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La stampa indiana pubblica l’avvio di un indennizzo di 145.000 euro che il governo italiano dovrà rimborsare ad ognuna delle famiglie dei due pescatori indiani uccisi il 15 febbraio scorso al largo delle coste del Kerala in cui sono implicati due marò italiani, in prigione da quel giorno.
Secondo i giornali indiani, la cifra è stata accordata dal capo di gabinetto del ministero della Difesa italiano, Pasquale Preziosa e dagli avvocati della moglie di Jelastine Valentine, Doramma, e quelli delle sorelle dell’altra vittima, Ajesh Binki.

 
D’altra parte non ci sono novità per quel che riguarda la situazione dei due soldati italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Sono nel carcere di Trivandrum, in India, da due mesi e non hanno ricevuto nessuna visita dei loro famigliari fino a qualche giorno fa.
Secondo pubblica il quotidiano avvenire, sono stati con loro la sorella e il nipote di Latorre (Franca Latorre e Christian D’Addario), il papa, la mamma e la moglie di Girone (Michele Girone, Maria Ferrara e Vania Ardito).

 
Al termine dell’incontro i famigliari hanno manifestato la felicità e la gioia per i momenti passati insieme dopo tanta sofferenza, che non è ancora finita.  Ovviamente “siamo felici di essere qui”, hanno detto, e di “avere visto bene i due ragazzi”. Inoltre, hanno ringraziato le persone che hanno fatto possibile l’incontro “ed anche la direzione del carcere che sta riservando ai nostri congiunti un trattamento degno”.  I familiari dei due marò italiano hanno espresso cordoglio ai familiari dei due pescatori indiani uccisi. “Salvatore e Massimiliano sono felicissimi di averci riabbracciati. Stanno bene, sono in forma e sereni – ha aggiunto Christian D’Addario, dopo la visita allo zio – Salvatore e Massimiliano hanno fiducia in quei piccoli passi che si stanno facendo per portarli a casa”.

 
Per Latorre e Girone non sembrano possibili comunque soluzioni a breve termine. La loro custodia giudiziaria è stata estesa fino al 30 aprile dal giudice istruttore di Kollam, mentre il processo in corso di primo grado, presso l’Alta Corte di Kochi, riguardante la giurisdizione verrà ripreso dopo il 20 maggio. Per quanto riguarda infine la petroliera, bloccata da due mesi nel porto di Kochi, è prevista domani una udienza presso la Corte suprema di New Delhi.

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