Forze Armate: Grazie Napolitano!!!

22 aprile 2013 posted by Staff
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Grazie presidente Napolitano! È questo il coro a una sola voce che le forze armate gridano a gran voce insieme al ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola che si dice orgoglioso in un telegramma inviato proprio a Giorgio Napolitano in occasione della sua rielezione a Presidente della Repubblica.

 

Anche Felice Romano, segretario generale del SIULP, a nome di tutti i poliziotti ha ringraziato l’ultra ottantenne presidente, per il senso di responsabilità che ha dimostrato  in uno dei momenti più delicati della nostra storia contemporanea e ha definito la sua rielezione “la scelta migliore che il Parlamento potesse fare per dare un segnale concreto e rassicurante al Paese”.

 

Rielezione Napolitano

La rielezione, unica nella storia della nostra repubblica, è avvenuta con 738 voti su 1007. Ma la piazza fuori da Montecitorio non era altrettanto soddisfatta; grillini in testa non hanno fatto mancare insulti, fischi e bagarre di ogni genere che hanno tenuto impegnate le forze armate per qualche ora.

 

polizia in piazza Proprio pochi giorni fa era stata resa pubblicata una nota della polizia, preoccupata per la crescente instabilità del paese e per la sicurezza sociale e dei propri militari, che davanti a situazioni come quelle di piazza dei giorni scorsi temono per la propria incolumità e per la stabilità del proprio paese: “la nostra esperienza ci fa temere che, nel contesto generale che stiamo vivendo, in una manifestazione di piazza, consumata non solo accanto ai palazzi del governo, avrebbe la forza di una scintilla in grado di far esplodere il disagio accumulato nel Paese, generando quella partecipazione emotiva incontrollata e irrazionale, in cui preoccupano anche le strumentalizzazioni dei professionisti del disordine”. Lo dichiara Enzo Letizia, segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, ricordando un drammatico episodio di qualche giorno fa a Civitanova.

 

E proprio dalle forze armate, pochi giorni dopo le elezioni erano arrivato un accorato appello a un senso di responsabilità che rimettesse in moto l’economia reale, la produttività e la competitività del Paese e che contemporaneamente elaborasse un piano di riedificazione dei capisaldi morali, di valorizzazione di qualità e talenti italiani, di riconoscimento del nostro patrimonio etico che è alla fondamento della nostra storia e della nostra democrazia.

 

Un appello caduto nel vuoto. Che nessuna parte politica ha accolto. Che tutti hanno dimenticato al punto da vanificare il voto elettorale e ricorrere all’unico uomo politico baluardo di una stabilità morale ancora prima che politica, che l’Italia non conosce più.

 

La rivolta di piazza è ormai un rischio sempre più concreto, ogni volta che accade un fatto politico fuori norma come quelli dei giorni scorsi. Le forze armate hanno in più occasioni  dichiarato il rischio prevedibile di situazioni di piazza violenta, cavalcate da professionisti dei disordini. Ma per quanto i nostri militari siano pronti e determinati a svolgere al meglio il loro dovere e si impegnino a mantenere la calma e l’ordine per garantire la sicurezza dei cittadini, non possono anche loro in qualità di italiani non riconoscere che spetta alla politica affrontare e risolvere le questioni sociali ancora aperte e che necessitano di equità e solidarietà per allentare la stretta di una tensione sociale che ha già superato i limiti di guardia e che potrebbe esplodere da un momento all’altro.

 

Fonte: grnet / forzearmate / anfp / adnkronos

 

Valentina Stipa

 

 

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