Marò: Basta prese in giro, li vogliamo a casa!

9 agosto 2012 posted by Staff
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Non c’è proprio niente da fare, l’India ha il potere e mi viene da dire che l’Italia non ha la capacità necessaria per difendere, come si vorrebbe, i suoi soldati.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono ancora in India in attesa di processi e udienze che continuano ad essere rimandate. La questione sembra non avere mai fine, infatti ieri, era prevista un’udienza è anche questa è stata  sospesa e rinviata al 16 agosto.

La storia è iniziata il 15 febbraio scorso e io scrivo per non dimenticare, non vogliamo dimenticare, non vogliamo abbassare lo sguardo e non tolleriamo l’atteggiamento di chi accetta quello che non è giusto per stanchezza. Noi no.

Secondo Lettera43, durante la mini seduta di ieri, il rappresentante legale dello Stato Italiano ha chiesto l’interruzione del processo iniziato a Kollam contro i due marò che, sono accusati per l’omicidio di due pescatori indiani ai quali avrebbero scambiato per pirati.

 

Leggi Indiane vs leggi italiane

 

foto: ridateci i nostri leoni

Fin dall’inizio, l’India ha manifestato la sua volontà di applicare le leggi indiane nel caso dei due marò, ed è per questo motivo che i due fucilieri del San Marco sono ancora trattenuti in India. Questo però è un punto importante di disputa, in quanto l’incidente è accaduto a 20 miglia nautiche dalla costa del Kerala, ben al di fuori del limite del territorio indiano (che è di 12 miglia).  In questo senso, si tratta di acque internazionali e dovrebbero essere applicate le leggi italiane (nazionalità di Girone e Latorre), come difende l’avvocato dei marò.

 

Come supporto a questa tesi, il legale ha mostrato un documento del 1983 in cui New Delhi chiariva la propria competenza nella cosiddetta «zona economica esclusiva», che è la fascia di mare fino a 200 miglia al di fuori delle acque territoriali in cui uno Stato può esercitare la propria sovranità, ma limitatamente allo sfruttamento delle risorse naturali come nel caso della pesca.

 

È proprio per questo motivo che è stata sospesa la seduta di ieri. L’avvocato dello Stato Indiano, una volta ascoltata la tesi della difesa italiana, ha chiesto una settimana di tempo per replicare.

 

D’altra parte, la legale indiana si è però opposta alla sospensione del processo a Kollam, come chiesto dalla squadra legale italiana in considerazione del fatto che la questione è già all’esame dell’Alta corte del Kerala nell’udienza del 9 agosto. La seduta riguarda il ricorso italiano sul rifiuto di tradurre nella lingua italiana i capi di imputazione a carico di Latorre e Girone, poiché i due non sanno l’inglese.

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