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La Corte Suprema di New Delhi ha ammesso un ricorso per incostituzionalità nella detenzione dei due soldati italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, per uccidere presumibilmente due pescatori indiani il 15 febbraio scorso nello stato indiano del Kerala.

 
Con questa ammissione, il giudice prende in considerazione la richiesta del governo italiano di processare i due marò in Italia in quanto la vicenda è accaduta in acque internazionali. Il prossimo 8 maggio, il governo indiano dovrà comparire davanti al giudice, per giustificare l’arresto. Un soffio di speranza in una situazione piuttosto complicata, in quanto dal 15 febbraio scorso i due soldati italiani sono prigionieri e questa carcerazione è stata sempre dilazionata. Infatti, dal lunedì prossimo si prevede che il giudice istruttore di Kollam estenda di altre due settimane la carcerazione preventiva dei due marò. Sarà l’ultima volta perché il 14 maggio si esauriscono i tre mesi di fermo di polizia.

 
Secondo l’agenzia Ansa, gli avvocati dei due marò hanno accolto le ultime novità con soddisfazione. “Ci trovavamo davanti a tre possibilità: che i giudici respingessero ‘ad limina’ la richiesta; che dicessero che era legittima ma che bisognava comunque attendere la fine dell’iter dell’Alta Corte del Kerala; o ancora, come è successo, che riconoscessero che la sostanza del ricorso meritava un immediato esame”.

 
L’avvocato sostiene che il governo del Kerala non è competente nel caso della Lexie perché rientra nell’ambito del diritto internazionale e delle convenzioni dell’Onu. Il legale ha poi ricordato che il reato è avvenuto in acque internazionali e, per questo, processare i due soldati italiani è competenza delle autorità giuridiche italiane.

 

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