Gli F-35 Continuano a Dividere

25 gennaio 2013 posted by Staff
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Tanto rumore per nulla. Polemiche e sangue amaro per l’acquisto dei famigerati F-35 Joint Strike Fighter a discapito di posti di lavoro, nell’ottica di un risparmio indispensabile ma mirato a risorse umane piuttosto che strumentali. E poi? Ecco che sul Telegraph viene citato un rapporto dell’Operational Test and Evaluation Office del Pentagono, con il quale è stato vietato ai 63 F-35 di volare a meno di 45 chilometri (25 miglia) da un temporale perché il serbatoio del carburante rischia l’esplosione se colpito da un fulmine.

 

Problemi e limiti degli F-35

Fonte: Aerei militari

I problemi di possibile esplosione in volo degli F35 erano noti da qualche tempo al Pentagono. Qui in Italia sarebbe da chiedersi: perché il nostro ministero della Difesa copre stupidamente problemi che comunque sarebbero saltati fuori? L’Italia, a differenza di Canada e Turchia, prosegue nell’acquisto; due sono già comprati, per altri 3 è iniziata la produzione. Poi altri 90 aerei per una media, ciascuno, di circa 120 milioni: e oltre all’acquisto, con manutenzione e addestramento si spenderebbero oltre 40 miliardi”.  A dirlo è Francesco Vignarca, coordinatore della Rete disarmo, all’Adnkronos.

 

Dall‘aeronautica militare invece arriva il monito di rispetto l’impegno preso a livello internazionale poiché gli F35 sono considerati indispensabili, considerato anche che a luglio partirà l’assemblaggio del primo velivolo italiano che verrà consegnato nella primavera 2015.

 

Sul tema delle anomalie segnalate l’aeronautica rassicura che con il tempo verranno corretti senza troppi problemi e dalle parole del Segretario generale della difesa il colonnello Giuseppe Lupoli emerge tutta l’importanza strategica di questo progetto internazionale: “ i caccia F-35 rappresentano la spina dorsale della forza aerea nazionale dei prossimi 40 anni. Non esistono alternative valide ad esso. Il programma Joint trike Fighter è ancora in fase di sviluppo e come tale rappresenta le problematiche tecniche di messa a punto tipiche di ogni programma aeronautico complesso che introduce per la prima volta tecnologie innovative: verranno via via corrette”.

 

Rassicurazioni arrivano anche dalla ditta costruttrice dei velivoli La Lockheed Martin, la quale fa notare che ”il programma di test per il velivolo F-35 Lightning II prevede che i test sulla protezione antifulmine siano realizzati nella fase conclusiva del programma di prove in volo” e che ”il limite per le operazioni fissato a 25 miglia da un temporale è una distanza ritenuta sicura e ragionevole per svolgere le attività di test previste in questa fase’.

 

Fonti: Ansa /Tgcom24/Novaratoday

 

 

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