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Lorenzo Motta: “la mia guarigione è solo per le mie piccole bimbe” 4.75/5 (95.00%) 8 Vota questo articolos

Una delle facciate più scure delle Forze Armate viene derivata dalle malattie di guerra. Quelle infermità collegate alle proprie missioni all’estero ma anche nella propria patria. Centinaia di soldati italiani hanno perso la vita e molti altri sono in battaglia continua contro il nemico più grande che esiste: un tumore.
In altre occasioni abbiamo pubblicato informazioni riguardo il pericolo di materiali come l’uranio impoverito o l’amianto, usato nelle missioni all’estero, ma ne abbiamo anche parlato della responsabilità in questi casi di malattia. Chi è il colpevole? Si prendono le misure di sicurezza adeguate? Sono correttamente informati i soldati prima di andare in missione? Risponde il Ministero, con il supporto giusto, nel caso dei militari ammalati in causa di servizio? Viene sempre riconosciuta la causa di servizio?

In seguito la testimonianza di Lorenzo Motta, arruolato nella Marina Militare dal 2002, vittima dal Linfoma di Hodgkin dal 2005. Si tratta di un tumore collegato all’uranio impoverito che ha già colpito a diversi militari italiani.

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Rabbia, rabbia solo ed esclusivamente rabbia, davanti ad uno Stato che prima serviamo per spontanea volontà gridando con tutta la voce che può uscire dal nostro corpo, quella famigerata parola ” LO GIURO”. Alzando il braccio destro al cielo pronti a combattere e difendere i colori della nostra Bandiera (e di questo ne siamo e ne sono onorato ed orgoglioso) , ma nel contempo mai nessuno ci aveva giurato che nel caso in cui ci fossimo ammalati per questa maledetta guerra chimica fossi stato abbandonato a me stesso: senza un cenno d’aiuto, senza un minimo di tutela. Sicuramente non parlo solo a livello economico ma soprattutto psicologico.
Il 2005 per me e la mia famiglia fu l’anno più brutto della nostra vita, eravamo pronti a coronare un sogno tanto atteso e che tutte le coppie sperano di esaudire. Ma il nostro era diverso. Sognavamo lei con un magnifico abito bianco ed io in alta uniforme bianca che accompagnavo la mia Lei davanti Dio per giurarle fedeltà. Alle ore 14,25 del 27/07/2005, mentre facevo la barba mi accorsi di un gonfiore nella parte destra del collo che inizialmente fu diagnosticato come ascesso avendo un dente forato. Presi i giusti farmaci ma il gonfiore non tentennava a sparire anzi, giorno dopo giorno aumentava di più.

 

Decisi di affidarmi al Policlinico di Palermo dove inizialmente fui curato con dei farmaci antitubercolari, in quanto credevano che fosse una turbecolosi linfonoidale ma il gonfiore persisteva sempre nel suo avanzamento, fino a quando il 25/11/2005 in chirurgia d’urgenza fui operato alla base del collo per analizzare il linfonodo e vedere di cosa si trattasse.

 

Linfoma di Hodgkin e Uranio Impoverito

Mi fu comunicato il 13/12/2005, era un Linfoma di Hodgkin – cellularità mista – stadiazione 2a nella parte latero cervicale sovraclaveare destra.
Mi ricoverarono d’urgenza presso il reparto di Ematologia dello stesso ospedale e mi sottoposero alla biopsia Osteomidollare da poter intraprendere in maniera celere la giusta terapia per il mio Linfoma che si conclusero il 8 cicli di Chemioterapia e 35 sedute di Radioterapia.
Ero davvero demoralizzato ma non mi mancava la forze di reagire.

 

Un meraviglioso giorno, mentre tutto attorno a me e ai miei familiari era scuro, vidi arrivare mia moglie in ospedale ed entrata nella stanza dove ero ricoverato. Il suo sguardo diverso, un sorriso che stonava con la situazione che stavamo vivendo. Vidi 2 occhi lucidissimi pronti a piangere di felicità. Si chinò verso il mio orecchio destro e mi disse:

 
-    Amò, questo è un dono di Dio, ad ottobre diventi papà.

Quella notizia fu meglio di un miracolo. Da quell’istante la mia guarigione era solo per la mia piccola bimba.

Ovviamente appreso la patologia che avevo istaurai subito tramite il mio primo avvocato l’istanza per ottenere la causa di servizio e sempre in quel periodo arrivarono i Carabinieri a casa dicendomi che dovevano notificarmi un documento.
Aperta la busta, la Marina Militare mi comunicava che dal mese successivo le mie competenze si sarebbero ridotte del 50% e se la malattia si fosse protratta per ulteriore 3 mesi le mie competenze stipendiali erano pari a O€.

 

Fecero di me una nullità vivente, fui sfrattato di casa, ero senza soldi per far fare le visite per la gravidanza di mia moglie. Nonostante questo, con tutta la chemio in corpo trovai il coraggio di andare a lavorare in un ristorante come lavapiatti ed attualmente sono ricercato dagli agenti di recupero crediti.
Il 15/10/2006 nacque mia figlia Nadia e il 15 sera dovetti partire a Taranto per ritornare in servizio, fui sottoposto a visita presso l’ospedale militare di Taranto dove mi diedero la piena idoneità al servizio.  Sinceramente, mi chiedo come possono fare idonea una persona che ha ancora i postumi della radioterapia e non solo erano anche ben visibili avendo collo e spalla bruciati.

 

Effettuai il corso e passai in servizio permanente effettivo.
Fui destinato da Taranto a Augusta, arrivato al nuovo ente, mi comunicarono che l’ospedale militare di Augusta voleva sottopormi a visita facendomi le stesse ed identiche prestazioni dell’ospedale militare di Taranto, ma con la differenza che la commissione di Augusta mi poneva in Congedo Assoluto ed in attesa di impiego civile presso il Ministero della Difesa.
Occupazione che arrivò dopo circa 1 anno presso la SERIMANT di Palermo. Avendo dal 2005 al 2008 contratto debiti per far vivere la mia famiglia, dovetti chiedere 3 trattenute in busta paga fino al punto che percependo 1100€ e non potendomi permettere un affitto di casa, decidemmo di andare ad abitare a Torino presso la casa di mio papà dove attualmente vivo.
Presi servizio presso Il Comando Regione Militare Nord di Torino, appena arrivato dopo 5 anni di attesa mi fu notificata la non dipendenza da causa di servizio esprimendosi che non esisteva un nesso causale tra l’attiva svolta e la patologia.
Non accettai la loro espressione e mi rivolsi al TAR Lazio chiedendo di annullare il parere del comitato di verifica sulle cause di servizio ed attualmente sono in attesa di fissazione udienza.

 

Uranio Impoverito: l’ombra dei militari

 

In questi anni tramite Internet ho sentito parlare di Uranio Impoverito e le nanoparticelle di metalli pesanti ma effettivamente non ho mai avuto la certezza che il mio male dipendesse da questi agenti tossici.
Decisi di prendere i miei campioni bioptici dall’Anatomia Patologica di Palermo e trasferirli in un centro denominato NANODIAGNOSTICS presso l’università di Modena. Unico centro in territorio nazionale in grado di constatare l’eventuale presenza di nanoparticelle di metalli pesanti.
Ed esattamente alla fine del 2011 arrivò il tanto atteso referto, comunicandomi che erano state riscontrate numerosissime nanoparticelle di metalli pesanti tra cui: Rame, Acciaio, Nichel, Manganese, Bario etc…e nelle conclusione della stessa relazione si evince la inequivocabile esposizione a cui io sia stato sottoposto.
A conoscenza di questo non mi avvalgo più del nesso Probabilistico ma del nesso di certezza.
Istaurai domanda per essere definito Vittima del Dovere che nel caso in cui la percentuale d’invalidità fosse almeno il 25% viene corrisposto un assegno vitalizio pari a circa 1400 euro.
In data 15/06/2012 vengo convocato dall’ospedale militare di Torino, postomi davanti la commissione e fornisco la documentazione del Linfoma e della Contaminazione.
Risultato? Un rifiuto….INCREDIBILE MA VERO…. viene rifiutata la documentazione della contaminazione dicendomi che Roma aveva richiesto di quantificare l’invalidità solo sul linfoma.
E che percentuale mi hanno dato?
Il 23 %  (figuriamoci se davano almeno il 25% ma neanche per scherzo).
Comunicato con il mio avvocato cede la cosa molta positiva anche perché entro la fine del 2012 vuole chiedere il risarcimento dei danni per me e la mia famiglia.
Lorenzo Motta

 

 

 

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