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Missioni Militari all’Estero: Mi infastidisce fortemente scoprire come i cittadini non siamo sempre informati su cosa stanno facendo i nostri soldati nelle missioni militari all’estero. Delle volte, motivi politici oppure interessi economici, impediscono ai nostri rappresentanti di dire la verità e questo non va bene, soprattutto perché dovrebbe essere un diritto per i familiari dei soldati in missioni militari all’estero, conoscere esattamente il tipo di operazioni che si stanno realizzando.

Missioni Militari all’Estero: Libia

 

missioni militari all'estero

Militari Italiani in Libia - lettera43

Il capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare, generale Giuseppe Bernardis, ha rivelato recentemente che i bombardamenti dei jet italiani sulla Libia, in missioni militari all’estero,  sono stati tenuti nascosti per motivi politici, nello specifico, il militare considera che i motivi sono la critica situazione politica che attraversava e attraversa ancora l’Italia.

La Guerra in Libia, della A alla Z.Missioni Militari all’estero.

Le missioni militari all’estero, nello specifico quella in Libia è durata sette mesi, dal 19 marzo al 31 ottobre 2011, e durante questo tempo, secondo il generale Bernardis,”è stata fatta un’attività intensissima che è stata tenuta per lo più nascosta al padrone vero dell’Aeronautica Militare, che sono gli italiani, per questioni politiche, per esigenze particolari. C’erano dei motivi di opportunità, ci veniva detto, e noi chiaramente non abbiamo voluto rompere questo tabù che ci era stato imposto. Questo è il motivo per cui questo volume, sulle missioni militari all’estero, in Libia, esce solo adesso, un anno dopo”.

Missioni militari all’Estero: cosa scopriamo oggi?

Sulla guerra in Libia, più di un anno dopo scopriamo che nessuno ha detto la verità. Infatti, oggi sappiamo che gli aerei dell’Aeronautica Italiana hanno realizzato, in sette mesi, quasi 2.000 sorite, per un totale di 7.300 ore di volo.

Missioni Militari all’Estero: Ci sono state circa 456 missioni di bombardamento reale autorizzate dal governo di Silvio Berlusconi, la prima il 28 aprile, nell’area di Misurata.
Questi bombardamenti sono solo quelli di “attacco al suolo contro obiettivi predeterminati” (310) e quelle di ”neutralizzazione delle difese aeree nemiche” (146), senza contare gli ”attacchi a obiettivi di opportunità”, il cui numero è stato minore. Il capo di stato maggiore ha sottolineato ”con orgoglio” il contributo ”di primordine” fornito dall’Aeronautica, che nelle missioni Odyssey Dawn e Unified Protector ha schierato nella base di Trapani cacciabombardieri F16, Eurofighter, Tornado e Amx, oltre ad altri velivoli, impiegandone fino a 12 nella stessa giornata. Un apporto fondamentale per la buona riuscita delle operazioni a guida Nato e che e’ stato fornito ”senza incorrere in alcun incidente e senza causare danni collaterali”.
Bernardis riconosce nel libro il suo dispiacere per “ non aver potuto, operazione durante, fornire all’opinione pubblica un resoconto puntuale, delle missioni militari all’estero e del nostro operato, per evitare ogni possibile strumentalizzazione. Questo volume colma in parte quel vuoto”.
Fonti: Ansa / Analisi Difesa

 

 

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