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Il governo di New Delhi considera che il ricorso presentato alla Corte Suprema, da parte del governo italiano, sull’arresto dei due marò italiani il 15 febbraio scorso è illegittimo. Secondo l’agenzia di notizie Ansa, fonti del governo indiano hanno affermato in tv che ”la petizione dell’Italia non è ammissibile perché soltanto i singoli e non gli Stati possono rivolgersi alla Corte Suprema nel caso di violazioni di diritti umani’‘ è scritto in un ”affidavit” richiesto dai giudici nella precedente seduta del 23 aprile.

In questo senso il governo indiano chiede alla Corte di rifiutare il ricorso. Il governo italiano ha appellato il processo in quanto la vicenda è accaduta in acque internazionali e quindi, non possono essere applicate le leggi indiane. ”L’applicazione del codice penale indiano si estende fino all’area di 200 miglia nautiche dalla costa e quindi il Kerala ha diritto a perseguire i due militari” si legge nella tesi degli avvocati italiani. Il limite indicato è quello della Zona Economica Esclusiva, la fascia di mare in cui lo Stato costiero ha diritto a sfruttare le risorse economiche, come la pesca.

Secondo lo stesso documento, si tratta di un caso che concerne due Stati sovrani e non il Kerala che non ha quindi ”locus standi”, cioè diritto di azione per giudicare i due fucilieri italiani.

 

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