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Foto: Reuters

I marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, passeranno altri 14 giorni in carcere, su ordine del magistrato di Kollam in India. I due soldati sono stati arrestati il 20 febbraio scorso per aver ucciso due pescatori indiani ai quali ritenevano essere pirati. Da quel momento i due militari italiani sono in carcere, prigionieri nello stato di Kerala, dove cittadini e autorità hanno dimostrato nei giorni scorsi di essere abbastanza anti italiani.
I due militari, reclusi da una settimana nella prigione centrale di Trivandrum, erano stati arrestati il 20 febbraio. Oggi pomeriggio, all’Alta Corte del Kerala, a Kochi, è prevista l’ultima udienza per il ricorso italiano in cui si contesta l’applicazione delle leggi indiane in acque internazionali e contro militari in servizio antipirateria.
Le autorità pretendono processare i militari arrestati in India perché le due vittime sono indiante, ma il governo italiano e la Unione Europea mantengono che si tratta di un caso internazionale perché è successo in acque internazionali. In questo senso, esigono al governo indiano la trasferta dei due militari italiani per essere processati in Italia.
Ma qual è il motivo per il quale bisogna attendere ancora una decisione della magistratura indiana?
Alcuni giornalisti e rappresentanti politici considerano che il governo locale di Kollam sta utilizzando il caso per la sua campagna elettorale. Ma non solo, ci sono altri punti sui quali non c’è trasparenza, ad esempio il motivo per il quale la magistratura del Kerala si rifiuta di far eseguire le autopsie sui cadaveri dei due pescatori uccisi, delitto di cui sono accusati i soldati italiani?
Le relazioni tra l’Italia e l’India non stanno attraversando il momento migliore, ma le aziende italiane stano lavorando molto nel paese asiatico negli ultimi anni per cui si potrebbe anche pensare che la vicenda dei due marò nasconde interessi anche economici.
Se tra 15 giorni i due militari italiani non verranno liberati, forse il governo Monti dovrà prendere decisioni sulle priorità da salvaguardare: l’economia delle aziende italiane  o la dignità degli italiani.

 

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