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Buone notizie per gli appartenenti all’ Esercito Italiano!!!!

La Camera dei deputati ha accolto un Ordine del giorno dell’ on Maurizio Turco – su proposta del PDM – che ha ribadito la volontà del legislatore nel rimarcare la gratuità del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica in sede consultiva (articolo 57 della legge 21 novembre 2000, n. 342) e ha impegnato il Governo nei casi di trasposizione dalla sede consultiva a quella giurisdizionale “a valutare, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, la possibilità di ridurre il versamento per il contributo unificato relativo al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica”.

 

L’Ordine del Giorno dice, testualmente che, “il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è un rimedio extra-ordinem e alternativo a quello giurisdizionale, secondo cui, qualora si presenta ricorso all’uno, è esclusa la possibilità di presentarlo nell’altra sede in particolare:

 

a) il procedimento per ricorso straordinario è scritto e a contraddittorio imperfetto, in quanto:

la parte non deposita il ricorso direttamente al Consiglio di Stato (tranne il caso di inerzia dell’amministrazione), ma deve attendere il deposito da parte dell’amministrazione;

la vigente normativa non consente che la parte ricorrente, o il difensore della parte stessa, siano sentiti personalmente atteso che per le adunanze delle sezioni consultive del Consiglio di Stato valgono le disposizioni dell’articolo 49, comma 1, del regio decreto 21 aprile 1942 n. 444, secondo cui «gli affari sui quali è chiesto parere non possono essere discussi con l’intervento»;

non è formalmente previsto che le controdeduzioni dell’amministrazione siano portate a conoscenza del ricorrente e che questo possa presentare repliche e memorie;

non è previsto che la data dell’adunanza sia comunicata alle parti, che non possono parteciparvi;

l’adunanza di decisione, sia della domanda cautelare, che del merito, non è pubblica e non consente la partecipazione nemmeno delle parti e loro difensori;

non è previsto che il parere istruttorio dei Consiglio di Stato e gli adempimenti dell’amministrazione siano portati a conoscenza del ricorrente;

non è previsto, in caso di rilievo di ufficio di cause di inammissibilità, irricevibilità improcedibilità, sia acquisita memoria del ricorrente;

 

b) a tale contraddittorio imperfetto ha posto parziale rimedio la giurisprudenza consultiva:

 

in caso di deposito diretto presso il Consiglio di Stato, di ricorsi, istanze, memorie, documenti, le sezioni consultive dispongono la trasmissione di essi al Ministero competente, per le controdeduzioni del caso, e nel frattempo sospendono la pronuncia dei parere definitivo;

 

a fronte, pertanto, di istanze, atti, memorie, relativi a ricorsi già pendenti, gli stessi vengono inseriti nel relativo fascicolo, e istruiti con richiesta di deduzioni all’amministrazione;

 

a fronte di ricorsi nuovi, depositati direttamente al Consiglio, si applica estensivamente l’articolo 11, del decreto del Presidente della Repubblica n. 1199 del 1971, e si assumono i ricorsi nel ruolo degli affari consultivi della sezione;

 

quanto, poi, al più delicato problema di assicurare al ricorrente la conoscenza delle controdeduzioni dell’amministrazione, la giurisprudenza impone all’amministrazione di portare il ricorrente a conoscenza delle proprie controdeduzioni e documenti solo se c’è una istanza in tal senso proveniente dall’interessato;

 

dopo l’entrata in vigore della legge n. 241 del 1990, si è osservato che seppure non vi è un puntuale obbligo in tal senso nel decreto del Presidente della Repubblica n. 1199 del 1971, tuttavia dalla legge n. 241 del 1990 discende il principio dell’accessibilità dei documenti amministrativi. Pertanto, se c’è richiesta dell’interessato, e non vi sono casi di segreto previsti dall’ordinamento, l’amministrazione deve mettere a disposizione dei ricorrente le proprie deduzioni e i documenti su cui si fondano;

 

se l’amministrazione non ha già provveduto sull’istanza del ricorrente, la sezione consultiva ordina all’amministrazione di portare a conoscenza dei ricorrente le controdeduzioni e documenti, fissando anche il termine entro cui il ricorrente pub presentare repliche e documenti, ovvero articolare motivi aggiunti;

 

il Consiglio di Stato ha infatti affermato che il ricorrente in sede straordinaria che lo richieda espressamente, ha diritto di prendere visione della relazione inviata dall’amministrazione riferente, degli atti dell’istruttoria e degli altri documenti contenuti nel fascicolo inviato dall’amministrazione ai Consiglio di Stato per il parere;

 

le pronunce più recenti scandiscono la tempistica del contraddittorio, assegnando un termine all’amministrazione, un ulteriore termine al ricorrente per la presentazione di memorie, documenti, motivi aggiunti, nonché un ulteriore termine all’amministrazione per le sue repliche (Cons. St., sez. III, 15 maggio 2007 n. 463; Id., sez. III, 6 febbraio 2007 n. 4336/2006);

 

c) anche le soluzioni proposte dal Consiglio di Stato appaiono imperfette, perché sarebbe necessario portare il ricorrente a conoscenza di deduzioni e documenti dell’amministrazione in ogni caso, e non solo su sua richiesta in quanto più che un vero e proprio contraddittorio, proprio del processo, si realizza invece un accesso a documenti, proprio del procedimento amministrativo. E, invero, l’accesso opera solo su istanza di parte, il contraddittorio opera ex lege e di ufficio;

 

Per leggere il documento completo fai click!

 

Fonte: forzearmate

 

 

 

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