Militari e politica: una relazione complicata

7 maggio 2012 posted by Staff
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Nella nostra costituzione, all’articolo 98 viene sancito che “si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero ”.
Seppure questa norma lascia poco spazio all’interpretazione, una vera e propria normativa che vieti al personale militare l’iscrizione a un partito politico non è mai stata emanata.

 
Ciò che invece viene puntualmente fatto a ogni accenno di elezioni, a qualunque livello purché politiche, è ribadire tramite circolari ad hoc che “ai militari è vietato partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni e organizzazioni politiche, nonché svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati a elezioni politiche e amministrative ”.
La citazione appena fatta riguarda proprio l’ultima circolare in ordine di tempo emanata lo scorso 3 maggio in occasione delle elezioni amministrative che si sono svolte di diversi comuni italiani.

 
In realtà fino a qui nulla di strano. Se non fosse che il 24 febbraio scorso con il decreto legislativo num. 20 questa norma è stata specificata e circoscritta, cambiandone di fatto l’applicabilità. Al comma 2 dell’articolo 1350 infatti viene definito che tale divieto riguarda circostanze particolari, ovvero:
-    Militari in servizio o che si trovano in luoghi militari
-    Militari in uniforme
-    Militari che in servizio si rivolgono ad altri militari in uniforme

 
Se si tratti di una banale dimenticanza o di una volontaria omissione non possiamo certo dirlo. Di sicuro la storia insegna che i vertici in divisa non amano mischiare ideologie politiche con il proprio corpo di appartenenza, ritenendo questa unione pericolosa e potenziale fonte di problemi, dimenticando però che anche i militari, a qualunque livello, prima di indossare una divisa, sono nudi e semplici cittadini e come tali hanno diritto a svolgere i loro compiti civili, che includono anche l’esercizio della preferenza politica attiva e passiva.

 

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