Vota Questo Articolo

L’allarme lo lancia direttamente il capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Claudio Graziano, denunciando il preoccupante aumento “di alcuni comportamenti negativi che denotano un inequivocabile ed intollerabile allentamento di quella tensione morale che deve essere il tratto distintivo di ogni militare (…) la disciplina, l’integrità morale e lo spirito di Corpo sono gli aspetti che costituiscono i cardini della nostra identità di soldati”.

 

 

È con queste parole che il generale richiama i comandanti affinché esercitino un controllo più pressante sui proprio sottoposti, arginando così il problema oramai conclamato dell’uso e dell’abuso di droghe e alcol tra i militari.

 

Ma la droga nel mondo militare è anche un vero e proprio nemico da cui difendersi come si legge in un rapporto dell’intelligence statunitense divulgato da un funzionario del The Daily Beast che definisce “arma tattica” di Talebani e seguaci di Al-qaeda, l’impiego di eroina per inficiare la professionalità dei marines a un costo bassissimo, tenuto conto delle infinite riserve esistenti, e ottenendo certamente un risultato soddisfacente.

 

L’uso e l’abuso di droghe tra il personale dell’esercito risale alla guerra in Vietnam e si chiamava eroina. Fu allora che vennero lanciati i primi moniti dal Congresso Americano che sfociarono poi nel 1984 nella strategia nazionale per la prevenzione di abuso e traffico di droga, voluta dall’allora presidente statunitense Ronald Reagan.

 

Anche i russi ebbero lo stesso problema nella guerra in Afghanistan che vide tornare in patria soldati tossicodipendenti per una percentuale che si aggirava intorno al 20%.

 

Seppure scontato è bene ricordare che l’utilizzo di stupefacenti è dannoso anche qualunque civile, non solo per il personale militare. Va però sottolineato che gli effetti e le alterazioni fisiche e psicologiche che l’abuso di droghe provoca, su una professione così delicata come quella del soldato possono avere conseguenze drammatiche, talvolta letali.

 

L’uso di sostanze stupefacenti infatti provoca un aumento dell’energia, irrequietezza, disorientamento e confusione: tutte reazioni che in un militare nello svolgimento dei propri compiti possono avere effetti devastanti; pensiamo a un cecchino o a un pilota o ancora a una vedetta.

 

Paradossalmente però l’uso di droga è più alto tra i soldati che si trovano in scenari di guerra particolarmente complessi o in situazioni di pericolo e tensione costante; nel lungo periodo però  tale abuso si trasforma in molti casi in sindrome post traumatica da stress, una vera e propria malattia, flagello per moltissimi veterani.

 

Fonte: Italiaoggi, La Stampa

 

Share and Enjoy


Leave a Reply