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immagine: forzearmate.org

“Un gonfiore nella parte destra del collo per poi andare a ritroso alle missioni e agli sfottò ai militari americani e olandesi che nonostante i 40° erano vestiti con protezioni e maschere monofiltro mentre loro se ne andavano in giro in pantaloncini corti. Guarda come vanno in giro con 45° dicevamo’. Purtroppo nel 2005, mentre mi facevo la barba, notai un gonfiore nella parte destra del collo. In una prima diagnosi mi dissero che era una tubercolosi linfonoidale. Successivamente, il 13 dicembre, mi fu diagnosticato il linfoma di Hodgkin”.

Così Lorenzo Motta soldato italiano, protagonista di molte missioni militari all’estero, dalla Turchia, alla Grecia passando per la Guerra del golfo, racconta i primi sintomi del Linfoma di Hodgkin, che gli sono costati 8 cicli di chemioterapia e 35 sedute di radioterapia oltre alla perdita del lavoro per non idoneità al servizio.

Nonostante sia ormai evidente e conclamato il devastante effetto che l’impiego di uranio impoverito ha avuto sui nostri militari, questo tema rimane tabù: poco trattato, poco diffuso, poco conosciuto. Si nasconde la testa sotto la sabbia insomma, nella speranza che si smetta di parlarne. E invece non sarà così, se ne parlerà e sempre a gran voce, per rispetto di coloro che non ci sono più e di quelli che ancora lottano contro questo male, figlio di uno stato irresponsabile.

Proprio lo scorso 30 maggio, la commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito ha approvato all’unanimità una importante relazione presentata dal senatore PD Gianpiero Scanu, grazie alla quale si andrà a riqualificare l’area dei poligoni militari sardi di Quirra, area che verrà chiaramente bonificata.

Le indagini epidemiologiche eseguite su quel territorio infatti lasciano pochi dubbi sul fatto che l’uranio impoverito sia causa di malattie oncologiche e disfunzioni genetiche. Nonostante il passo avanti di questa decisione però il riconoscimenti ufficiale della pericolosità dell’uranio impoverito non è totalmente rispecchiata nei dati raccolti durante l’inchiesta in Sardegna secondo la commissione: su 3.761 casi di malattie neoplastiche diagnosticate tra il 1991 e il 21 febbraio 2012, soltanto 698 casi riguardano il personale che ha preso parte a missioni all’estero; dei 479 decessi, 96 riguardano questa categoria di personale.

E le vittime? I tribunali civili stanno negli ultimi anni riconoscendo risarcimenti economici ai militari ammalati da questo linfoma. Ma sono ancora pochi, troppo pochi questi casi. Le vittime non solo militari dell’ uranio impoverito infatti non sono mai state contate è difficilmente sarà possibile fare una stima certa: non si ha certezza neanche del fatto che nelle ultime missioni sia cessato il suo impiego… e questo la dice lunga sulla collaborazione dei vertici militari rispetto a questa incresciosa vicenda di cronaca nera.

Il linfoma di Hodgkin, è un tipo di linfoma le cui distinzioni sono la presenza di cellule tumorali giganti tipiche e di un abbondante infiltrato non tumorale, da esse reclutato, costituito soprattutto da leucociti mononucleati; L’origine è sempre in un singolo linfonodo, e la sua eventuale diffusione avviene per contiguità alla catena linfonodale correlata; Il decorso è tipicamente prevedibile (con precisa stadiazione), e la prognosi ottima (sia come sopravvivenza che come morbilità), grazie all’efficacia della terapia chemio- e radioterapica.

 

Fonte: Wikipedia, Quotidianopiemontese e Lindro.it

 

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