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“Ai posteri l’ardua sentenza”. Grazie al Ministro Terzi e a tutto il suo staff. Finalmente un primo successo tangibile della nostra DIPLOMAZIA ma soprattutto un grande regalo alle famiglie dei nostri fucilieri. Si, perché in questo momento di sentimenti contrastanti la cosa più importante è che i nostri PATRIOTI riabbraccino i loro cari. Però se loro vanno lasciati fuori dal tormentone espresso nel titolo, noi, in quanto italiani, dobbiamo porci l’interrogativo.

 

Davvero la nostra credibilità di nazione, di paese democratico (cosa non da tutti) ha il valore di 826.000 Euro? E’ solo una cauzione di un processo unilaterale? Non è credibile l’ipotesi di un muro di ostracismo al momento del rientro in India dei PATRIOTI, è quindi presumibile che gli accordi vengano rispettati, tanto che il ministro degli esteri si è anche impegnato per il rientro dei nostri militari. Napolitano si è pronunciato rivolgendosi alle autorità di Nuova Delhi: “Rispetteremo l’impegno d’onore preso”. Già, che atmosfera nel collegamento video tra le massime autorità militari e i nostri PATRIOTI di oggi 20 dicembre.

 

E’ emblematico, sembrava quasi che tutti indistintamente dovessero recuperare credibilità, tutti lì schierati. Cosa inaudita per la cronologia degli eventi di questa storia. Sicuramente questo passo è parte di un processo del quale non vediamo la strategia, lo voglio ben sperare. Sarebbe ben peggiore  aver ottenuto questa “licenza” per poi rifare la fine delle cavie da laboratorio, tornare ad elemosinare i propri diritti. Anche perché se, come io sono sicuro, i nostri PATRIOTI hanno agito nel pieno rispetto delle regole d’ingaggio è giusto che la loro innocenza sia dimostrata ed inconfutabile. Questa storia, qualsiasi epilogo la concluda, non verrà mai cancellata nella memoria di tutti i militari italiani.

 

Riecheggierà in ognuno di loro nel momento dell’assolvimento del loro compito istituzionale, molti verranno condizionati e non svolgeranno con lucidità in quei pochi attimi il proprio operato. Di certo, le strade della diplomazia sono lastricate di mezzi, spesso non proprio lineari per l’uomo comune. Non dimentichiamo i sequestri avvenuti in zone di guerra dove gli intermediari erano di ben altra natura, non dimentichiamolo come sembrano averlo fatto addirittura le vittime stesse dei sequestri! Le stesse vittime che adesso sputano sentenze senza processo! Li vogliamo in Italia come uomini liberi, e non come nostri delinquenti che riusciti a sparire in alcuni paesi compiacenti, si sottraggono alla giustizia. Parliamo di nostri militari, colpevoli di aver fatto solo il loro dovere per il quale erano stati comandati, e non di delinquenti.

 

Foto: difesa.it

 

Articolo scritto da Gunny

 

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