Legge 104 del 1992: Normativa per Militari

14 novembre 2012 posted by Staff
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Legge 104 del 1992: Il Tar di Toscana ha fatto un passo in avanti per quel che riguarda la protezione e il riconoscimento dei diritti dei militari e dei cittadini in uniforme. Parliamo della legge 104 del 1992 di assistenza ai famigliari disabili.

 

Legge 104 del 1992: Militari

Si tratta di un salto qualitativo dopo il riconoscimento, da parte del Consiglio di Stato, dell’applicabilità della nuova legge n. 104/1992, in tutti i suoi punti, anche ai militari.

legge 104 del 1992

 

Legge 104 del 1992: Vediamo la storia


Un giorno dopo la sentenza n. 4047/2012, che riconosce la piena applicazione della legge 104 del 1992 ai cittadini in uniforme, l’amministrazione aveva disegnato una strategia per impedire l’accesso ai permessi mensili o al trasferimento di sede, per motivi di assistenza a disabili, ai militari. Cioè, non accettava le istanze degli interessati. Questo significa che visto che non aveva la possibilità di negare i benefici, obiettava l’incompletezza della domanda per non accettarla. Un’obiezione basata nei requisiti vecchi e soppressi (“continuità” ed “esclusività” dell’assistenza resa in favore del congiunto disabile). In questo modo, l’amministrazione aveva iniziato a richiedere atti di notorietà ed autocertificazioni relative ad altri familiari che, pur potendo prestare le proprie cure al congiunto portatore di handicap, risultassero però impossibilitati a farlo. In caso di mancata integrazione della documentazione richiesta, richiamando circolari e/o direttive ormai superate, l’Amministrazione sospendeva il procedimento.

 

Legge 104 del 1992

Un esempio di questo atteggiamento è quello vissuto di una Caporale dell’Esercito, assistita dagli avvocati Giorgio Carta e Giuseppe Piscitelli , che dopo aver detto NO a produrre altra documentazione a sostegno della propria istanza di trasferimento ex art. 33, comma 5 della legge n. 104/1992, ha impugnato davanti al TAR Toscana l’atto di sospensione del relativo procedimento.
Il Tribunale ha accolto la richiesta della Caporale dell’Esercito considerando che “la documentazione cui l’amministrazione intimata condiziona l’ulteriore esame dell’istanza di trasferimento … attiene proprio al possesso di quei requisiti” – ossia, la “continuità” e la “esclusività” dell’assistenza – “non più richiesti dalla vigente legislazione, legge 104 del 1992,  di rango primario”. Per questo motivo, il tribunale considera che non è giustificato né legittimo “l’arresto procedimentale e motivato con riferimento a direttive interne suscettibili di ulteriore applicazione, in quanto superate dallo jus superveniens”.
Tale sentenza obbliga al Ministero della Difesa ha riattivare il procedimento e concluderlo “pronunciandosi sul merito dell’istanza di trasferimento senza ascrivere alcun rilievo ai requisiti dell’esclusività e continuità dell’assistenza», in questo modo si starà applicando la legge 104 del 1992, in vigore.

Fonte: Grnet.it

 

 

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