirebbe a comprare più benzina per le auto in pattuglia (forse perché loro hanno i Sindacati). Quindi devo dedurre che il problema economico italiano è costituito da questi 33.000 militari di troppo.

Mio marito ha tuttora un grande rispetto per il Ministro della Difesa ed ex Ammiraglio Di Paola. Mio marito me ne parlava sempre con grande entusiasmo esternando una grande ammirazione per l’altissima capacita di leadership, l‘inesauribile energia, la straordinaria visione strategica e di insieme.

Non è certamente un caso se è arrivato dove è arrivato.

In questi giorni il Ministro sta presentando in tutte le sedi istituzionali il suo piano “salva difesa” che guarda caso passa attraverso il “taglio del personale” di cui presto mio marito sarà interessato per questioni anagrafiche.

Pare che i Marescialli siano troppi, costino troppo e non si possono più mantenere e per il bene del budget devono essere “scaricati” o “rottamati” se vi piace questo eufemismo.

Pur nella comprensione che tale situazione non sia unica, ma una delle tante in Italia, vorrei comunque offrire alcuni spunti di osservazioni.

La generazione degli attuali 50enni delle FF.AA. e delle forze di polizia è quella che nell’ultimo trentennio ha offerto il proprio contributo, che in centinaia di casi è andato fino all’estremo sacrificio, in tutte le più recenti tragedie italiane (vedi terremoti, slavine, alluvioni, neve, pulizia strade, sicurezza strade) oltre che essere quella che ha difeso la democrazia e la sicurezza nazionale combattendo il terrorismo negli anni 70/80 ed ha assicurato gli interventi “di pace” in tutto il mondo (vedi I Balcani, Irak, Somalia, Libano, Libia, Afghanistan, Timor est, Darfur pattugliamento mari e chi più ne ha più ne metta).

Ora all’improvviso sembra che questa stessa gente (ora 50enne) sia diventata all’improvviso un problema nazionale ed anziché’ ricevere un ringraziamento particolare per i servizi resi, gli verrà chiesto, quale ultimo sacrificio nella loro carriera, di salvare il budget della difesa uscendo dalla porta di servizio quasi con vergogna rei di costare troppo alla nazione e con un benservito che e’ molto vicino ad una pedata nel sedere.

In paesi come l’America, i nostri mariti sarebbero considerati eroi e a nessun americano verrebbe in mente di dire che costano troppo e che devono andar via, anzi negli aeroporti vengono accolti con applausi e striscioni “welcome home heroes”. A loro offrono enormi benefici economici che vanno dall’esenzione dell’IRPEF nel periodo in cui sono in zone di “PACE” o, nel caso decidano di lasciare il servizio attivo, pensione pagata dopo 20 anni di servizio, accesso a mutui agevolati e garantiti per chi compra casa, spese universitarie totalmente coperte per chi decide di riqualificarsi professionalmente (trasferibili ai figli in caso di non utilizzo personale) e ampie riserve di posti per assunzione nei ruoli governativi civili ed aziende sotto contratti militari, cumulo pensione militare e reddito da nuovo impiego, possibilità di fare acquisti presso i Duty-Free militari e tanto altro ancora.

Quando mio marito e’ tornato dopo 7 mesi di Afghanistan è rimasto da solo per 8 ore dalle tre di notte nella sala d’attesa dell’aeroporto militare di Pisa in attesa che un mezzo militare lo riportasse nella sua base madre. Non ha avuto neanche la colazione o qualche collega che gli dicesse “bentornato”. Che miseria!!

Mi chiedo se questo trattamento sia riservato al personale di qualsiasi grado.

Per farla breve, la sensazione è che “sei buono fino a quando servi”; quando non servi più, te ne vai con un ben servito ovvero un bel calcio nel sedere mentre chi fa carriera seduto comodamente in una poltrona in pelle negli uffici romani non deve preoccuparsi di niente perché il sistema militare è premiante solo per chi arriva in alto. Anzi più in alto vai e più privilegi otterrai, incluso livelli stipendiali tra i più alti al mondo.

Digitate su GOOGLE “US Military pay scale” e guardate quanto guadagna il capo di SMD americano responsabile di 1,8 milioni di uomini ed un budget militare più alto di tutta l’unione europea messa insieme ed operazioni militari in tutto il mondo e nello spazio. Complessivamente non arriva a 240 mila dollari l’anno lordi.

Dalle notizie diffuse recentemente il Capo di SMD italiano guadagna circa 480 mila euro annui che in dollari fa quasi 600 mila lordi. Se qualcuno conosce situazioni migliori di quella italiana, ce lo faccia sapere.

Ministro Di Paola, lei ha ricoperto tale incarico per 4 anni (secondo solo all’Ammiraglio Venturoni 5 anni) guadagnando ad occhio e croce nel periodo poco meno di 2 milioni di euro lordi e ricevendo una liquidazione INPDAP vicina se non superiore al milione di euro.  Tutto questo sembra finanziariamente e moralmente sostenibile.

Il reddito di un Luogotenente anzianissimo mediamente gira intorno ai 35/40 mila euro annui lordi (35/45 se carabiniere o finanziere o poliziotto) e percepisce una liquidazione di circa 80.000 euro dopo 40 anni. (siamo molto lontani dal suo milione). Tutto questo fa gridare allo scandalo ed alla insostenibilità finanziaria.

Ora, da cittadina italiana mi pongo il problema morale di sapere se mio marito (e quindi anche la mia famiglia che vive con i suoi soldi, per cui mi sento parte in causa) e’ un peso sostenibile per lo Stato e quindi vorrei porre alcune domande al Ministro Di Paola per conoscere la sua opinione al riguardo:

1) Ancorché’ legittimamente percepiti, quando era in servizio ed incassava questi assegni da 30/40 mila euro lordi al mese (10 volte lo stipendio di un Luogotenente), non si chiedeva se quella spesa fosse sostenibile?

2) Nella sua vita lavorativa lei ha versato a spanne contributi pensionistici per circa 600.000 euro (incluso le quote a carico del datore di lavoro), quindi per due, massimo tre anni la sua attuale pensione provvisoria le viene pagata con i suoi stessi contributi. Dal 3/4 anno in poi, toccherà al popolo dei contribuenti italiani per legge accollarsi tale onere. Considerata la sua attuale aspettativa di vita, si è chiesto quanto costerà al paese nei prossimi 25 anni? (circa 7.500.000 di euro) Ritiene che questo sia il suo giusto “benservito” per gli alti servigi da lei resi alla nazione? Pensa che questa spesa sia sostenibile o andrebbe tagliata per riequilibrare il budget dell’INPDAP (ora INPS)?

3) Ritiene equamente proporzionato il milione di euro che le ha legalmente “liquidato” l’INPDAP rispetto al sua contribuzione? E’ una spesa sostenibile o andrebbe tagliata in futuro per riequilibrare il budget dell’INPDAP?

4) Quando Lei incontrava il Capo di SMD Americano, si chiedeva perché l’America ricca ed opulenta non fosse altrettanto generosa nei confronti del suo alter ego pur avendogli addossato ben più enormi responsabilità su scala mondiale?

5) Immagino che lei sappia quanto costano I capi di stato maggiore delle forze armate (capo di SMD, il Direttore nazionale armamenti, il capo dell’esercito, della marina, dell’aeronautica, dei carabinieri, della polizia, della polizia penitenziaria, della finanza, del corpo forestale – notizie rese pubbliche recentemente)

Complessivamente un manipolo di super privilegiati, sicuramente all’altezza dell’incarico che ricoprono costano alle casse dello stato ed agli italiani qualcosa come 6 milioni di euro l’anno. L’equivalente di 150 Luogotenenti a 40.000 euro annui o di 300 graduati a 20.000. Ritiene tutto questo moralmente accettabile e finanziariamente sostenibile?

6) Direbbe agli italiani ed ai militari che intende mandare a casa, se ha intenzione di avallare l’estensione dei super benefici di vertice anche ai vice e sotto capi come da tempo si sta cercando di fare? Forse non e’ il momento adatto. Vero?

Signor Ministro, mi piacerebbe conoscere la sua opinione al riguardo e per favore ci chiarisca perché’ intende risolvere l’annoso problema del budget principalmente mandando a casa mio marito e tanti come lui con una buonuscita ridotta, con una pensione ridotta e non più agganciata al costo della vita, con 2 figli ancora studenti e futuri disoccupati. Dobbiamo considerare questo il benservito riservato ai comuni mortali per gli alti servigi resi alla nazione?

Al contrario, Lei porta a casa oltre 300 mila euro di pensione come da lei stesso dichiarato (frutto degli ultimissimi anni di servizio ad altissima remunerazione) che la mette comodamente al riparo da ogni crisi economica. Lei può permettersi di far studiare i suoi figli nelle migliori università mondiali (se non l’hanno già fatto) e certamente non conosceranno mai un giorno di disoccupazione, lei potrà continuare ad andare a sciare e poco importa se la benzina arriva a due euro al litro. Ovviamente potrà farlo in compagnia del gruppo di cui sopra.

Volendo applicare la strategia da lei indicata al nostro più modesto budget familiare e chiudere tutti i mesi a pareggio, dovremmo tra un po’ mandar fuori di casa i nostri due figli perché sono già sull’orlo della “insostenibilità’’. Considerata la progressiva diminuzione della nostra capacita di spesa (meno reddito + costo della vita) tra un po’ non potremo più permetterci di mantenerli agli studi o tenerli a casa da disoccupati. Cosa mi consiglia?

Signor Ministro, non vorrei esserle sembrata populista e non sto dubitando della sua onestà intellettuale e dalle sue buone intenzioni, ma devo capire da che pulpito viene la predica. Trovo onestamente difficile da digerire l’amara medicina che lei sta prescrivendo agli uomini che l’hanno e continuano a servirla che invece da lei si aspettavano ben altri riconoscimenti. Le sue proposte “salva budget” sono sicuramente ragionate, convincenti, ben articolate e dettagliate come mi dicono sia suo stile, ma ho trovato quantomeno insufficiente aver dedicato meno di 2 righe alle tiepide raccomandazioni da lei fatte al parlamento per la tutela del personale che sarà colpito dalla ristrutturazione.

Non avrei mai pensato che mio marito potesse cadere vittima di un algoritmo o di una formula (50/25/25 a lei tanto cara) piuttosto che per le mani dei talebani che ha combattuto pensando che loro fossero il nemico.

Nonostante tutto le garantisco che mio marito continuerà a fare il suo dovere fino alla fine come ha sempre fatto, perché quella divisa che a breve lei chiederà di appendere in armadio, proprio non riesce a togliersela di dosso e glielo dico io perché anch’io sono stata militarizzata per più di trent’anni ed ho condiviso con lui quasi tutte le sue gioie e sofferenze incluso quelle che verranno.

Cordialmente.

Army’s Wife

Fonte: ForzeArmate.org

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