Progetto El Alamein: continuano le missioni

8 settembre 2012 posted by Staff
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Fonte: Congedati dal Folgore

Dopo le ferie estive ripartono le missioni del progetto El AlaMein della folgore, nato nel 2008 con l’intento di studiare, documentare e preservare il Campo di Battaglia di El Alamein anche attraverso la realizzazione di un Sistema Informativo Geografico (GIS).
Le missioni iniziarono nel 2010 dopo la sigla del protocollo d’intesa tra la Società Italiana di Geografia e Geologia Militare (SIGGMI), The El Alamein Project (Università di Padova), la Testata Telematica www.CongedatiFolgore.com, l ’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (ANPdI) ,con lo scopo di rilevare e le posizioni italiane nel deserto egiziano.

 
Le missioni sono formate da squadre di volontari, paracadutisti, sotto il coordinamento di un responsabile scientifico Siggmi e di un paracadutista del sito congedatifolgore.com o dell’ANPdI. La partecipazione quindi è aperta a tutti, senza particolari vincoli di prestanze fisiche oltre a un forte spirito di adattamento.
Da settembre poi saranno diverse le occasioni nelle quali servirà assistenza per i gruppi che piuttosto numerosi in visita in quei luoghi.

 

 

Nel dettaglio:
-    Dal 20 al 23 settembre verranno posti tre ceppi donati dai parà del 187^ Reggimento e verranno eseguiti lavori di manutenzioni del Parco Museale; tali lavori sono stati programmati in previsione del pellegrinaggio dell’Anpdi
-    La prima settimana di ottobre saranno una trentina di paracadutisti di Como che partiranno per l’Egitto alla volta del Parco museale;
-    Dal 7 al 14 ottobre grazie all’assistenza dei geologi  si svolgerà la missione più impegnativa con oltre 500 soci Anpdi che per una settimana verranno suddivisi in gruppi e accompagnati lungo percorsi già elaborati dal SIGGMI;
-    La data del 20 ottobre avrà un sapore del tutto celebrativo; avrà infatti luogo la staffetta dei leoni/tedofori della folgore. La staffetta si svolgerà il 19. Dopo le celebrazioni del 20 sono state organizzate alcune gite al Parco e al Fronte per poi ripartire in data 21.
-    Il 27 ottobre, anche se la data rimane da confermare, a Livorno si svolgerà il grande Raduno celebrativo dell’ Anpdi per il suo 70^ anniversario; per l’occasione viene richiesto l’abbigliamento delle missioni.

 

 

La traccia che ogni missione lascia nel cuore di chi la compie è indelebile sia per l’esperienza storica che si vive che per l’emozione di rivivere seppure per breve tempo e in circostanze differenti, i disagi e le difficoltà quotidiane di coloro che in quell’aspro territorio passarono mesi interi.
Quella che vi riportiamo qui sotto è la descrizione poetica lasciata da un militare che descrive la mentalità e l’orgoglio con cui i partecipanti affrontano il progetto El AlaMein e quale entusiasmo sia necessario per vivere questa esperienza appieno.

“Duemila anni fa, un uomo si ritira nel deserto. Il cibo, l’acqua, le necessità prime del Suo corpo sono l’ostacolo alla comprensione profonda della Sua anima.
Viene tentato dai beni effimeri e dalle voluttà della città a fare ritorno, a scappare dal caldo, dalla fame dalla sete che gli martoriano i sensi.
Lì, nel deserto, trova se stesso e sceglie.
(…)
 Alcuni uomini, ieri, nel deserto, subiscono le stesse vessazioni fisiche: la fame, la sete, le mosche, le bombe, le schegge, la paura.
Sono tentati di mollare tutto, darsi malati, accettare le licenze per gli esami universitari, la raccomandazione di un generale onde fuggire da quell’inferno in terra.
Lì, nel deserto, alcuni uomini trovano se stessi e scelgono.
Scelgono liberamente di non mollare e di donare la propria vita ai propri compagni, ai i propri cari, alla propria Patria, l’Heimat come il Calvario.
Risorgono.
Risorgono a Squadre, risorgono a Plotoni, risorgono a Compagnie, risorgono a Battaglioni, risorgono a Reggimenti inquadrati, novelli angeli, nelle Legioni Celesti di San Michele Arcangelo.
Nel deserto morale pieno di tentazioni materiali che sono le nostre vite, ogni uomo si confronta con la propria anima ed è chiamato a decidere: scappare, schiavo delle proprie paure, o rispondere, da uomo libero, a quel grido che arriva da Quota 33:
FOLGORE! ”.

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