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Ragazzi, male notizie riguardo la situazione dei nostri marò incarcerati in India. Non c’è ancora il rapporto ufficiale ma sembra che la perizia balistica non è favorevole a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in prigione dal 15 febbraio scorso per sparare due pescatori indiani ai quali avrebbero scambiato per pirati.
Secondo l’agenzia di notizie ANSA, i proiettili utilizzati per l’uccisione e ricuperati dai cadaveri sono compatibili con due fucili trovati a bordo della petroliera italiana Enrica Lexie, sulla quale si trovavano i due soldati italiani. I risultati dei test sono già stati consegnati al magistrato di Kollam, che sta istruendo la causa  ma le indagini della polizia potrebbero ancora durare altre due o tre settimane. In questo modo, i termini di carcerazioni giudiziaria che scadevano lunedì prossimo, saranno sicuramente rimandati di nuovo.
La responsabile del dipartimento di balistica N.G. Nisha ha confermato i risultati delle prove condotte su otto armi (oltre ai sei fucili Beretta, due mitragliette FN Minimi di fabbricazione belga) e precisato che il rapporto sui test di tiro, la balistica e le impronte digitali è stato consegnato al magistrato. “Dopo aver esaminato i proiettili recuperati dai cadaveri delle vittime abbiamo stabilito che sono compatibili con le rigature delle canne di due fucili”, ha detto.

 

AUTORITà ITALIANE
Il sottosegretario italiano agli esteri, Staffan de Mistura, non ha voluto commentare le novità e considera che “c’é bisogno del rapporto ufficiale, e non di indiscrezioni di stampa”. De Mistura, che sta seguendo ogni sviluppo della vicenda, ha aggiunto che “anche qualora, cosa non ancora confermata, si provasse che le pallottole che hanno ucciso i due pescatori fossero italiane, e uguali a quelle usate dalle forze armate italiane, rimane il fatto che, secondo noi, per quello che riguarda i nostri militari italiani, la giustizia deve essere amministrata in Italia”.
Con queste parole, de Mistura fa riferimento alla lotta fra l’Italia e l’India per processare i due marò. Le autorità indiane pretendono un giudizio in India visto che le vittime sono indiane ma, secondo l’Italia e la UE, i soldati italiani devono essere processati in Italia in quanto la vicenda è accaduta in acque internazionali.
La situazione dei militari italiani diventa ora più complicata ma, più che mai, è necessario fare forza per almeno portare loro a casa.

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