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Foto: targatocn

“Il Governo deve ascoltarci”, questa è la richiesta di migliaia di poliziotti e appartenenti all’ Esercito Italiano che si sono manifestati ieri nelle varie città d’Italia per protestare contro le riforme previste per il governo nel sistema previdenziale e per difendere “la dignità e i diritti del personale di sicurezza”. Chiedono rispetto ed equità verso chi “mette la propria vita a servizio degli altri”, in questi termini parlava il Segretario Generale del Coisp (Sindacato Indipendente di Polizia), Franco Maccari.

 

La manifestazione generale è stata organizzata dai diversi sindacati di polizia ai quali si sono uniti i principali rappresentanti dei militari italiani perché considerano che con le misure che intende approvare il governo, tra le quali l’aumento dell’età per accedere alla pensione, le forze dell’ordine si vedranno “nelle condizioni di non poter difendere gli italiani. Con la sicurezza non si scherza, né si può pensare di sfornare provvedimenti ‘purché siano’ infischiandosene delle gravi conseguenze che possono avere. Noi non ci stiamo, ora basta giocare con le nostre vite e con i diritti dei cittadini, noi compresi”, segnala Maccari.

 

MANOVRA
Le previsioni del Governo sono innalzare il limite di età e ridurre la contribuzione figurativa per accedere alla pensione anticipata e, secondo i sindacati questa misura peggiorerà le condizioni di accesso alla previdenza. D’altra parte, i sindacati denunciano che con l’aumento dell’età pensionistica di poliziotti e militari diminuirà la sicurezza per i cittadini. Per questo motivo hanno dichiarato lo stato di mobilitazione.
Sulle pensioni, Maccari ha ricordato che quando il presidente del Consiglio ha presentato la manovra finanziaria ai sindacati di polizia ed agli Organi di Rappresentanza militare, ha dichiarato che avrebbe tutelato la specificità degli Operatori, ma adesso pare “proprio che il Governo intenda innalzare fino a tre anni il limite di età per accedere alla pensione di vecchiaia; innalzare il limite di età e ridurre la contribuzione figurativa per accedere alla pensione anticipata e, più in generale, determinare un peggioramento delle condizioni di accesso degli Operatori alla pensione”.
Il segretario del Coisp ha reiterato che con l’approvazione di questa riforma “si nega il meritato riposo a uomini e donne che durante anni di sacrifici hanno messo a dura prova il fisico e l’anima” poi ha segnalato che “stentiamo a credere che il Presidente Monti come anche il Ministro Fornero, dall’alto delle rispettive competenze, non arrivino a comprendere cosa significa essere un Poliziotto, portare tutta la vita una divisa che a volte ha il peso schiacciante di prove che si stenta a superare ed a sopportare. Siamo sgomenti – insiste Maccari – di fronte alla totale mancanza di umanità oltre che della superficialità con cui si mette ulteriormente a rischio la sicurezza di tutti, non riconoscendo l’assoluta particolarità del mestiere che svolgiamo e la conseguente specificità delle condizioni in cui operiamo e viviamo”.

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