Marò detenuti in India: oggi udienza (in teoria)

17 luglio 2012 posted by Staff
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foto: lettera43

Oggi in teoria ci dovrebbe essere un’udienza nella vicenda dei due marò italiani arrestati da più di cinque mesi in India accusati di omicidio. Questo passaggio giudiziario era previsto per il 10 luglio ma è stato rimandato ad oggi.

D’altra parte, l’Italia ha presentato un ricorso alla Corte Suprema, in India, per esigere l’applicazione del diritto internazionale a questa vicenda. Secondo l’agenzia stampa indiana Pti, questo ricorso ha come obiettivo bloccare il processo e riportare a casa i due fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

I rappresentanti legali dei due soldati contestano, con il ricorso, la sentenza emessa dall’Alta Corte del Kerala lo scorso 29 maggio in cui si ribadiva la competenza dell’India a giudicare il reato avvenuto lo scorso 15 febbraio in acque internazionali e a bordo di una petroliera italiana.

Si tratta del secondo ricorso pendente alla Corte Suprema in questo caso. Nel primo appello, aggiornato al prossimo 26 luglio, si contesta la legittimità costituzionale dell’operato delle autorità del Kerala per quanto riguarda l’arresto e l’incriminazione dei marò.

 

Gli indiani con i marò

Sono circa 200.000 gli immigrati indiani, abitanti in Italia, a firmare una petizione per liberare i marò. Il presidente della comunità porterà la petizione in patria la prossima settimana: “Vogliamo un lieto fine nella vicenda dei marò e per questo abbiamo deciso di intervenire”, queste sono le parole di alcuni degli indiani che vivono in Italia. Secondo pubblica Il Giornale. “La nostra richiesta è di fermare il processo e trovare un accordo extragiudiziale per riportare in Italia i Marò”.

Riguardo al processo giudiziale, gli indiani considerano che “va sospeso dichiarando che il governo e la magistratura locali sono incompetenti su un caso del genere. E nel contempo la Corte suprema deve invitare il governo indiano a trovare un accordo con l’Italia per chiudere amichevolmente la faccenda evitando incidenti diplomatici”.

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