Marò arrestati: India continua ad incassare

2 maggio 2012 posted by Staff
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Il magistrato di Kollam ha fissato per l’11 maggio un nuovo step nella vicenda dei marò italiani prigionieri in India da quasi tre mesi. Le decisioni sono sempre rimandate e, pur non avendo presentato neppure una prova per l’accusa dei due soldati, il tribunale ha rinnovato per altri 14 giorni la carcerazione preventiva Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Leggendo un articolo stamattina su questa vicenda, mi viene da pensare che il governo indiano pretende incassare soldi dal governo italiano: d’una parte, il proprietario della petroliera Enrica Lexie a bordo della quale viaggiavano i marò arrestati, ha pagato  450 mila euro di cauzione per poter liberare la nave. D’altra parte, le famiglie dei due pescatori uccisi il 15 febbraio scorso incasseranno più di 300 mila euro da parte del governo italiano per quello che è accaduto.
In questo modo ci sono accordi con il proprietario del peschereccio e con le famiglie dei pescatori morti. Non ci sono prove a carico dei nostri marò ma loro sono in carcere.
Secondo ha pubblicato Libero Quotidiano, la Corte suprema indiana ha contestato gli accordi di conciliazione durante l’esame del ricorso sul rilascio della petroliera Enrica Lexie all’àncora nel porto di Kochi. Due giudici, R.M Lodha e H.L Gokhale, hanno definito gli accordi ratificati dall’Alta Corte del Kerala come “una sfida al sistema giudiziario indiano” e un atto “non ammissibile che deve essere annullato”. Queste dichiarazioni riguardano la volontà sia del governo italiano che del governo indiano di processare i due soldati italiani.

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