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Nuovo colpo nel caso dei due marò trattenuti in India, accusati dell’omicidio di due pescatori indiani il 15 febbraio scorso. Il tribunale del Kerala ha deciso ieri di respingere la richiesta, dei legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, di tradurre gli atti del processo dall’inglese all’italiano. I giudici hanno giustificato il diniego precisando che i legali di Latorre e Girone (che sanno solo l’italiano) conoscono l’inglese, lingua usata dalla giustizia indiana, e anche il malayalam, l’idioma del Kerala.

 

Secondo ha comunicato l’agenzia stampa ANSA, il Ministero della Difesa ha già risposto a questa decisione del tribunale indiano in quanto considera che si tratta di una scelta che ”va contro il diritto universalmente riconosciuto di poter aver accesso agli atti processuali tradotti nella lingua degli imputati. Viene così impedito il legittimo esercizio alla difesa da parte di Latorre e Girone: principio base di ogni Stato di diritto”.

 

L’udienza prevista ieri è stata rinviata, di nuovo, di una settimana. Il Ministero della Difesa ha assicurato che  la richiesta di traduzione sarà avanzata alla Corte Suprema di New Delhi, il massimo organo giudiziario indiano, dove tra due giorni è prevista una audizione in merito al ricorso sull’applicabilità delle leggi indiane al caso dei due marò.

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