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La moglie del soldato Massimiliano Latorre, in prigione insieme a Salvatore Girone, sotto l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani il 15 febbraio scorso. Si è pronunciata per la prima volta riguardo la vicenda: “Sono moglie di Latorre e madre dei suoi tre figli, che hanno 12 e 10 anni, e 22 mesi di età. Sono rimasta in silenzio finora, volutamente; ho osservato in maniera rigorosa questo silenzio. Ma ora non posso fare a meno di rendere pubblica la situazione”.

 

In pratica, la moglie di uno dei due marò dell’Esercito Italiano ha parlato delle difficoltà che implicano tre bambini a casa da gestire da sola, inoltre si è appellata non solo alla famiglia di Latorre “affinché le risorse materiali necessarie non a me, ma ai bambini che sono la priorità unica di tutto ciò, siano disponibili per la conduzione normale dell’esistenza”, ma anche alle istituzioni “ perché possano aiutare i miei bambini in questo momento drammatico dell’esistenza di ciascuno di loro e della famiglia”.

Abbiamo pubblicato in questi giorni il pagamento di indennizzi, per circa 300.000 euro, da parte del governo italiano, ai famigliari dei due pescatori uccisi il 15 febbraio scorso in acque indiane. Di questa morte sono accusati i due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in prigione da quel giorno.
Su questi pagamenti si è pronunciato il Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, il quale afferma che si tratta di “un atto di donazione, di generosità  al di fuori d’un contesto giuridico”. In dichiarazioni riportate da Il Sole 24 ore, il ministro ha segnalato che questo atto è stato fatto per venire incontro alle sofferenze delle famiglie ma è indipendente dal procedimento giudiziario.

 

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