Militari In Missione: La Parte Umana

16 novembre 2012 posted by Staff
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Militari in missione: Quando si parla di militari italiani in missione all’estero non è giusto parlare di lavoro. Un lavoro è una giornata in ufficio che finisce alle 18.00, ore piene di pazienza in un negozio per cercare di accontentare consumatori pesanti, tempo di duro lavoro nel campo o guidando un camion, ecc… questo è un lavoro. Essere un militare è un dovere.

Militari in missione: quanti in Italia?

Ad oggi ci sono approssimativamente 6.000 militari italiani impegnati in missione operative all’estero, militari in missione, (4200 in Afghanistan ISAF, 1200 in Kosovo KFOR e 1089 in Libano UNIFIL). Quello che fanno tutti i giorni non è soltanto una durissima prova per loro ma anche anche per le loro famiglie che restano a casa, in attesa, e consapevoli che ogni giorno è un regalo. Così come lo è anche un sms, una telefonata, una lettera, una foto, un sorriso….un “sto bene mamma”.
Alberto Alpozzi, fotogiornalista italiano, racconta la sua esperienza nelle visite a militari in missione. “Fare migliaia di chilometri viaggiando con i nostri militari per raggiungere le varie basi nelle quali sono dislocati è già di per sé una grande esperienza umana: leghi subito con ciascuno di loro, ti vedono come un tramite tra loro e casa; la necessità di parlare e di condividere emozioni ed esperienze è sempre fortissima e tu sai quanto sia importante per loro e per i loro cari”.

Militari in missione: la parte umana

Come spiega Alpozzi, si tratta di un “tutti siamo italiani” e “tutti abbiamo fiducia nel nostro paese”. Una fiducia che condividiamo.
Più che lo scopo informativo, difensivo o militare, esiste uno scopo umano. Quello di trasmettere calore ai militari in missione e notizie che permettano un accostamento a casa, anche psicologico.

 

militari in missione

 

 

Forse è vero che tutti abbiamo un lavoro che svolgiamo principalmente perché dobbiamo guadagnare soldi per mantenere noi e le nostre famiglie ma non tutti i lavori sono uguali. La testimonianza di Alpozzi mi ha fatto riflettere e mi sono un po’ infastidita per l’immagine che di solito trasmettono i mezzi sui nostri militari in missione: persone magari fredde, violente, addestrate per uccidere….non è così. Si tratta di persone, i militari in missione,  con un senso della responsabilità e un amore alla loro patria che nessuno di noi potremmo mai capire. Altrimenti, perché mai dovrebbero rischiare la vita?

 

E le loro famiglie? Le loro famiglie sono persone rispettose, affidabili e con una scala di valori squisita perché sanno davvero quali sono le cose importanti nella vita.

Con queste parole l’unica cosa che vorrei è segnalare e sottolineare il carattere umano dei nostri militari in missione nell’estero. I minuti che non passano in attesa che, anche oggi, non accada niente di grave.
Oltre i lavori armati, i militari in missione, realizzano missioni umanitarie, ciò significa dare un’opportunità alle persone che non ce l’hanno. No possiamo, né dobbiamo dimenticare questo.

Se li, dove sono, il sole non esiste, dobbiamo portarlo noi. 

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