Legge 104 92: Militari, Poliziotti e Vigili del Fuoco

17 settembre 2012 posted by Staff
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“La vittoria è importante anche perché dimostra che i cittadini in uniforme non devono accettare passivamente i soprusi cui sono sottoposti dai propri superiori, ma organizzarsi e consorziarsi per far valere i loro diritti. Il miglioramento delle loro condizioni di lavoro, cioè, dipende in gran parte dalla loro determinazione a farsi rispettare e la specificità non può mai costituire un pretesto – per superiori o giudici – per restringere i loro diritti”.
Con queste parole lo scorso 12 luglio l’avvocato Giorgio Carta, esperto in diritto militare, aveva commentato la storica decisione 4047/2012 del Consiglio di Stato , pubblicata lo scorso 9 luglio co n la quale si rende applicabile la legge 104/1992 in materia di assistenza ai familiari disabili anche al personale delle forze armate, di polizia e dei vigili del fuoco.

 

Legge 104 militari

Nel dettaglio la sentenza recita che: “ragioni testuali e sistematiche inducono a considerare la novella dell’art. 24 applicabile a tutto il personale dipendente, senza eccezioni: sino a quando, cioè, la legislazione attuativa richiamata dall’art. 19 non interverrà e non detterà disposizioni speciali e derogatorie, la disciplina comune in materia di assistenza ai familiari disabili potrà trovare applicazione anche per il personale delle Forze Armate, di Polizia ed ai Vigili del Fuoco ”.
Questo risultato è stato ottenuto grazie certamente al militare che ha sottoposto al TAR della toscana la questione, ottenendo poi l a sentenza, ma anche alle proteste che ad aprile si sono svolte proprio davanti a Palazzo Spada al suono dello slogan “sono siamo cittadini di serie B”.
Purtroppo però la strada per i militari è ancora in salita, poiché le amministrazioni spesso non sono collaborative nell’applicazione di questa sentenza e così fioccano rigetti alle domande presentate che vengono considerate “irricevibili”.
E cosa si può fare in caso di rifiuto illegittimo della nostra domanda? Se il superiore si rifiuta di inoltrare la documentazione ai vertici decisionali incorre nel reato di omissione di atti d’ufficio ed è quindi possibile rivolgersi entro 60 giorni dalla notifica al TAR.
A questo punto però è necessario anche fare ulteriore chiarezza, specificando tutte le caratteristiche e i requisiti richiesti affinché la domanda venga presentata nei termini e nei tempi corretti e non sia passibile di eventuale rigetto.

 

Legge 104 e congedo: requisiti

Prima di tutto specifichiamo che l’applicazione della normativa è immediata e non necessita di alcuna circolare specifica e che  a poter usufruire di questi permessi speciali sono anche i volontari in ferma prefissata, dunque non solo coloro che sono in servizio permanente.
Una condizione richiesta per accedere ai benefici di legge è l’esclusività in famiglia dell’assegnazione di questo beneficio, ovvero nessun altro parente può già usufruire del beneficio. Va specificato però che i permessi spettano anche nel caso in cui ci siamo altri parenti che potrebbero occuparsi del disabile congiunto.
L’unica motivazione plausibile che l’amministrazione può presentare per il rigetto legittimo della domanda è la carenza di organico interno.

Fonte: La quarta Sezione del Consiglio di Stato in sede Giurisdizionale con sentenza 4047/2012 del 9 luglio u.s. ha riconosciuto la vigenza, anche per gli appartenenti alle Forze Armate, di Polizia e ai Vigili del Fuoco, dell’art.24 – comma 2 della Legge 183/2010 che ha di fatto eliminato l’obbligatorietà dei requisiti di continuità e dell’esclusività, tra quelli indispensabili ad ottenere il trasferimento per assistenza a parente o congiunto disabile.

 

 

 

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