Marina Militare: il Capo di Stato avverte del rischio sull’operatività dell’istituzione 4.00/5 (80.00%) 1 Vota questo articolo

Sulla Spending Review, parla la Marina Militare.
Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, considera che è stato raggiunto il limite in quello che riguarda risorse e tagli. Sotto di questo livello, secondo l’ammiraglio, non è possibile scendere in quanto sarebbe rischioso per l’operatività della propria istituzione. “Noi auspichiamo fortemente che il ddl delega presentato dal ministro Di Paola sia approvato rapidamente dal Parlamento e diventi operativo per poter poi intervenire in maniera sistematica sull’organizzazione, su tutta la struttura dello strumento militare, per renderlo sostenibile”.
Il rappresentate della Marina lamenta che oggi lo strumento militare “non è più sostenibile” e in questo senso aggiunge che l’unica soluzione per migliorare “è ridurre le spese per il personale e di destinare quello che rimane all’addestramento e alla manutenzione dei mezzi in servizio. La spending review – osserva – è un anticipo della legge delega per quanto riguarda le forze armate, quindi non ci preoccupa più di tanto. Quello che ci preoccupa sono i tagli intervenuti dal 2004 in poi”, che hanno messo a rischio ”la capacità di gestione day by day, l’addestramento, la manutenzione dei mezzi e l’efficacia dei nostri sistemi”.

 

 
 

Marina Militare: Missioni Internazionali a Rischio

La capacità della Marina Militare Italiana di essere competitiva nelle operazioni internazionali potrebbe essere a rischio se continueranno le riduzioni di risorse. “La qualità delle forze armate va sostenuta e lo stiamo facendo con l’addestramento degli anni precedenti. Se non potremo continuare questo trend – avverte Binelli Mantelli – noi decadremo di qualità e questo ci porterà fuori dalle missioni internazionali, da qualunque contesto internazionale”.
Alcune delle missioni all’estero che impegnano i nostri marinai sono le attività antipirateria, il mantenimento degli ordini in Afghanistan o le attività di sorveglianza nel Mediterraneo per questioni d’immigrazione clandestina.
Le previsioni della Marina Militare sono quelle di un aumento di lavoro grazie ad una maggior presenza nell’area dell’Oceano Indiano. “Il libero uso del mare – rileva l’ammiraglio Binelli Mantelli – è anche un elemento fondamentale di sostegno all’economia”.

 
 

La polemica dei caccia F-35

Per quel che riguarda la polemica dei cacciabombardieri F-35, l’ammiraglio Binelli Mantelli considera che si tratta di un investimento giustificato in quanto i velivoli serviranno per interagire con altri alleati e aumentare la capacità militare dell’Italia.
“Con l’acquisizione di una componente di F-35 a decollo corto imbarcabile sulla portaerei Cavour, noi ci poniamo in una condizione di interazione e sinergia europea. Questa capacità è importante, è chiaro che gli aerei costano ma saranno il segno di uno sviluppo di capacità che si protrarrà per i prossimi 40-50 anni”, sottolinea inoltre l’ammiraglio Binelli Mantelli, riferendosi al programma di acquisizione di 15 caccia F-35.
In questo senso avverte che una mancanza di queste risorse implicherebbe l’esclusione dell’Italia per assenza di capacità operativa. “Una capacità costosa ma nell’impiego è più efficace ed economica di altre tipologie, bisogna spendere risorse e mantenersi aggiornati, proprio per essere interoperabili con i nostri alleati”, dichiara il rappresentante delle Forze Armate.
 
 

Caso Marò trattenuti in India

L’ammiraglio Binelli Mantelli si è anche pronunciato sulla vicenda dei due marò italiani trattenuti in India, in attesa di giudizio per l’accusa di avere ucciso due pescatori indiani il mese di febbraio scorso. Si è mostrato ottimista e considera che “li rivedremo a casa, non so esattamente quando. La dilazione nel giudizio da parte di Delhi è un segno che interpreto in maniera parzialmente positiva”.
Inoltre, avverte che in questo caso, un atteggiamento negativo da parte dell’India potrebbe implicare delle conseguenze molto negative per quel che riguarda le missioni militari all’estero. “I militari devono essere tutelati dalle leggi e dal fatto che sono organi dello Stato mandati in missione per operare. Quindi i rischi che si corrono vanno gestiti dallo Stato di bandiera”.
Il rappresentante della Marina Militare lamenta le accuse di alcuni cittadini riguardo i marò: “Non sono d’accordo quando sento dire che ci siamo dimenticati dei Marò perché devo dire che non solo la Marina e la Difesa, ma tutto il governo è fortemente impegnato su questo problema. Credo che ci sia tutta una serie di interventi che sono stati messi in atto, in aderenza al diritto internazionale e alla convivenza pacifica tra le nazioni. E’ chiaro che non si può andare oltre certi livelli, spero che l’India sia consapevole di questo”.
 
 
Fonte: Adnkronos

 

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